Pubblicato il  21 Dicembre 2005

Stemma del Comune di Bagnone 

La mia terra

Un cuore innamorato di stranezze,

non può rinnegare simili bellezze,

il caso ha potuto  in quel momento,

allontare un animo in fermento?

Sono fuggito é stata una pazzia,

ricordo oggi con tanta nostalgia,

mi rimane intatto dentro al petto,

grande la mia passione, un vero affetto.

rugggio 2005

 

Concetto di territorio

I

l territorio è l'estensione di terreno soggetto a una qualunque giurisdizione: dello Stato, della Regione, della Diocesi, della Provincia, della Parrocchia, del Comune.

Territorio può essere: la campagna circostante una Città, un Borgo, un Villaggio. 

 Il Territorio è lo spazio sul quale si esercita stabilmente la sovranità dello Stato (territorio dello Stato), salve le limitazioni fissate a favore di ordinamenti stranieri interferenti in singoli rapporti. Sul territorio lo Stato ha anche un diritto di natura reale, attestato dalle facoltà di cessione, ecc.

Il territorio è un elemento essenziale dello Stato; tra tali elementi si considerano un territorio delimitato, un insieme di individui che formano il popolo, e sono così coscienti dei vincoli che li uniscono in società politica; un ordinamento giuridico sovrano che ha in se la forza di imporsi senza derivare i suoi poteri da ordinamenti superiori. Il dominio di un ordinamento sopra un'altro determina un soffocamento degli usi e delle abitudini di un popolo di un territorio  che è stato abusivamente o paradossalmente aggregato con quello di altri.

Il territorio di cui tratto non ha libero arbitrio dei suoi destini di popolo sovrano, perchè è il Capo della Regione, sostenuto da una costituzione della quale la Lunigiana non si ritiene appartenente,  per le quali da un secolo chiede il potere sovrano, le prerogative sovrane, la grazia sovrana, da esecitare in casa propria.

Il territorio si estende al sottosuolo e allo spazio aereo; in senso orizzontale , i confini della Lunigiana sono quelli tracciati nelle vecchie carte del territorio, prima delle costituzioni delle provincie, che senza badare alle origini, si sono spartiti la Lunigiana in quattro; Provincia di Massa Carrara, La Spezia, Lucca e Parma.

Questi territori devono tornare riuniti ed amministrati globalmente da gente che conosce usi e costumi delle nostre contrade, senza dover attendere che Firenze riesca a capire questa nostra importante richiesta che, per loro, non avverrà mai.

Questo territorio fu quello amministrato dall'antica Diocesi di Luni, è un territorio di diritto comune, sul quale era definitivamente preposta una gerarchia eclesiastica ordinaria, oggi facilmente trasformabile a quella di una regione a statuto speciale. Non può un tale territorio essere amministrato da un Consiglio regionale distante che non conosce le esigenze della nostra civilizzazione, assai differente da quella della bassa Toscana, che non ascolta le richieste dei suoi abitanti ma che ci viene a cercare solo durante le campagne elettorali.

Cartina del Comune di Bagnone

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Cartina della Lunigiana Antica

Territorio di Bagnone

P

arlare di storia, di ricerche storiche, in una parte d’Italia molto nascosta, come il  Bagnonese, è avventuroso; è già difficile parlare e trattare la storia della Lunigiana… .. 

Siccome mi piace avventurarmi per sentieri scoscesi, spesso  inesplorati, per raggiungere le cime più aspre e più lontane, a volte pericolose per il cadere subitaneo di una coltre di nebbia… ma poi, col riapparir del sole, tutto si ristabilisce…   Così io penso di affrontare quest’avventura che, a priori non è facile, ma può divenir piacevole; e con l’aiuto e la collaborazione dei Soci e Dirigenti del Centro di Cultura Bagnonese, penso si possa fare qualche cosa di buono e di valido.

Non è un lavoro che faccio per meritare encomi, e neppure biasimi da parte dei veri autori. Questo è un lavoro di passatempo, di ricerca, di raccolta, di analisi di tutto quello che riesco a trovare già scritto da altri, con l’aggiunta di considerazioni mie e dei miei collaboratori del Centro di Cultura. Cerchiamo, nell’ambito del possibile, di raggruppare tutte le informazioni in un unico testo.

Le fonti cercherò di menzionarle tutte, di volta in volta, ma se per caso mi dovesse sfuggire qualche cosa, è solo frutto di disattenzione, della quale ne sono un grande cultore.

Mi scuso prima del tempo!…  

LE ORIGINI

Il territorio del Comune di Bagnone e quello adiacente del Comune di Villafranca L. sono compresi tra il crinale dell’Appennino Settentrionale, ed il   letto del fiume Magra. Una decina di chilometri di lunghezza e un dislivello medio tra i 1800 metri ed i 150 metri sulle sponde del fiume. Una grande valle alluvionale che partendo dalla dorsale apenninica, piuttosto scoscesa e rocciosa agli inizi, arriva con tenua pendenza a scaricare a valle nel lento e magro fiume le acque del torrente Bagnone e dei suoi numerosi affluenti. 

Le crode del nostro versante sono rupi nude e scoscese sino ai 1000 metri, posti da capre. Poi la pendenza raddolcisce e si hanno i contrafforti e le spianate, con i cedui, i castagni, luoghi di pastorizia. 

Dai 500 metri in poi, nella valle dove la terra più fertile, si era impiantata una magra e faticosa agricoltura intensiva a carattere famigliare.  

Le crode d’arenaria si stagliano nell’azzurro, mentre mano a mano verso valle,  l’erosione, i ghiacci e le acque hanno accumulato, nei millenni passati, trovanti e detriti di rocce.

 
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Il territorio del Comune di Bagnone, soprattutto nelle zone di fondovalle, fu abitato sin dalla preistoria, periodo neolitico, antica età della pietra. L’uomo faceva vita nomade di cacciatore e pescatore, si riparava in grotte naturali e si copriva con pelli di
animali.  Ignorò l’arte fittile, raggiunse invece una sorprendente abilità nella scultura e nelle incisioni rupestri, che ritraggono con vero senso di arte figure umane e di animali.  

L’idea di costruire nella pietra rispecchia il concetto stesso di eternità; per i 

popoli primitivi la pietra è ciò che meglio di ogni altro materiale può servire ad immortalare.  Con questo concetto gli antichi abitanti del nostro territorio hanno eretto monumenti di pietra noti come menhirs e/o statue stele.    

IN ANTICO

I ritrovamenti di statue stele, conservate nel museo di Pontremoli, stanno a dimostrare che la presenza umana nel bagnonese è visibile già all’età del bronzo. L’uso della stele funeraria risale ai greci del periodo miceno.

In Italia essa era già conosciuta durante la civiltà enea e palafitticola. Nei vari momenti e luoghi, la stele assunse forme diverse e decorazioni più o meno ricche.  

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 La stele, sta a dimostrare che in Lunigiana esisteva una vita organizzata, già da diversi secoli prima di Cristo.              

   Non completo il quadro originario, se non dico che una statua stele conservata a Pontremoli, viene da un ritrovamento recente, nel 1969, fatto casualmente durante i lavori di ampliamento del cimitero di Treschietto, frazione di Bagnone,  in un vigneto adiacente. La statua stele è femminile, acefala, dotata di seni capezzolati e braccia distese sul corpo.

 É un blocco di pietra arenaria dalle dimensioni di 135x39x17 centimetri, dal peso complesivo di circa due quintali.

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Dare una data alla statua-stele e localizzarla nel tempo, gli esperti la fanno risalire alla prima parte dell’età del bronzo. Quando noi sappiamo che l’età del bronzo, nel Mediterraneo termina intorno al 1000 a.C., possiamo trarne delle conclusioni.     

Da notare ancora l’ubicazzione del rinvenimento che si pone in una zona sensibilmente elevata, lontano dal fondo valle e dai corsi d’acqua, forse nei pressi di uno scomparso insediamento di difesa, legato alla pratiche agricole e dell’allevamento, ed è indicata dallo scopritore Prof. Germano Cavalli, come rimossa dalla sua posizione originaria. 

(da : www.menhir.net/italia/lunigiana).

I PRIMI ABITATORI  

Possiamo tentare di menzionare, senza voler offendere nessuno, e chiamare Liguri i popoli che hanno abitato anche la Lunigiana. Ed ecco come è descritta questa popolazione, che dovrebbe risultare chiara e indiscutibile per tutti, una volta per sempre, per evitare confusioni e malintesi.  

I Liguri sono un’antica popolazione europea che in età preistorica pare fosse diffusa dalla Sicilia alle coste del mare del Nord, e che in epoca storica più recente, troviamo stanziata sul litorale tirrenico da Luni a Marsiglia e, in parte, nelle valli interne del Rodano e del Po, dove rimase fino all’invasione dei Celti (V-VI sec. a.C.). Molte erano le tribù in cui i Liguri si suddividevano: Intimili, Ingauni, Genuates, Apuani, Vagienni, Taurini, Salassi, ecc.  

L’origine dei Liguri è molto discussa, ma la loro lingua rivela somiglianze con quella degli Iberi e infiltrazioni notevoli di elementi gallici.

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Fin dall’antichità i Liguri furono montanari laboriosi e marinai audaci, saccheggiatori, valorosi in guerra; indotti a cercare per tempo le vie della loro espansione sul mare. Commerciarono coi Fenici, coi Cartaginesi, costruirono i sicuri porti di Nizza, Monaco 

e Genova.  Non perdettero le caratteristiche di tenacia e di amore alla libertà, che li distinguevano fra le popolazioni italiche, nemmeno quando Roma, dopo dura lotta, li soggiogò (II sec. a.C.). 

I Liguri furono poi fedeli ai vincitori e, con Caio Mario combatterono i Cimbri (102 a.C. a Aix en Provence) e i Teutoni (101 a.C. presso Vercelli) meritandosi la cittadinanza romana; poterono così attendere ai loro commerci, fiorenti ancora nella tarda età imperiale.

   (Estratto da D.E.M. edizioni Labor).  

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La popolazione che viveva nel territorio di Bagnone è senza dubbio di derivazione ligure. I Liguri una popolazione forte, dedita all’agricoltura, alla pesca e al mare, è stata soggiogata dai romani solo dopo una lunga lotta, nel II secolo a.C.

La città di Luni fu fondata nella vasta pianura che costeggia la  foce del fiume Magra nell’anno 177 a.C., come colonia romana a seguito della sconfitta dei Liguri Apuani. Essendo il nostro un popolo montanaro, immagino che le tribù che hanno popolato l’Alta Lunigiana siano di derivazione Ligure, poi, che i nostri antenati 

Bocca di Magra

siano Liguri Vagienni o Liguri Taurini, o Liguri Apuani ecc., non ha nessunissima importanza; importante invece è che siamo Liguri derivanti dagli Ambroliguri e/o Neoliguri, età del ferro VII – V secolo a.C. vedi Diodoro Siculo, 80 – 20 a.C, dalla sua “Biblioteca storica”, e che usassero le montagne come naturale riparo difensivo. 

Spesso ricorriamo alla toponomastica o alla ricostruzione visiva degli insediamenti dei primitivi.  Sono noti i Castellari, ubicati quasi sempre sulle sommità dei monti o in zone inaccessibili, luoghi di rifugio e di difesa del bestiame  e degli abitanti. 

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Vi si rifugiavano, tra labirinti di muri a secco, quando si sentivano in pericolo o perché braccati da eserciti predatori.  Nel bagnonese sono noti siti di rifugio come il Castellaro di S. Antonio, monte a nord di Pastina e della Pieve a circa 900 metri l.m., a cavallo tra la 

vallata bagnonese e quella del Taverone; i Tornini intorno ai 1100 metri s.l.m. sopra Jera e Compione; Le Pianacce e in Garbia, alle sorgenti delBagnone e molte altre. Questi luoghi fortificati, forse più nascondigli che fortezze, costruiti in cima ai monti, permettevano alle popolazioni di sfuggire alla sicura morte, che avrebbero probabilmente subito, se fossero rimasti improtetti e sparpagliati a valle.  

Tito Livio li descrive come fieri e bellicosi, dediti alla pastorizia ed alla caccia. Vivevano in capanne in muratura a secco e ricoperte di frasche impastate con argilla e letame. Nell’ultimo secolo a.C. pacificati coi romani, fondarono delle colonie anche nel nostro territorio, come è confermato dai toponimi, già trattati, di Lusana, Cassolana, Gabbiana, Vico, Corlaga, etc.

Gli Apuani sono localizzati più in basso, nel Sarzanese e nella Garfagnana. Popolazione che difese strenuamente la propria indipendenza  contro Roma. Gli Apuani furono vinti e in parte deportati nel Sannio, ma mel 155 a.C. Roma dovette combatterli ancora.

Gli abitanti del comprensorio, o territorio della Val di Magra, sono da far risalire all’epoca pre romana, od anche precedente.

Non si hanno molte notizie riguardanti l’alta Lunigiana agli albori della storia romana, salvo l’esistenza di Luni, la sua importanza, il ratto dei liguri apuani, e si giunge alla fine dell’impero romano di Occidente, la lunga dominazione ostrogota, la riconquista dell’Impero romano d’Oriente, noto come Impero Bizzantino.

Non conosciamo fonti storiche che ci permettono di formulare una teoria valida dell’epoca romana e neppure del primo Medioevo. Tantissimi sono i nomi che ci fanno pensare ad insediamenti di legioni romane ai tempi del Console Leorgio, per altri Levigio (nomi pervenutici attraverso nomenclature e detti locali, non rintracciabili storicamente).

Nella valle del torrente Bagnone, troviamo una ricca toponomastica di derivazione latina. Alcuni nomi come Corlaga (cor in laga, cuore del lago); Campo di Leugio (insediamento del console Leorgio); Campo di Marzo da Campo di Marte, luogo di battaglia, oppure da Campo di Marcius, da Ancus Marzius; Vico (dal latino vicus, villaggio, borgo, quartiere, rione); Stazzone ( da statio, stationis: stazione, posto di guardia); Pianel dei morti; ecc. ecc. Sono queste solo costatazioni e supposizioni?…. Ed anche nella valle del torrente Civiglia si trovano nomi interessanti come: Gabbiana, Lusana, Cassolana, Vespeno… ecc.

Sono questi sicuramente dei “ toponimi prediali ” di derivazione latina, per l’uso romano di distinguere i fondi col nome del proprietario o di un luogo, aggiungendo a questo il suffisso “ anus ”. Esempi:

Gabbiana - dal nome della città laziale di Gabio + anus = Gabianus ed oggi per corruzione: Gabbiana; od anche dal predio appartenente a un romano di nome Gabius.

Lusana - dal nume lusio, lusionis (gioco, divertimento) + anus = lusianus ed oggi per corruzione: Lusiana, Lusana.

Cassolana – dal nome romano Cassius + anus =  Cassianus ed oggi per corruzione: Cassiolanus, Cassiolana, Cassolana.

Vespeno – da vesper, vesperis; Vespero di Venere), sera + anus = Vespanus ed oggi per corruzione : Vespeno.

Croce - in dialetto Kròsa, da croce. Punto d’incrocio, ove si intersecano le strade.

IL MEDIOEVO  IN  LUNIGIANA  

 La data di riferimento è il 476, la caduta dell’impero Romano d’occidente. Avvenuta per una serie di concause quali l’impossibilità di mantenere le milizie per l’apparato di controllo del territorio, lo sviluppo del Cristianesimo che mette in crisi la cultura e la filosofia sulla quale si basava la società Romana e nello stesso tempo  l’arrivo massiccio delle popolazioni germaniche. Fenomeni storici che hanno una forte influenza ed una importante conseguenza in Lunigiana.

Con la crisi economica che ne è derivato, si ha un ritorno allo sfruttamento delle poche risorse della montagna. Si formano quindi i villaggi montani, quasi tutti poverissimi, villaggi di capanne.  

   

Riappare Luni nel 552, quando il generale bizantino Narsete la occupò e divenne un importante centro bizzantino. É in questo periodo che sorge Sorano di Filattiera, centro amministrativo e militare di importante rilevanza  per la viabilità in val di Magra.

L’egemonia bizzantina subì uno scossone, dall’invasione Longobarda del 568, che invase anche la Toscana, stabilendo a Lucca la capitale del Ducato.

L’impero bizzantino resiste in Liguria contro i Longobardi fino al 643 con lefortificazioni di Zeri e Zignago.

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Il territorio, con lo sviluppo del Cristianesimo, vede sorgere le Pievi nei luoghi dove esistevano i Pagi romani. Ma Luni, la Lunigiana e la zona marittima, restarono nelle mani dei bizzantini sino al 643, quando il re longobardo Rotari espanse il suo dominio partendo da Lucca. 

I bizzantini non abbandonarono la Lunigiana, anzi la fortificarono;  il crinale dell’Appennino divenne nei secoli VI –VII una frontiera militare.  Il sistema fortificato di Filattiera, con i suoi castelli, è in val di Magra, un  caposaldo fortificato bizzantino sulla via 

La Pieve di Sorano a Filattiera

Francigena e sulle vie trasversali di collegamento, esempio la Genova-Modena, via Castello di Iera, chiamata la via del sale. Località situata a monte del feudo di Treschietto, piuttosto nel territorio del feudo di Bagnone, sotto le pendici di una vetta dell’Appennino, il monte Orsaro, m 1851.  

Dopo la conquista longobarda del territorio lunense, si nota un periodo espansionistico da parte dei nobili, delle chiese e del vescovo di Lucca, con l’acquisto di numerosi beni e proprietà anche in Lunigiana.  

Sotto i Franchi, Luni e la Lunigiana restarono nell’orbita lucchese. Il Ducato longobardo fu sostituito da un Marchesato carolingio, ma non ci furono grandi cambiamenti di tipo politico.

Luni entrerà in una fase di crisi profonda. I saccheggi saraceni e quelli normanni contribuirono in modo decisivo a debilitare la città, anche perché gli interessi dei gruppi dirigenti si erano spostati su quelli territoriali rurali.  

ATTRAVERSO I SECOLI

A partire dall’età carolingia abbiamo notizie della presenza in Lunigiana di centri aziendali di grandi proprietà nobiliari o ecclesiastiche note con il termine di corte dominicata, (corte : sta per area, spazio e dominicata : per il proprietario, per il sign.ore).  

Tra i gruppi nobiliari, risultano gli Obertenghi [V.] e i loro diversi rami. Con molte principali proprietà, note solo dopo il mille, esse sono fondate su corti presumibilmente formate nei secoli IX-X.

Dati sicuri, fonti storiche che ci informino sull’origine di Bagnone, non ne conosciamo ancora. La prima volta che troviamo nominato Bagnone é precisamente il 19 maggio 963 quando l’Imperatore di Germania Ottone I, rinnovò la protezione ai Vescovi-Conti di Luni, enumerando le corti, le pievi ed i castelli per il quale la protezione valeva.

Inoltre abbiamo notizie dirette ed indirette di alcune Pievi elencate in diversi privilegi papali che ci fanno risalire alla fine del X secolo. Nel 981 é notizia della Pieve o Chiesa di San Cassiano di Bagnone in un accenno al “mercatum in plebe sancti cessioni” contenuto nel diploma dell’Imperatore Ottone II per il Vescovo di Luni Gottifredo.

Dati di fatto, invece, come l’ubicazione a difesa della valle, ci fanno pensare che Bagnone, sorto come roccaforte, ha dato origine al suo Castello con la torre di avvistamento e di comunicazione con altri, Mulazzo, Malgrate, Castiglione, Treschietto, in un periodo intorno al  900 d.C..

Il Castello di Bagnone, unitamente agli altri, era sicuramente importante per la difesa del territorio, di non facile accesso dalla valle, perché  il profondo torrente non permetteva l’entrata se non attraverso alcuni ponticelli in pietra ad unico arco tutto sesto, che collegavano le due sponde, passaggi obbligati, opere di facile controllo e di difesa.  

L’origine di Bagnone, come agglomerato urbano, é una conseguenza dell’espansione e quindi della necessità di dare un tetto alla popolazione che andava mano a mano crescendo, al riparo della torre e all’ombra del Castello.

É tacito che, dalle origini al 1200, per Bagnone si intendeva la roccaforte e l’agglomerato di case sorte attorno al castello, tutto edificato sulla sinistra del torrente Bagnone, dal quale i a località prese il nome; delimitata dal torrente Mangiola e dal Canale Pendeggia, oggi chiamata: il Castello di Bagnone.

  Gli unici dati storici pervenutici, ricavati da scritti dopo il 1100 sono i seguenti :   

- Monachus de Bagnone. In una sentenza pronunciata il 18 Novembre  dell’anno 1124, dai consoli di Lucca, nella chiesa di Sant’Alessandro di quella città, circa la vertenza sorta per il possesso del monte Caprione tra Andrea, Vescovo di Luni ed i Marchesi Malaspina. Tra le varie persone e fedeli che, in tale occasione, accompagnarono il Vescovo Andrea a Lucca, è menzionato nel documento, un  “ Monachus de Bagnone ”. (Probabilmente inteso come il Monaco del Castello di Bagnone, n.d.a.)   

- Plebem de Bagnone. In una bolla del Papa Eugenio III, con la quale prende sotto la sua protezione la Chiesa di Luni, aderendo così alla supplica umiliatagli dal Vescovo Gotifredo, datata 11 novembre 1149, è noverata tra le altre la “ Plebem de Bagnone ”. (Plebem = popolo, volgo, n.d.a.)  

- Dominii… de Bagnone. Il lodo reso nel monastero di Aulla il 12 Maggio 1202 col quale gli arbitri eletti dal Vescovo Lunense Gualtiero e dai Marchesi Malaspina composero il dissidio nato fra loro per l’acquisto da questi ultimi fatto dei possedimenti lunigianesi dei Marchesi d’Este, rammenta con gli altri anche i “ Dominii…. De Bagnone ”. (Dominium, dominii = dominio, possesso, signoria, proprietà, n.d.a.)

 Queste sono le notizie più antiche di Bagnone. Ebbe probabilmente tale nome il Castello eretto sull’alto colle, che sorge sulla sinistra del torrente omonimo, Castello sul torrente Bagnone, quindi Castello di Bagnone. Sulla sponda opposta, formata da una aspra scogliera di roccia arenaria, intorno ad una piccola cappella, nella quale si venerava una miracolosa immagine di Nostra Donna, andò in seguito sviluppandosi da acquistarne il carattere di borgo, una non meglio definita località: Gutula. Infatti in un istrumento del 1300 si legge : Datum… in Burgo Gutulae Bagnoni.

        Nel secolo XIII, tutto il territorio era sottoposto alla Signoria dei Marchesi Malaspina [V.], per cui tutta la storia di Bagnone si confonde con quella della famiglia dei Malaspina, feudatari della maggior parte della Lunigiana.  

  GUTULA

BAGNONE PRIMA DELL’URBANIZZAZIONE

Divagazioni a cura di RUGgGIO

Immaginiamo di essere oggi a Bagnone, in località San Rocco, all’entrata del paese.            

Per immaginare meglio ciò che stò per spiegare, mi localizzo nell’entrata del palazzo Bazzali, mi appoggio al parapetto e rivolto a nord, guardo Piazza Roma e il sovrastante Castello. Chiudo gli occhi ed immagino di tornare indietro diottocentoanni. Siamo negli anni intorno al 1200. 

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Cerco di immaginare cosa si vedeva allora. Tutti i manufatti bassi non esistevano, quindi si presenta, alla mia immaginazione, una scarpata  rocciosa, ricoperta di vegetazione che, dal muro di sostegno del parco della villa Quartieri, scende ripidamente sino al letto del torrente. Altrettanto si deve dire del Castello e di tutte le case che lo circondano, ché io immagino non ancora tutte edificate, come pure il campanile che sarà costruito più tardi, nel  1462.  

Quindi, all’altezza della odierna casa Rapalli Sergio, proprio sopra il bodrigon, se si tolgono tutti i manufatti, rimane una parete scoscesa coperta di vegetazione tra la quale era tracciata la strada mulattiera che ci doveva condurre in direzione di Parma, transitando da Nezzana.

Questa via permetteva di accedere, in direzione nord,  alla valle situata sulla sponda destra del torrente Bagnone, verso l’Appennino. Un passaggio angusto, pericoloso ma obbligatorio per chi doveva dirigersi verso l’interno, nella valle nord del torrente Bagnone.  

  A mio avviso, se togliamo tutti i manufatti, non ci deve essere neppure il ponticello che porta alla Pialastra, infatti suppongo sia stato costruito dopo il 1200. Prima di allora, una strada in quella posizione non era necessaria ed impensabile. L’accesso naturale alla valle dell’alto Bagnone, sul lato sinistro del torrente, avveniva passando dalla Pandegia, anche senza il ponte, attraversando a piedi il canaletto.  

  Tutti i viandanti che venivano dalla via fiorentina o da Castiglione, via cà d’Timorat, dovevano obbligatoriamente passare per la Pialastra, mentre quelli che  arrivavano dalla via parmense, lato destro del torrente. dovevano assolutamente passare nella strettoia che ho immaginato. L’erosione delle rocce arenarie, dovute al lento lavoro dell’impetuoso torrente, hanno dato il nome al luogo. 

 Questa non meglio definita località è stata chiamata Gutula. Nome che ritroviamo in un istrumento del 1300, ove si legge:”Datum...in Borgo Gutulae Bagnoni”.

 Gutula, per similitudine, può derivare dal latino Gutta, dove ha anche valore la locuzione latina: Gutta cavat lapidem  = la goccia scava la pietra. Allora posso anche avanzare l’ipotesi: Località Gutula, dove il torrente è incassato nella roccia arenaria. Come può anche valere l’ipotesi che derivi da guttur, gutturis, tradotto in : gola, stretta, forra.

 Il cronista e speziale bagnonese Gio. Antonio da Faie, (1409-1470) nella sua cronaca, asserisce che l’attuale Borgo di Bagnone, posto in basso in un luogo di più facile accesso, sorse in Gottola ed era denominato anche Votola e Pozzo.  

 Bagnone, dialetto Bagnòn, é connesso a BA(L)NEUM più il suffisso –ONE, non nel significato di “bagno” ma di “bagnato” cioé “ricco di acque”. 

  A questo punto si spiega perchè il Castello è stato costruito in cima a quel cucuzzolo roccioso su cui oggi lo ammiriamo. Cucuzzolo inaccessibile da valle, posizione dominante su tutte le vie d’accesso, sicuro baluardo di difesa dopo Villafranca e Filetto al centro, Virgoletta e Malgrate sui lati. Da levante protetto dai Castelli di Corvarola e Castiglione del Terziere, al nord dal Castello di Treschietto e di Jera ed a ponente dalla Rocca Sigillina.  

 Col tempo, il borgo di Gutula, si svilupperà sino a diventare un importante centro commerciale della Lunigiana, con importanti fiere e mercati, con una Pretura e sede giudiziaria.

 L'esistenza del borgo di Bagnone risulta documentata in epoca anteriore all’anno mille. Nel diploma di Ottone II alla Chiesa di Luni dell’anno 981 l’Imperatore riconosce al vescovo Gotifredo il "mercatum in plebem Sancti Cassiani".

 Interpretato come: "mercato per il popolo della Pieve di San Cassiano".

 Viene così istituito un primo luogo di commercio, in località Gutula, dipendente dalla Pieve, non più luogo di contrabbando, ma pienamente legale ed autorizzato. 

 Il territorio bagnonese, con le sue strade di comunicazione con le valli parmensi e quelle liguri, importante per la "Via del Sale", diventa un territorio noto e frequentato dagli abitanti di Lunigiana ma anche da gente proveniente da oltre Appennino, per i suoi mercati e commerci che si tengono regolarmente tutti i lunedì dell'anno, con affollata presenza di esercenti e di acquirenti.

 
g a l l e r i a   f o t o g r a f i c a 

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Panorama dall'Orsaro

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Panorama dal Castello

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Le crode

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Panorama da Bagnone

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Il crinale dell'Appennino

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Crinale sul percorso Trekking in Lunigiana

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 La valle del Bagnone

Vista panoramica dal Castello

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 Sentiero tra le pietre che dal Lago Santo conduce al Marmagna

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 Vista dai monti Orsaro e Marmagna

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Il torrente

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Le cascatelle e panorama dei monti

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Il torrente Bagnone con l' acqua limpida regno delle trote

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Il Torrente Bagnone  che scorre sotto al ponte, visto dal borgo del Paese.

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Panorama di Castiglione del Terziere immerso nel verde

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Vista della campagna da Mochignano di Sopra

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Il verde della nostra vallata vista dall'Appennino 

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Compione.il paesino più nascosto.

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Castiglione nel verde
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Il rifugio Matale

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Il rifugio Mattei

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Il rifugio Tifoni

Aggiornato il 30-01-2008