Tartaglia

Note storiche

Rugggio - 2004

 

Nata verso la metà dei Seicento, la maschera di Tartaglia é di origine napoletana e la si ritrova molto spesso nelle commedie dell'epoca accanto a quelle di Pulcinella e di Colombina.

È un personaggio pieno di difetti: ha una forte miopia,  una sordità che sovente gli fa capire lucciole per lanterne ed una pertinace balbuzie. Quest'ultimo difetto gli fa derivare il nome di Tartaglia. 

È un personaggio goffo e non inizia una frase se non con un fastidioso balbettare che lo rende ridicolo.

Tartaglia rappresenta un uomo di mezza età, interpreta qualsiasi ruolo; il suo stato sociale di volta in volta é giudice, notaio, farmacista, avvocato, consigliere di corte, ma anche domestico, sbirro o semplicemente genitore di qualche giovane mascherina.

Una delle sue più grosse debolezze è quella di corteggiare tutte le donne che incontra e, visto che ha il cuore tenero se ne innamora facilmente. 

Il personaggio di Tartaglia, seppur con nomi diversi, si é diffuso anche all'estero ed é giunto fino ai nostri giorni e per questa sua goffaggine riesce a divertire il pubblico di ogni età.
Tartaglia ottenne il suo maggior successo a Napoli dove, verso la metà del '600, era interpretato da Carlo Merlino, seguito da Agostino Fiorilli.

In epoca recente da ricordare Gianfranco Mauri in "Arlecchino servitore di due padroni" di Goldoni, per la regia di Giorgio Strehler.