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Panorama di Pastina, sullo sfondo l'Appennino.
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Quando
si è formato il feudo Malaspiniano di Bagnone, dopo il 1351, data di
spartizione del feudo di Filattiera, la borgata di Pastina è stata
fortificata nella parte attorno all’attuale torre campanaria, punto
dal quale si poteva dominare tutta la valle sottostante; ruderi di
antiche fortificazioni sono tuttora visibili.
Pastina era conglobata
nella parrocchia della Pieve dei SS. Ippolito e Cassiano
.
Importanti
sono stati a Bagnone i "moti di Pastina" che hanno favorito
il cambiamento politico del Feudo di Bagnone.
**
* *
|
|
L'origine
delle rivolte degli abitanti di Pastina, era dovuta al malcontento che
si era da tempo creato circa l'uso degli impianti ed i costi della
macinazione, che il Marchese aveva imposto sui sudditi ed in
particolare su quelli di Pastina, maggiori utilizzatori dei mulini
di Bagnone.
Le
manovre politiche, aiutate dal sobillatore Fantuzzo, portarono i
pastinesi a ribellarsi al Marchese e a sostenere l'annessione con
Firenze. Azione che è stata accolta con simpatia dal Granduca che ha
concesso alla popolazione di Pastina tante considerazioni future
sull'uso del mulino e sui costi di macinazione.
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|
“…l’ultimo feudatario di Bagnone fu il Marchese Cristiano
Malaspina, primogenito del Marchese Giorgio, uomo assai stimato
dai suoi conterranei. Il Marchese Cristiano amareggiato dai tentativi
del fratello Eduardo di volergli usurpare il potere, e dai moti
del popolo, in particolare da quello di Pastina,
di volersi sottrarre alla sua autorità, a ciò istigato da certo
Corrado del Buono originario di Filattiera soprannominato Fantauzzo,
ed in fine anche dai segreti maneggi del Granducato di Toscana che già
aveva ricevuto in accomandigia il feudo di Bagnone e del quale ora
aspirava all’annessione. *
Il Marchese quindi decise
di liberarsi della situazione accennata, divenuta per lui
insostenibile, col vendere ai Fiorentini
il Feudo e le terre dipendenti, in cambio di 8.000 fiorini
d’oro".
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|
**
* *
Il
Feudo passerà nel 1471 sotto il dominio
di Firenze. La potestà fiorentina durerà sino al 1526,
quando i Noceti sono immessi nel possesso
della Rocca di Bagnone.
Vedi "Il Gurguglione" -
Fascicolo Iº - La fine dei Malaspina. |
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La
parrocchia autonoma verrà istituita solo nella seconda metà del 1500, e
sarà dedicata a San Tommaso Apostolo.
La
storia del paese è legata a quella di Bagnone.
A Pastina furono esuli fiorentini, i Bicchierai,
che dovettero trovare rifugio in un casolare nelle vicinanze di
Pastina, che da allora prese il nome di « Bicchieraia »
dal cognome della famiglia che, appena si furono calmate le acque,
scese e si fermò a Bagnone, dando inizio alla famiglia Bicchierai che
tanta parte ebbe nella vita pubblica del sorgivo Comune di Bagnone.
Discendenti ricordiamo Antonio Bicchierai,
deputato al parlamento Toscano; Tommaso
Bicchierai, noto direttore d’orchestra a Milano ed il
figlio Mons. Giuseppe Bicchierai dell’Arcivescovato
Milanese, [Vedi il "Gurguglione", fascicolo IVº - al
paragrafo18].
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L'ORATORIO
DI S(z)ERABONZI
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Fino
all'istituzione della Parrocchia, le funzioni religiose venivano celebrate presso
l'Oratorio, i cui manutentori sono sempre stati i membri della famiglia
Ruggeri, i quale ogni anno facevano celebrare la
festa votiva de «La Madona d’Szerabonzi».
Ultimamente
ci risulta difficile commemorare religiosamente la festa della Madonna
di Szerabonzi, per mancanza di celebranti, divenuti rari e schivi.
Nella cappella,
sino a poco tempo fà, esisteva un quadro antico o comunque databile
1500 raffigurante la Madonna, ma recentemente, dopo che è stato fatto
restaurare, ( guarda il puro caso), è stato rubato
da ignoti predatori di opere d’arte ed oggetti sacri.
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É conoscita anche come
l'Oratorio della Madonna di Loreto, nel cui
interno si custodiva un dipinto ad olio del 1500 che forse la raffigura.
L'edificio,
di modeste dimensioni, è in ottimo stato di conservazione, perchè è
sempre stato gestito e curato dalla famiglia Ruggeri, detta «dei
parisòni», antichi e noti commercianti in Bagnone, dalla fine del
XVIIº secolo.
Un ramo dei Ruggeri di Pastina, da molti anni
si sono trasferiti in Bagnone [V. più in basso: Curiosità di
famiglia].
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Interno
dell'Oratorio
di
Szerabonzi
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"La
Madona ad Szerabonzi"
"Protettrice
dei Barsan"
Festa
il 21 novembre.
Coincide
con la:
"Presentazione della
B.
Vergine Maria" o con
"Nostra
Signora delle Grazie"
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La
«memoria» odierna della Presentazione della Beata Vergine Maria ha un'importanza notevole, non solo perche é in essa che vien commemorato uno
dei «misteri» della vita di Colei che Dio ha scelto come Madre del
Suo Figlio e come Madre della Chiesa, né soltanto perché in questa «presentazione» di Maria vien richiamata la «presentazione» al Padre celeste di
Cristo e anzi di tutti i cristiani, ma anche perché essa costituisce un
gesto concreto di ecumenismo, di dialogo con i nostri fratelli
dell'Oriente. Questo emerge con chiarezza sia dalla nota di commento
degli estensori del nuovo calendario sia dalla nota della Liturgia delle
Ore, che dice: « In questo giorno della dedicazione (543) della chiesa
di S. Maria Nuova, costruita presso il tempio di Gerusalemme, celebriamo
insieme ai cristiani d'oriente quella "dedicazione" che
Maria fece a Dio di se stessa fin dall'infanzia, mossa dallo Spirito
Santo, della cui grazia era stata ricolma nella sua immacolata
concezione».
Editoria
elettronica cattolica: www.lelodi.com
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Nell'
Oratorio di Szerabonzi, ogni anno per tradizione, si celebra una festa
religiosa il 21 novembre; data che coincide con la festa della "Presentazione
della Beata Vergine Maria"e "Nostra Signora delle
Grazie". In altre ricerche è stata anche
identificata come: la madonna Nera, oppure la Vergine della Pace,
od anche la Madonna col piviale.
Dal
dopoguerra gli abitanti di Pastina festeggiano il 21 novembre di ogni
anno, il giorno
del ringraziamento alla Madonna di Szerabonzi, nel
frattempo divenuta, per volontà degli abitanti rimasti, la protettrice
dei capi famiglia sparsi in Alta Italia ad esercitare la professione
dell’ambulante, in dialetto del «Barsan».
La
"Sz" stà per la pronunzia dialettale che potrebbe anche
essere "Tz"; in italiano si può anche chiamare semplicemente "Serabonzi",
termine al quale non è stata mai data una convincente
spiegazione, e del quale non si
conoscono le origini, ma che noi della Famiglia conserviamo
preziosamente tra i nostri retaggi, unico patrimonio spirituale rimasto
ed al quale ne siamo tutti amorevolmente attaccati.
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CAPPELLA
DI S. BERNARDINO
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É
descritta dal Da Faie, come un manufatto eretto in meno di un anno,
dedicato a S. Bernerdino, è stato innaugurato con grande partecipazione
di popolo nel 1457.
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Di
questa Cappella ci resta una maestà descritta nel volume « Preghiere
di Pietra » di Caterina Rapetti, pag 136.
"QUI
SORGEVA LA CAPPELLA DEDICATAGLI L'ANNO 1456
LA
FAMIGLIA RAFFAELLI QUESTO RICORDO POSE - 1901"
Secondo
le ricerche del Dr. Carlo Brunelli, sembra che il frate promotore della
costruzione della Cappella, fondò in paese anche un
convento,
che però non resistette a lungo a causa forse delle precarie condizioni
economiche della zona, non in grado di offrire garanzia di sostentamento
ai frati.
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Dell'esistenza
di un convento, se ne trovano tracce anche a Castiglione del Terziere,
quando si tratta di "monacus amanuensis" per
ricopiare le leggi che venivano emanate in quel di Castiglione del Terziere
per conto dello "Iuris florentinum".
Sembra che dopo
l'invenzione della stampa, questi abili
monaci, persero la loro importanza e molti passarono alle dipendenze dei
tipografi per dedicarsi alla miniatura dei libri.
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CAPPELLA
DI SANTA CATERINA
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La
Cappella, secondo le ricerche del Dr. Carlo Brunelli, venne fatta
costruire sulla fine del 1500
su iniziativa e quindi sotto giuspatronato del casato dei Chiodini, e
consacrata a Santa Caterina da Siena.
Nel
corso del 1800, dopo che il casato scomparve da Pastina, il
manufatto diroccò per mancanza di manutenzione.
Questo
luogo è citato più volte nel registro dei matrimoni, che
riguardano i membri della famiglia Chiodini, ove quasi tutti
vi si sono sposati.
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CURIOSITÀ
DI FAMIGLIA |
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Proprietari
terrieri, negozianti, i
Ruggeri
dei Parisoni,
traggono le loro origini da Pastina. Si narra che il
capostipite, se così si può dire, sia stato un prete
di origine modenese,
|
|
incaricato della Parrocchia di San Tommaso in Pastina di Bagnone,
nel 1574, che trascina al suo seguito anche la famiglia e con essa
un Capitano di ventura al servizio degli Estensi, che porterà i colori dello stemma qui
riprodotto.
I miei
predecessori, con la volontá e per l'attaccamento al lavoro, nel
tempo, sono diventati commercianti; una famiglia piccolo borghese
con una discreta fortuna in proprietà immobiliari, alcuni
fabbricati in Bagnone, due avviati esercizi commerciali e
due fondi
agricoli con caseggiato, condotti a |

|
|
mezzadria a Pastina.
Il
bisnonno si stabilirá nel capoluogo Bagnone, nella seconda metá
dell'ottocento. Fu un uomo intrapprendente, che saprá, con saggezza,
consolidare la sua attivitá e diventare anche sindaco.
Acquista e
abiterà un grosso edificio nell'antico borgo, nel centro del paese,
gestirà due commerci, uno di generi alimentari e l'altro di calzoleria
in due immobili di sua proprietà.
Due fratelli continueranno a vivere a Pastina, anche loro
benestanti, capostipiti delle famiglie collaterali.
|
Uno dei due,
viveva una vita piuttosto anticonformista, filo carbonaro, si dilettava
a poetare ed era chiamato "Ruggeri il poeta",
dal quale io devo aver ereditato qualche cosa.
Si dice che di
lui esistono delle composizioni scritte, tenute segrete e nascoste da un
suo discendente ed io non sono mai stato capace di accedere alla loro
lettura. Forse sono andate
perse nel tempo, o forse non sono mai state scritte, quindi inesistenti.
|
|
Mio nonno
Giovanni, mio omonimo, ne
conosceva alcune a memoria e me la declamava spesso.
Una trattava l'esistenza di un ponticello che collegava le
opposte rive del torrente Mangiola e che suo tramite, dalla frazione di
Pastina si poteva arrivare a quella di Collesino.
Doveva essere un luogo d'appuntamento o d'incontro che lui, il
poeta descriveva nelle sue poesie.
Di questa
lunga tiritera che il nonno mi aveva tante volte recitato, mi rimane a
memoria solo una frase ermetica che inquadra il manufatto:
|
|
"il
picciol ponticel sparapettato...."
|
|
L'altra invece
tratta delle gesta delle gioventú dei due paesini vicini:
|
|
"la
gioventú di Pastina
di
Mochignan non teme,
lo
han giurato insieme
di
vincere o morir".
|
|
Le
frazioni del comune di Bagnone sono ubicate sulle colline
dell'Appennino, tutte sullo spiovente toscano, valicato il crinale ci
troviamo in Emilia, nel parmense.
Questo prozio,
era amante della lirica, e
si dice che cavalcasse sovente il crinale
per recarsi a Parma ove era un "habitué" delle prime
rappresentazioni e frequentatore delle
stagioni liriche.
|
|
A Pastina
doveva vivere una vita normale, quindi come tutti, frequentare i locali
pubblici, le osterie paesane, e come accade a coloro che bazzicano
luoghi di baldoria, dopo alcuni bicchieri di buon vino, e naturale
esibirsi in canti corali e sovente in alcuni assoli, tratti da brani
lirici tra i piú famosi, che lui aveva imparato per averli ascoltati piú
volte. Prediligeva il Rigoletto nell'aria: "Questa o quella per
me pari sono". Questa
frase cantata con la pronunzia un pó dialettale e sotto l'effetto del
buon vino, non suonava sempre perfetta. La dizione di: "...pari
sono" risuonava "...parisoni" per cui i paesani, a forza
di sentirgli cantare lo stesso pezzo, e commettere sempre il solito
errore di pronuncia, sopranominarono lo zio canterino e poeta "il
Parisoni".
|
|
Ancor oggi, a
Pastina, cosí sono sopranominati i vari esponenti della nostra famiglia
con il nomignolo "parisoni". Giovanni dei parisoni, Sante dei
parisoni, Dario dei parisoni, ecc. Insomma la famiglia dei Parisoni.
Tornando al
bisnonno, il Sante dei parisoni, lascerà una prosperosa fortuna al
figlio Giovanni, mio nonnno che, primogenito, diverrà l'erede
continuatore della dinastia.
La
secondogenita ed unica figlia Elisa, dopo il matrimonio si trasferirá a
Genova con il marito, conduttore di tram.
|
|
Quella che ho
conosciuto, del nonno Giovanni, era una bella e numerosa famiglia, tre
fratelli e tre sorelle con i genitori, tutti viventi. Il primo nato, morí
bambino, si chiamava Espedito. La
nonna lo nominava spesso: "il povero Espedito", già il nome
lo aveva predestinato ad una scomparsa repentina.
Dei sei figli
viventi, il primo era mio padre Dario, il solo sposato, gli altri
Lorenzo e Sante lo
faranno poi, mentre delle tre sorelle Mercedes, Guglielma e Andreina; solamente
Mercedes si mariterà tardivamente con Paolo, un vedovo il quale
porterà con se la figlia Anna, che noi abbiamo sempre rispettato
e considerata cugina. |
|
 |
Giuseppe
Garibaldi
|
 |
|
I
Mille compagni di Garibaldi in Sud Italia |
|
UNO
DEI 1000 |
|
La
lista con 1090 persone fornita dal Ministero della Guerra fu
pubblicata nel 1864, dal Giornale Militare come risultato di
un'inchiesta istituita dal Comitato di Stato. Questo comitato fu
creato per determinare quanti e quali furono i reali
partecipanti a quella storica spedizione e come avvenne lo
sbarco l'11 maggio del 1860 in Marsala.
Garibaldino
dei Mille il n. 847 è RICCIONI
Filippo fu
Luigi,
nato
a Pàstina di
Bagnone (MS),
allevato
a Pisa. |

|
|
I
quattro Garibaldini del gruppo "Dei Mille" imbarcati a
Quarto per Marsala, della provincia di Massa Carrara sono:
Cognome,
Nome, Nome del padre, Luogo di nascita, Provincia, il
numero corrisponde a quello della lista ufficiale fornita dal
Ministero della guerra.
*
* *
457
- FREDIANI Francesco, Carlo, Camillo, LECCO di MASSA
689
- NELLI Stefano, Domenico, MASSA CARRARA
709
- ORLANDI Bernardo, Giuseppe, CARRARA
847
- RICCIONE Filippo,Luigi,PISA ,
nato a PÀSTINA di BAGNONE.
|
|
N.B.
Solo quattro garibaldini, della spedizione dei
Mille, risultano
provenire dalla provincia di Massa e Carrara.
Dopo
Milazzo, a Teano, i Garibaldini hanno prolificato come d'uso,
come i partigiani dopo l 'ultima
guerra.
|
|
Referenze:
La
spedizione dei mille e Giuseppe Garibaldi a Marsala.
www.melius.it/garibaldi.htm
|
|
Il
sito internet evidenzia la lista di 1090 persone che hanno composto la
spedizione dei Mille ed è fornita dal Ministero della Guerra, che è
stata pubblicata nel 1864 dal
Giornale Militare, come risultato di una inchiesta istituita dal
Comitato Militare di
Stato, creato per determinare quanti e quali furono i reali partecipanti
a quella storica spedizione e come avvenne lo sbarco il 11 Maggio 1860
in Marsala.
Nella
lista il garibaldino n. 847 è Riccioni Filippo, Luigi, Pisa.
|
|
Secondo
la lista suddetta, ufficiale del Ministero della Guerra, provenienti
dalla provincia di Massa e Carrara sono citati quattro nominativi dei
quali tre con fotografia: da Carrara due, da Massa uno, ed il quarto
Riccioni Filippo, nato a Pàstina di Bagnone (MS) il 26.5.1836,
allevato a Pisa, è morto a Ligonchio (RE) il 15.7.1912, di mestiere
bracciante.
Alla
foto sono allegate le notizie seguenti:
Luigi
Filippo Riccioni, è fatto nascere,
dalla Gazz. Uff.,
a Pàstina di Bagnone (MS) il 26.5.1836, fu allevato alla Casa degli
Esposti di Pisa. (Orfanotrofio, n.d.a.)
|
|
"È
stato portato questa mattina, 3.6.1836 alla Ruota del nostro Ospizio, da
Colomba, mezzadra di Fòrnoli (frazione di Bagni di Lucca) con
documentazione di essere figlio di S.F. e di Mª di Franca Ricci di Pàstina
e di essere stato battezzato con detti nomi (Luigi Filippo) essendosi da
noi variato il casato di Ricci in Riccioni. A 9 anni viene affidato a
Teresa, moglie di Andrea Fontani di Castelnuovo di Garfagnana (LU),
abitante in cura di San Benedetto di Livorno - bracciaio".
Rimase
colà fino a quando lo liberò Garibaldi. (Frase che non si capisce
bene. Forse sino all'arruolamento tra i garibaldini. n.d.a.).
|
|
Dopo
l'attività garibaldina, di Filippo Riccioni si sa solo che morirà a
Ligonchio (RE) il 15.7.1912, bracciante.
|
|
N.B.
Anche l'origine di Riccioni, sebbene affermata e accertata dal Ministero
della Guerra, è attaccata ad un filo.
Effettivamente
a Pàstina vi sono diverse famiglie Ricci, da cui la possibile origine e
parentela. Come documento ufficiale c'è solo la cartella personale
redatta da anonimo dell'Ospizio di Pisa, il quale cita Pàstina ma non
dice la quale; è soltanto il Ministero, che nella scheda del
garibaldino conferma Pàstina di Bagnone, l'Ospizio no.
|
|
|
|
Noi lo annoveriamo volentieri
tra gli eroi del Risorgimento. |
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ENRICO
BERTOLINI |
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Da
un articolo apparso sulla "La Nazione" del 14 febbraio
2003 abbiamo appreso la seguente notizia:
BAGNONE
— Un cuoco bagnonese alla corte del re.
Enrico Bertolini,
originario di Pastina, è infatti uno dei cuochi più premiati a
livello internazionale. Di recente la sua fama è stata confermata
da un invito ufficiale di Vittorio Emanuele di Savoia che lo ha
voluto a Ginevra per preparare un pranzo a base di specialità
piemontesi. La famiglia Bertolini gestisce il ristorante "La
Corte Albertina", nell'ex castello reale di Pollenzo in
provincia di Cuneo.
[www.lanazione.quotidiano.net/2003/02/14/giornale/7/17] |
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Le
ricerche mi hanno fatto scoprire che Enrico
Bertolini, originario di Pastina di Bagnone, è un Cuoco
rinomato (Chef) ed é proprietario del ristorante "La Corte Albertina" di
Pollenzo
che gestisce con il figlio Gianni, i
quali presentano dei
menù prelibatissimi.
Il
ristorante vanta una Cucina
attenta alla tradizione; ottima pasticceria; cantina molto buona e
rifornitissima, ci propone una vasta scelta di vini dei luoghi.
In sala i clienti sono assistiti
dal
proprietario il rinomato Chef Bertolini e
dai
suoi collaboratori Enrico, Marco e Elena.
L'elegante
complesso, è sviluppato nella corte del nucleo neogotico Carlo
Albertino, in cui abitavano i contadini al servizio dei Savoia, a
Pollenzo di Bra provincia di Cuneo.
Enrico
Bertolini ha ricevuto riconoscimenti internazionali ed è Vice presidente dell' Associazione Cuochi Provincia
Granda, A.C.P.G., per la zona di Cuneo.
|
|

|

Pollenzo,
piazza Vittorio Emanuele IIIº - BRA (CU)
Tel: 0172/458189; fax:
458189.
info@lacortealbertina.it
- www.lacortealbertina.it |
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RICCARDO
RUGGERI |
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Buongiorno
Sig. Giovanni Ruggeri,
sono
Riccardo Ruggeri e navigando su Internet alla ricerca di
informazioni sulla Lunigiana ho incontrato il suo sito http://www.bagnonemia.it.
I
miei nonni paterni erano di Pastina e nel '46 si sono spostati per
lavoro nella provincia di Biella dove siamo poi nati mio padre, io
e mia sorella.
Quando
ero piccolo passavo le vacanze estive nella casa dei nonni a
Pastina, dove ancora mi reco ma purtroppo solo per poche settimane
l'anno a causa della distanza e del tempo sempre troppo poco. |
|
Ogni
volta tornarci è un'emozione, adoro i posti, la gente e
ultimamente mi stavo interessando della storia di quei luoghi e
della mia famiglia, così sono arrivato a lei.
Volevo
farle i complimenti a nome mio e di tutta la famiglia per il
lavoro che stà facendo e per il sito, strutturato molto bene e
contenente informazioni interessanti.
Credo
le faccia piacere sapere che anche qui a Biella c'è una famiglia
Ruggeri appassionata alle proprie origini e tradizioni; a questo
proposito le invierò del materiale relativo alla nostra storia,
sempre che ne sia interessato. |
|
Le
accenno qualcosa: mio nonno Valentino Ruggeri (1924-2004), sposato
con Bassignani Rosa, nel dopoguerra venne quì nel Biellese per
lavorare come ambulante, girava le valli con bicicletta e
carretto, vendendo merceria. Con gli anni e tanta tenacia è
arrivato ad aprire un negozio "Valentino
Abbigliamento" a Vigliano Biellese e pian piano ha raggiunto
una buona posizione nel mercato provinciale.
Mio
padre Pietro Ruggeri (1955) dopo il diploma di geometra, ha
seguito e segue tuttora le orme del nonno e gestisce insieme a mia
madre Stefanella Ferla, l'attività di famiglia.
Io
invece (1980) mi divido tra il negozio el'attività in campo
musicale; insegno musica e giro l'Italia con due band, con una
delle quali (Lomè, sito http://www.lome.it)
ho da poco inciso sotto etichetta discografica un disco
distribuito a livello nazionale. |
|

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Mi
stò interessando di etnomusicologia e sono alla ricerca di
documenti sonori della tradizione musicale lunigianese. Non ho
ancora trovato molto e più volte mi è venuta voglia di andare
alla ricerca e registrare tracce di musica popolare tra gli
anziani delle zone. Se mai un giorno mi deciderò vi
chiederò aiuto per indicarmi i personaggi da interpellare.
Con
questa lettera ho voluto esporle il mio pensiero e la mia
esistenza, spero ci siano ulteriori occasioni per dialogare....
Io
e il babbo facendole ancora i complimenti per il sito
bagnonemia.it inviamo a Lei ed ai suoi famigliari cordiali saluti.
Riccardo
Ruggeri |
|
|
CARLO
RUGGERI |
|
Caro
Giovanni:
In
relazione al tuo scritto apparso su internet sono a precisare che
il CONDUTTORE DI TRAM
si chiamava Giuseppe ed era mio nonno; mio
nonno Giuseppe, sposò una certa Maria GRASSO a Bagnone dopo di
che venne a Genova per intraprendere il mestiere di conduttore di
tram.
Uomo
onesto e meraviglioso, ha messo al mondo 7 figli: LUIGI, ANGIOLO,
ACHILLE, MARIO, ANITA, INES e IDA:
-
LUIGI ha avuto 3 figli MARIO, EDOARDO E GIUSEPPINA;
-
ANGIOLO ha avuto 3 figli DANTE e CARLO gemelli (io sono Carlo) e
IOLE;
-
ACHILE ha avuto 2
figli CORRADO E RITA e adottato una bimba di nome LOANA;
-
MARIO ha avuto 3 figli MARCO, FRANCO e DANIELA;
-
ANITA ha avuto 3 figli;
-
INES ha avuto 4 figli;
-
IDA nessun figlio.
Elisa
figlia di Giovanni, venne
qualche tempo a casa mia per accudire me e i miei fratelli.
Per
ulteriori informazioni e chiarimenti ti
io sono a Genova Via Di Pino, 50/4,
tel.
010-8368565 – e-mail: (cosmet@cosmetarredamenti.it).
Carlo
Ruggeri

|
|
.
CONSIDERAZIONI:
Sapevo
di avere uno zio a Genova, ma nessuno dei miei parenti me ne aveva
parlato. I miei avi sono deceduti: la nonna Maria Santini nel 1947
ed il nonno Giovanni nel 1954 d'altronde io sono emigrato lontano
e non ho avuto la possibilità di conoscere nessuno.
Che
bella notizia questa di Carlo Ruggeri, mi ha fatto enormemente
piacere sapere che lo zio Giuseppe ha dato vita ad una
meravigliosa famiglia, contrariamente alla nostra che è stata
decimata dagli eventi e dalla sfortuna.
Un'altra
sorpresa è quella di sapere che mio tramite si sono messi in
contatto anche con Riccardo Ruggeri bravo musicista, figlio di
Pietro Ruggeri, discendente di Valentino Ruggeri, del quale non
riesaco a stabilire il grado di parentela con mio nonno.
Sono
lieto se Riccardo accetterà la proposta di Carlo per l'inno
famigliare.
Ed
ecco il contatto epistolare tra i due.

|
|
.
Caro
Riccardo:
Nella
foto della tua band sono quasi sicuro, che sei quello pelato, dico
questo perché a Genova noi siano tutti pelati e sbiancati.
Quest’anno
abbiamo organizzato il PRIMO RADUNO dei RUGGERI, al quale hanno
partecipato la maggior parte dei parenti residenti a Genova. Visto
il successo ottenuto, l’anno prossimo abbiamo intenzione di
organizzarlo a Bagnone, dove (con riserva di ulteriori
accertamenti) abbiamo saputo di un ristorante gestito da un
Ruggeri, e sarebbe nostra intenzione richiamare la partecipazione
di più RUGGERI possibili.
Per
questa occasione abbiamo deciso di comporre un inno ai RUGGERI, e
visto che ti intendi di musica, potresti darci una mano?????????.
Cosa ne pensi?. Facci sapere.
Carlo
Ruggeri
|
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E
questa è la grandiosa attività di Carlo Ruggeri e della sua
famiglia a Genova.
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