HOME PAGE

 

Particolari Fotografici

 

Portale cinquecentesco della Pieve S. Andrea di Sarzana

 

 

 

 

 

Capitello di

Vendaso

 

 

 

 

 
rosone.jpg (22095 octets)

 Rosone

 

 

 

 

 

 
crocifisso_crespiano.jpg (14142 octets)

Crocifisso di Crespiano

 

 

 

 

 

particolari_offiano.jpg (7427 octets)

Particolari Offiano

 

 

 

 

 

Rosone Duomo di Carrara

 

 

 

 

 

 

Portale della Pieve di Marinasco

 

 

 

 

 

Pulpito Duomo di Carrara

 

Le 35 Pievi di Lunigiana

nella Diocesi di Luni

 

Diocesi di Luni: 501.

La Diocesi di Luni, contava ben 35 Pievi o Chiese matrici.

******

Diffusione della nuova religione: costruzione di “chiese battesimali”.

Le persone battezzate erano vincolate alla chiesa dove era avvenuta la consacrazione.

Pieve = Plebs, dal latino, popolo.

Pieve quindi come comunità di fedeli, persone che si riuniscono per pregare e ricevere i sacramenti.

In un secondo momento, come edificio (876).

La pieve sorgeva spesso in luoghi dove le comunità avevano un punto d’incontro già da tempo: centri geografici, politici, commerciali, feudi, castelli, lungo tracciati di vie di grande percorrenza, dove c’erano in passato cappelle o centri di culto pagani.

La pieve aveva come titolare l’Arciprete, che doveva controllare i preti che curavano gli oratori e che provvedevano alla “cura delle anime” cioè la somministrazione dei sacramenti (battesimo e cresima).

 

Breve storia della Diocesi 

di Spezia-Sarzana-Brugnato

 

Le origini della diocesi sono legate alla città di Luni che, secondo alcuni storici, fu sede vescovile fin dal periodo apostolico. Il primo Vescovo di cui però si hanno testimonianze sicure ed accertate è Felice che nel 465 figura negli atti di un Concilio Romano.
Nel corso del XIII secolo, a causa della decadenza lunense, la sede viene trasferita nella città di Sarzana. Il trasferimento, già deciso nel 1204, fu riconosciuto definitivo nel 1465 dal papa Paolo II.
Nel 1820 la antica diocesi di Brugnato risalente al 1133 viene unita "aeque principaliter" nella figura di un unico vescovo a quella di Luni-Sarzana; si hanno così le diocesi di Luni-Sarzana e Brugnato.

Importanti cambiamenti sono quindi avvenuti nel nostro secolo.
Papa Pio XI nel 1929 crea la diocesi della Spezia, città che a partire dagli ultimi decenni del XIX secolo aveva conosciuto un grande sviluppo. Essa diviene anche la sede del Vescovo il cui titolo è quello di Vescovo di Luni, ossia La Spezia, Sarzana e Brugnato.
Nel 1975, su decisione della Congregazione dei vescovi, Luni diventa sede titolare e rimangono tre diocesi: La Spezia, Sarzana e Brugnato con un solo Vescovo.
Nel 1986 ancora un intervento, l’ultimo. Con decreto del 30 settembre, le tre diocesi si fondono in un’unica che assume la denominazione di La Spezia-Sarzana-Brugnato.

* * * 

Importanti cambiamenti si sono avuti anche per quanto riguarda il territorio. 

In origine la diocesi comprendeva un’area vastissima che interessava le valli della Magra, del Vara, del Frigido, l’alta Garfagnana, l’alta Versilia e alcune località della valle del Taro.
Successivamente il territorio viene ristretto. Nel 1161 il papa Alessandro III staccava Portovenere e le sue chiese ponendole sotto l’Arcidiocesi di Genova (nel 1892, con la creazione della diocesi di Chiavari tale zona passa alle dipendenze di essa).
La diocesi perde consistenti porzioni del suo territorio anche a seguito della creazione di nuove diocesi: nel 1133 la diocesi di Brugnato, nel
1787 quella di Pontremoli, nel 1822 quella di Apuania (Massa-Carrara).
Limitati accrescimenti territoriali vengono disposti da papa Pio XII nel 1949 quando la zona del Termo di Arcola viene ridisegnata in modo che i confini della diocesi coincidano con quelli del Comune e nel 1955 quando le parrocchie di Albiano e Caprigliola vengono staccate dalla diocesi di Pontremoli e unite alla Spezia.
Sarà infine il papa Giovanni XXIII che con il decreto "Ad animarum saluti" del 25 luglio 1959 procederà ad una sistemazione definitiva dei confini diocesani in modo che la giurisdizione di Luni, ossia La Spezia, Sarzana e Brugnato venga a coincidere con i limiti territoriali della provincia della Spezia.

www.diocesilaspezia.it/storia.asp

* * *

Istituita nel 1787 la Diocesi di Pontremoli si succedono numerosi Vescovi, degli ultimi ricordiamo S.E. Mons. Giovanni Sismondo nominato nel 1930, che verrà sostituito nel 1955 da S. E. Mons. Giuseppe Fenocchio d'Albenga, che si ritirerà in pensione nel 1983, anno in cui da Montignoso verrà nominato S. E. Mons. Bruno Tommasi sino alla Sua nomina ad Arcivescovo di Lucca nel 1991. La diocesi di Pontremoli avrà un nuovo Vescovo nel parmigiano Mons. Eugenio Binini sino all'unificazione con la diocesi di Apuania, oggi diocesi di Massa e Pontremoli, retta da S.E. Mons. Eugenio Binini.

 

IL SIMBOLO DEL ROSONE

La ricchezza simbolica del rosone del Duomo di Carrara giustifica il suo inserimento nel materiale didattico e iconografico del Sinodo Diocesano.

  

Concilio di Trento

Da una ricerca che ho fatto sulla nascita delle Parrocchie che, dopo il Concilio di Trento, hanno sostituito nell'ordinamento religioso le antiche Pievi, mi sono soffermato su una chiara esposizione fatta dall'Ing. Michele Cuzzoni, che mi ha soddisfatto, dalla quale prendo spunti..

 

Origine delle Parrocchie  

Esistenti già prima del Concilio di Trento, pur senza i diritti e gli oneri attuali - che erano in gran parte propri delle Pievi – le Parrocchie sorsero gradatamente, sostituendosi per importanza alle Pievi

Da alcuni documenti Diocesani del 1200, si ricava che aumentando gradatamente la popolazione, era necessario edificare altre chiese (oltre a quelle esistenti), e parecchie vecchie Pievi venivano ristrutturate ed ingrandite. Non era sufficiente inviare canonici solo in caso di bisogno, ma occorreva che nelle nuove Parrocchie un sacerdote vi abitasse in permanenza. Perciò gli Arcipreti nominarono i Sacerdoti che agissero in sua vece; questi ultimi erano però obbligati a recarsi alla Pieve per l’Olio Santo e per il Battesimo. L’Arciprete si recava nelle ville per cantare messe e seppellire gli uomini, raccoglieva le decime e pensava al sostentamento del Vice Parroco.

 

Modalità di costituzione di una Parrocchia

In alcuni documenti del 1600 e 1700 si legge che gli abitanti delle frazioni che volevano erigere la loro chiesa a Parrocchia, pregavano il Vescovo di dichiarare Parrocchia il loro Oratorio, e si obbligava, dietro atto notarile, a passare al Parroco una certa quantità di generi in natura detti decime. Dopo, il Vescovo emetteva il decreto di erezione e di smembramento dalla matrice, conservandole alcuni piccoli onori.    

Per le parrocchie antecedenti al 1600, poiché molte di esse non avevano decime, si può immaginare che avessero una dote costituita dalle offerte dei parrocchiani o dai benefattori.

I Parroci  

I parroci erano chiamati "Preti della Chiesa N." oppure Rettori (spesso Rettore era anche un sacerdote di una chiesa non parrocchiale). Alla fine del 1500 erano chiamati Curati, poi ancora Rettori nel 1600 e Prevosti nel 1700. Anche il titolo di Priore fu mutato in Prevosto. L’Arciprete era il Capo - Pieve.

L’Altare e gli arredi interni 

La forma degli altari nelle antiche chiese era assai diversa da quelle odierne. 

Il Primo Altare era nel centro dell’abside, staccato dal muro, così da poterglisi girare intorno, senza gradini. Il Secondo Altare era laterale ed appoggiato al muro. 

La S. Eucarestia, se era conservata, si poneva in una nicchia fatta nel muro del presbiterio, poiché non esistevano tabernacoli. Successivamente, dopo il Concilio di Trento, viene stabilito di ridurre gli altari alla forma (prescritta dal Concilio): aggiunta di due gradini e abbassamento della pietra sacra. Alcune volte si invitava a restringerlo o a modificare la bradella (= predella). Originariamente non esistevano banchi, sedili né confessionali.

 

Doc.3 - 1203, marzo 7, ind. 6 - Il Papa Innocenzo lllº prende sotto la sua protezione la chiesa di Luni e conferma le pievi a lui concesse dai suoi predecessori. 

 

(L. G. a. 1202). Il vescovo Innocenzo III, servo dei servi di Dio al nostro ven. fratello Gualtiero [II], vescovo di Luni, e ai suoi successori che canonicamente lo seguiranno in futuro. Costituiti, per volere di Dio, nell'eccelsa altezza della sede apostolica, per il congiunto dovere dell'apostolato dobbiamo onorare i nostri fratelli vescovi e conservare i diritti delle chiese a loro affidate da Dio. Perciò, vescovo Gualterio, ven. fratello in Cristo, comunicandoti con la dovuta benignità il gradito assenso alle tue giuste richieste, prendiamo sotto la nostra protezione [e quella] del Beato Pietro la chiesa di Luni della Beata Genitrice di Dio e sempre vergine Maria, alla quale sei riconosciuto presiedere per volere di Dio, sull'esempio del nostro predecessore il Papa Eugenio, di felice memoria, e ti rafforziamo col privilegio del presente scritto ^(come nei documenti precedenti)* ... la pieve di S. Stefano di Versilia con la cappella di Vallecchia e le altre sue cappelle, la pieve di S. Vito del castello di Aghinolfo, la pieve di Massa, la pieve di S. Vitale, la pieve di S. Lorenzo di Monte Libero, la pieve di Carrara, la pieve di S. Maria di Sarzana 2) ||2) Serzana, nel testo, come la seguente.||, la pieve di S. Andrea di Sarzana ..., la cappella di S. Maria di Pognana, la chiesa di S. Margherita del castello della Verrucola, la chiesa di S. Michele di Sassalbo, la pieve di Crespiano, la pieve di Venelia, la pieve di Bagnone, la pieve di Vico, la pieve di Sorano, la pieve di S. Cassiano di Urceola, la chiesa di S. Alessandro di Pontremoli, la pieve di Vignola con tutte le cappelle che possedete con diritto canonico, il borgo di Avenza con le cappelle e le altre sue pertinenze. Confermiamo con l'autorità apostolica la convenzione e la permuta intrapresa tra te e i diletti figli i canonici Lunensi, fatta saggiamente senza irregolarità e accettata liberamente da ambe le parti e fino ad oggi pacificamente osservata, come è contenuto nel documento autentico. Stimiamo pertanto ...^(come nei documenti precedenti)*

850.NOTA. Studi sulle pievi della Lunigiana sono stati fatti da molti studiosi, tra cui il Formentini, il Mazzini, il Cimaschi, lo Sforza e altri. Pregevole è il volume del prof. Geo Pistarino: 

 

"LE 35 PIEVI DELLA DIOCESI DI LUNI"

 

Istituto Internazionale di Studi Liguri, 1961, dal quale si ricava il seguente prospetto:

 

- S. Stefano di Versilia,(1), detta poi di Corvara o di Vallecchia: è ricordata dall'881, ma la località già dall'843. Nel 1121 alla prima intitolazione viene aggiunta quella a S. Giovanni. Fu restaurata più volte.

- S. Vito, Modesto e Crescenzio di Castello Aghinolfi, (2),detta poi di Montignoso: se ne ha notizia dal 753. E' del tutto scomparsa.

- Massa, dedicata a S. Pietro,(3), forse ricordata dall'896; la località nell'882. L'edificio primitivo, crollato nel 1682, fu ricostruito, ma demolito nel 1807 per ordine di Elisa Baciocchi.

- S. Vitale - Mirteto di Massa,(4), ricordata dal 986. Costruita in stile romanico, subì nel tempo molti restauri. Si trova presso il cimitero di Massa.

- S. Lorenzo di Monte Libero, (5), (oggi Olivero), presso Massa. Il toponimo appare nel 1094: pare ricordi il culto di Bacco, forse per l'intensa coltivazione della vite che si faceva nella zona. Sorgeva tra i torrenti Frigido e Carrione, nella località che ancora mantiene il nome del santo. Fu fatta restaurare dal vescovo Enrico da Fucecchio, ma in seguito decadde e oggi è del tutto scomparsa.

- Carrara, dedicata a S. Andrea, (6), ricordata, ma restano dei dubbi, in un documento del 1128 e con certezza nel 1137. L'edificio è stato rinnovato più volte.

- S. Maria di Sarzana (7),(il documento è corretto su abrasione, forse era "S. Basilio". La Chiesa cattedrale di S. Maria fu iniziata nel 1204 o poco dopo e mantenne le due denominazioni fin verso il 1300.

- S. Andrea di Sarzana (8), - nel primo documento è solamente nel testo del Pistarino, forse per omissione del copista, citata forse nel 1128 e con certezza nel 1137. Subì modifiche intorno al 1331 e restauri nel 1584. I recenti restauri hanno messo in luce la base della pieve antica.

- S. Stefano del Cerreto (9), Santo Stefano di Magra, esistente nel 981. Il toponimo "Cerreto" rimane ad una località presso l'abitato. La chiesa fu ricostruita nel 1324 e quindi nel secolo XVIII.

- Ameglia - è dedicata a S .Vincenzo (10). Il "castrum" è citato nel 963. L'edificio attuale è un rifacimento eseguito in età moderna.

- Trebiano - Il "castrum Sancte Marie de Tribiano"(11), è ricordato nel 963 e nel 1085. Era dedicata a S. Michele. La costruzione attuale è un rifacimento del XVI secolo; si trova fuori del cerchio murario.

- Arcola - dedicata a S. Stefano (12),  della "curtis" di Arcola si ha notizia nel 1050. Sorge in località Baccano. Fu riscostruita nel 1132. Il primitivo stile romanico gotico è stato modificato dai successivi restauri.

- S. Venerio in Antoniano (13), fu ricostruita nel 1084. Nel documento di quell'anno fu definita "basilica". Si trova, con annesso cimitero, nella località omonima, poco lontano dalla Spezia. Ha la struttura a due navate.

- Vezzano, poi di Corongiola (14), dedicata a S. Prospero - presso Bottagna - rimangono i ruderi inglobati in altri fabbricati.

- Marinasco (15), dedicata a S. Stefano, esistente nel 950. 

La costruzione subì rifacimenti compiuti nel 1580-84 e nel 1784

- Ceula, poi Montale di Levanto - dedicata a S. Siro (16). Il toponimo "Ceula" si trova nella "Cosmographia" dell'Anonimo Ravennate. In un documento del 1268 è ricordata col toponimo di Montale. Si trova entro l'abitato: i rifacimenti lasciano intravvedere antiche parti architettoniche.

- Roggiano o Robiano,(17), presso Sesta Godano. Del toponimo si ha notizia nel 1105. La chiesa, dedicata a S. Maria Assunta, sorge in località isolata, su un rilievo a sinistra del torrente Gottero. Fu ridotta a costruzione moderna nel 1718.

- Cornia, poi Pieve di Zignago (18). Il toponimo "Cornia" è scomparso. La chiesa, dedicata a S. Pietro, fu ricostruita nel 1677.

- Pignone - dedicata a S. Maria Assunta,(19), fu ricostruita nel 1319 e restaurata nel 1950. E' situata sopra il paese, accanto al cimitero.

- S. Andrea di Castello (Montedivalli),(20), forse citata nel 950 e con sicurezza nel 963. Si trova, con l'annesso cimitero, sulla sinistra della Vara, ai piedi dell'odierno abitato di Montedivalli: nell'impronta romanica rivela un'origine altomedievale, con elementi databili della tarda romanità.

- Bolano (21). Della "curtis" di Bolano si ha notizia nel 963. La chiesa, dedicata a S. Maria Assunta, fu ricostruita nel 1782-93 e si trova entro l'abitato.

- S. Pietro di Castello (22),(Piazza al Serchio) - esistono i ruderi.

- S. Lorenzo di Vinacciara,(23), presso Minucciano. In alcuni documenti appare col nome di "Gragnanensi". E' un edificio di stile romanico con elementi gotici, databile al XII- XIII secolo. Si trova presso l'odierna località di Vinacciara.

- Offiano (24), del toponimo Offlano si ha notizia nel 1066. La pieve era intitolata a S. Pietro. Sorge in un luogo isolato e le modifiche posteriori lasciano intravvedere primitivi elementi architettonici.

- S. Cipriano di Codiponte (25), si hanno notizie dal 793. Si trova preso il ponte sull'Aulella: l'edificio può essere assegnato al periodo paleoromanico.

- Pieve di Viano (26), intitolata a S. Martino. Sorge in località isolata, a nord del centro abitato. Ha subito alcuni restauri.

- Soliera (27), dedicata a S. Maria Assunta - si hanno notizie dal 998. L'edificio attuale è il risultato di molti rifacimenti: dell'antico resta molto poco.

- S. Paolo di Vendaso (28). La chiesa sorge in località isolata su uno sperone dell'appennino di Mommio. Rivela caratteristiche di architettura lombarda.

- S. Crespiano (29), intitolata a S. Maria Assunta, si riscontra nel privilegio di Eugenio III. Fu restaurata nel 1079. I rifacimenti del secolo scorso hanno alterato la primitiva struttura.

- Venelia a Monti di Licciana (30),  dedicata a S. Maria Assunta - si hanno notizie dal 998. L'insegnante Remo Lombardi ha recentemente pubblicato una assai documentata ricerca: "I Mille Anni della Pieve di Venelia, Fivizzano, 1966.

- Pieve di Bagnone (31), dedicata a S. Cassiano - si hanno notizie dal 981. In altro documento risulta dedicata ai SS. Ippolito e Cassiano. Si trova su un costone del monte Barca a circa un chilometro dall'abitato. Fu completamente ricostruita in età moderna e non mantiene tracce del passato.

- Vico a S. Martino di Castevoli,(32),  citata nel 998: si trova in un luogo isolato, su un pianoro, sulla sinistra del torrente Canossilla. In conseguenza dei molti restauri, rimane poco dell'antica struttura.

- Surano, Sorano o Surrano (33), poi di Filattiera. La pieve è citata anche nella colletta del 1276. Era dedicata a S. Stefano. . E' di stile prevalentemente lombardo.

A Filattiera , un'antica Pieve é dedicata a San Giorgio, si trova presso l'abitato alto di Filattiera, custodisce la lapide di Leodegar.

- S. Cassiano di Urceola (34), esistente dal 998, compare poi sotto il toponimo di Saliceto, presso Pontremoli, in atti del 1179 e del 1202.

- Vignola (35), la pieve era dedicata a S. Pancrazio. Si trova nella valle del torrente Verde. I ripetuti rifacimenti lasciano intravvedere la primitiva struttura di stile romanico. E' opinione comune che la prima pieve di Sarzana sia stata dedicata a S. Basilio (anteriore a quella di S. Andrea), abbattuta in seguito per usufruire dello spazio per costruire la cattedrale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto

LE  PIEVI

 
pieve_di_versilia.jpg (14451 octets)

1

Pieve dei SS.STEFANO e GIOVANNI di Versilia

Ricordata dal 881, e la località già dal 843.  Nel 1121 alla prima intitolazione viene aggiunta quella a S. Giovanni.

La Pieve di S. STEFANO e GIOVANNI di Versilia o di Corvara o di Vallecchia.

Splendido esempio di chiesa romanica, le sue origini sono incerte ma sembrano risalire al VI sec. Nel tempo è stata più volte ristrutturata; la costruzione attuale risale al XI sec. e resta uno dei più caratteristici esempi di architettura romanico-lucchese in Versilia.

montignoso_pieve.jpg (17619 octets)

2

Pieve di S.VITO, MODESTO e CRESCENZIO a Montignoso

Ricordata dal 753, è del tutto scomparsa, l'edificio è stato demolito.

La Pieve di S. VITO di Castello Aghionolfi, detta poi di Montignoso.

“S. Vito de Castro Agilulfi”, sorgeva all’inizio della valle, fuori da Montignoso. Prime notizie: 1149.

La "Pieve di San Vito, Modesto e Crescenzia", in località Piazza - L'antica pieve, non esiste più' ed il titolo è stato spostato nella nuova costruzione realizzata alla Piazza in luogo della chiesa di Sant'Antonio. L'unica opera superstite dell'antica pieve, che possiamo ritrovare nella nuova, è un Trittico raffigurante la Vergine in trono con bambino e i Santi Giovanni Battista, Vito, Modesto e Pietro, realizzati dal pittore lucchese Michele Ciampanti (1482). 

Da: www.vacanzeinversilia.com/montignoso.html

  3

Pieve di S.PIETRO

a Massa

La Pieve di S. PIETRO a Massa è ricordata dal 896, e la località nel 882.

Borgo di Bagnara, vicino Piazza Aranci. L'edificio primitivo, crollato nel 1682 fu ricostruito,  ma più tardi, nel 1807, per volere di Elisa Baciocchi Duchessa di Massa, con l'intento di allargare Piazza Aranci e per dare spazio e sfogo alla facciata  del Palazzo Ducale, davanti al quale, a poca distanza, sorgeva la facciata della Pieve, venne definitivamente demolita. Era all’unanimità considerata la più importante chiesa della città. 

La foto del disegno della facciata della Pieve di S. Pietro di Massa, è stata presa dalla tesi di laurea dell'Arch. Marco Tonelli di Massa, vedi sito.

www.massa-lunense.net

NESSUNA    

FOTO

4

Pieve di S.VITALE

al Mirteto di Massa  

La Pieve di S. VITALE al Mirteto di Massa, ricordata dal 986 è del tutto scomparsa.

Costruita in stile romanico, subì restauri; è localizzata presso il cimitero di Massa. É stata in seguito demolita.

NESSUNA   

FOTO

  5

Pieve di S. LORENZO

 di Monte Libero.  

La Pieve di S. LORENZO di Monte Libero, sulle colline del Candia.

Se ne hanno notizie dall'anno 1148.

Monte Libero oggi corrotto in Monte Olivero.

Dopo la demolizione si sono perse tracce e memoria della Pieve di S. Lorenzo.

La chiesetta di S. Leonardo al Frigido, anche lei molto ridotta rispetto all’iniziale complesso Chiesa - Ospedale e Borgo, che per tutto il medioevo svolgeva un importantissimo ruolo per il transito e la stazione di sosta per le carovane dei mercanti e per i pellegrini.

duomo di carrara.jpg (19104 octets)

6

Pieve di S.ANDREA

 a Carrara    

 

 

 

La Pieve di S. ANDREA a Carrara, è ricordata dal 1128 (?) e con certezza nel 1137.

Sorge nel centro storico, entro le mura dell'antica città di Carrara.

Oggi: Duomo di S. ANDREA e SANTA MARIA 

L’opera più importante che si può ammirare a Carrara è sicuramente il Duomo, la cui costruzione si è svolta nell’arco di ben 300 anni. Iniziata nel 1000 è l’esempio di un susseguirsi di stili, dal romanico al gotico, con la facciata di inconfondibile stile pisano. Il rosone che domina il portale è un vero capolavoro.Costruito dall'XI al XIV secolo interamente in marmi apuani, con varie influenze toscane ed emiliane, ha una facciata rivestita da un paramento dìcromo in marmi a fasce bianche e scure, decorata da un portale dotato di un archivolto con ricco bestiario, da un bel rosone gotico e da importanti esemplari scultorei di impronta toscana. Nell'interno, a tre navate, si ammirano il sarcofago che conteneva il corpo di San Ceccardo, patrono di Carrara; un'Annunciazione (Le Cassenelle) capolavoro di scultura gotica di scuola pisana (XIV secolo); il trecentesco crocifisso ligneo appeso al centro del presbiterio e attribuito ad Angelo Puccinelli, lucchese; il pulpito con bassorilievo del Redentore; il "Gruppo marmoreo" (XV secolo) con predella dello scultore fiorentino Andrea Francesco Guardi e un'altra bella Annunciazione di probabile scuola berniniana. Nell'annessa Cappella del Battistero, infine, si trova un fonte battesimale a forma di calice finemente lavorato (XVI secolo).

Edificio interamente costruito con marmi bianchi in diversi stili, la facciata in stile romanico nella parte inferiore e gotico in quella superiore; il rosone in stile gotico-bizzantino. 

Successivamente la Pieve, divenuta il Duomo è stata dedicata anche a S. Maria.

cattedrale_sarzana.jpg (26491 octets)

7

Pieve di S. MARIA ASSUNTA e S. BASILIO di Sarzana

Pieve di SANTA MARIA ASSUNTA e S. BASILIO di Sarzana.

Cattedrale di SANTA MARIA ASSUNTA.  

Di notevole importanza storica è sicuramente la cattedrale di Santa Maria Assunta, che costituisce una vera raccolta di storia dell'arte: portale romanico, frontone gotico e, all'interno, altari e soffitto barocchi.  

Iniziata nel 1204, mantenne le due denominazioni sino al 1300.

pieve_s_andrea_sarzana.jpg (33549 octets)

  8

Pieve di S. ANDREA di Sarzana

Citata nel 1128 e con certezza nel 1137 la Pieve di S. ANDREA di Sarzana,

edificata probabilmente tra la fine del X e l'inizio del XI sec.; subì modifiche nel 1331 e restauri nel 1584.

Fu rimaneggiata in periodo gotico e successivamente in epoca barocca.
Il campanile a torre romanica, la bifora sopra il singolare portale cinquecentesco, il paramento murario esterno e le feritoie che si aprono sulle pareti laterali delineano ancora la primitiva sobrietà architettonica. 
Recenti frughe hanno messo in luce la base della Pieve antica ed hanno riportato alla luce, oltre ad un forno per la fusione dei metalli, una serie di reperti che permettono di formulare alcune ipotesi circa la primitiva iconografia della fabbrica e le sue successive modificazioni attraverso i secoli.
All'interno si trovano sculture marmoree del XIV e XV sec. una "Vocazione di S. Giacomo e S. Giovanni" di F. Fiasella ed altri dipinti databili tra il XIV ed il XVI sec.

pieve_s_stefano_magra.jpg (9414 octets)

 9

Pieve di S. STEFANO del CERRETO a Santo Stefano di Magra

Esistente nel 981, il toponimo "Cerreto" lo si ritrova presso nell'abitato. 

La Pieve di S. STEFANO del CERRETO a Santo Stefano di Magra fu ricostruita nel 1324 e nel secolo XVIII  Di grande importanza è la Chiesa di S. Stefano costruita nel XVIII secolo sulle fondamenta di una pieve alto medievale. 

La sua forma è a croce con gli altari in marmo di tanti colori. Chi visita questo borgo può visitare anche l'interessante Oratorio di S.  Leonardo.

pieve_s_vincenzo_ameglia.jpg (19213 octets)

10

Pieve di S. VINCENZO di Ameglia

Il primo documento che ricorda Ameglia è il diploma imperiale di Ottone I del 963, infatti il "castrum de Amelia" è nominato tra i diversi possedimenti riconosciuti al vescovo di Luni, la Pieve di S. VINCENZO d'Ameglia.

Oggi è la Chiesa parrocchiale di S. Vincenzo, edificata nel XV secolo sui resti di un'antica pieve, è a tre navate con un vasto presbiterio. Al suo interno conserva un trittico marmoreo di Domenico Gar, datato 1527, nella nicchia centrale è raffigurato S. Vincenzo Martire fiancheggiato da S. Rocco e S. Sebastiano, mentre nella lunetta sovrastante è rappresentata l'Annunciazione. Altre opere  sono un'acquasantiera e il portale, raffigurante anch'esso un'Annunciazione, entrambe di Francesco e Bernardino del Mastro, del XVI secolo.

pieve_s_michele_di_trebiano.jpg (11557 octets)

11

Pieve di S. MICHELE  di Trebiano

Il "castrum Sancte Marie de Tribiano" è ricordato nel 963 e nel 1085. Era dedicata a S. Michele.

Oggi è la Chiesa di   S. MICHELE ARCANGELO.

La Pieve di S. MICHELE ARCANGELO di Trebiano (sec. XV) e gli imponenti ruderi del Castello, con grandi torrioni angolari alti 20 metri. 

La costruzione attuale è un rifacimento del XVI secolo, si trova fuori del cerchio murario. 

La Pieve di San Michele conserva al suo interno opere di grandissimo valore storico.

pieve_stafano_margherita_arcola.jpg (14805 octets)

12

Pieve di S. STEFANO  e MARGHERITA di Arcola

Della "curtis" di Arcola si ha notizia nel 1050.  Pieve della vicina frazione di Baccano, dedicata ai SS. STEFANO e MARGHERITA

Oggi è la Chiesa di S. STEFANO e SANTA MARGHERITA 

La Pieve millenaria costruita sulle pendici del Monte Sorvolo, sorge in località Baccano ed è stata ricostruita nel 1132. La primitiva costruzione protoromanica, trasformata in età gotica, è stata poi modificata con i restauri.

Trittico marmoreo trecentesco, con le figure di B.V. e dei Santi Pietro e Giovanni. All'interno, ancora quattro pilastri, ricordano l'originaria costruzione. Due sono a base rettangolare decorate con elementi floreali, le altre due presentano decorazioni più liberi.

 
Pieve_venerio.jpg (13339 octets)

 

13

Pieve di S. VENERIO in Antoniano di Migliarina

Data d'origine della Pieve è sconosciuta, oggi è la chiesa di S. VENERIO in Antoniano di Migliarina.

Ricostruita nel 1084 e definita "basilica". Si trova, con annesso cimitero, in località Antoniano (SP). Ha la struttura a due navate.

Pieve_di_Vezzano.jpg (17042 octets)   

  14

Pieve di S. PROSPERO di Vezzano, poi di Corongiola

Data d'origine della Pieve è sconosciuta.

A Corongiola  l'antica Pieve di S. PROSPERO è ricordata in un documento papale del 1148.

 

A partire dal borgo di Vezzano Superiore dove si possono vedere i resti dell'antico castello medioevale o la torre campanaria dell'antica chiesa di S.Siro e Prospero che testimoniano l'importante passato della città.

pieve_di_Marinasco.jpg (8794 octets)

15

Pieve di S. STEFANO di Marinasco

La prima notizia che ricorda la chiesa è del gennaio 950.

Compare ancora nel 1077, nel 1128 e nei noti privilegi papali dal 1148 al 1203.

Oggi è la Chiesa di S. STEFANO di Marinasco.

 

La costruzione ha subito rifacimenti negli anni 1580 e 1784.

La Pieve è stata la matrice di tutte le parrocchie della Spezia, fatta eccezione per San Venerio.

La Chiesa possiede, nel Battistero, una Madonna col Bambino della scuola di Nino Pisano del secolo XIV.

 

Pieve_di_Ceula_di_Montale.jpg (45100 octets)

16

Pieve di  Ceula, poi Montale di Levanto.

Oggi Chiesa di S. SIRO

Pieve di "CEULA" in un documento del 1268 è ricordata col toponimo di Montale.

Prima feudo dei Malaspina, passò successivamente ai signori Da Passano e quindi nel 1229 si sottomise liberamente alla repubblica di Genova.

Oggi la Chiesa si trova nell'abitato ed è dedicata a S. SIRO, probabilmente dall'XI secolo, è stata pesantemente modificata nel '700. Grazie ai restauri degli anni '50, oggi sono chiaramente leggibili le due fasi della costruzione.

I rifacimenti lasciano apparire antichi particolari architettonici.

Pieve_Sesta_Godano.jpg (7662 octets)

17

Pieve di ROGGIANO o ROBIANO, dedicata a  S. MARIA ASSUNTA, presso Sesta Godano. 

Si ha notizia della Pieve di ROGGIANO o ROBIANO, dedicata a SANTA MARIA ASSUNTA, presso Sesta a Godano dal toponimo nel 1105.

Oggi: Chiesa di SANTA MARIA ASSUNTA.

Costruzione isolata sulla sponda sinistra del torrente Gottero. Ristrutturata nel 1718.

Pieve_di_Zignago.jpg (18642 octets)

18

Pieve di CORNIA poi di ZIGNAGO.

Il toponimo Pieve di "Cornia" è scomparso. Nessuna data d'origine è nota.

Oggi la chiesa è dedicata a S. PIETRO APOSTOLO  in Zignago.

Il nome di Zignago che deriva dal dialettale «Zignègu» (abitante vicino all'acqua) ha sostituito il precedente «Cornia» che indicava la vasta pieve di S. Pietro Apostolo.

La chiesa è stata ricostruita nel 1677 e dedicata a S. Pietro.

pieve_di_pignone.jpg (13642 octets)

19

Pieve di PIGNONE dedicata a S. MARIA ASSUNTA.

Si hanno notizie della Pieve romanica di Pignone nel 1000.

Fu ricostruita nel 1319 e restaurata nel 1950.

Oggi: chiesa di SANTA MARIA ASSUNTA

Ubicata sopra il Paese, accanto al cimitero.

Dopo l'anno 1000 le vicende del borgo furono legate alla pieve romanica. 

Nel 1252, Pignone, con Corvara, venne ceduto dal Vescovo di Luni ai Fieschi, per passare poi alla Repubblica di Genova. 

pieve_di_montevalli.jpg (8816 octets)

20

Pieve di S. ANDREA in CASTELLO a Montedivalli di Podenzana

La Pieve di S. ANDREA in CASTELLO, citata nel 950 viene citata anche la seconda volta nel XII secolo, ma un “castrum sancti Andree” è noto già in un documento del 963.

Localizzata, con il cimitero sulla sponda sinistra del Vara, nelle vicinanze di Montedivalli. Conserva una origine tardo romanica - alto medievale. Ricordata come Pieve di S. Andrea in Castello a testimoniare probabilmente la caratteristica di fortificazione del luogo circostante.  Origini antichissime per questa chiesa matrice, che conserva ancora oggi, nonostante le ristrutturazioni subite nel corso dei secoli, importanti testimonianze del suo passato. L’abside romanica, è decorata secondo i temi ricorrenti, anche in altre architetture coeve, con archetti e motivi vegetali e animali.

pieve_di_bolano.jpg (5941 octets)

21

Pieve di BOLANO

Della Pieve di BOLANO se ne ha notizia nel 963. L'edificio, nell'abitato di Bolano, è stato ricostruito dal 1782 al 1793 ed è stato consacrato a S. Maria Assunta.

Oggi: chiesa di SANTA MARIA ASSUNTA.

 

Bolano risente tantissimo dell'influenza e della dominazione dei vescovi di Luni. Infatti la struttura urbanistica attuale venne data dal vescovo Enrico da Fucecchio nel XIII secolo e nei secoli, le costruzioni sacre sono sempre state curate e abbellite con il massimo impegno e dedizione. Il centro si sviluppa intorno alla Pieve e si distende in un susseguirsi disordinato di casette e vicoli stretti. La chiesa di Santa Maria Assunta, in stile romano-gotico, si distingue per l'ampio uso di marmi che vennero aggiunti tra il XVI e il XVIII secolo. Dopo questo periodo venne ulteriormente arricchita con nuovi altari e portali. All'interno, tra le altre cose, sono ancora presenti dei particolari dell'antico tempio come le colonne dell'organo.

Stemma Piazza al Serchio.jpg (18900 octets)

22

Pieve di S. PIETRO di Castello a Piazza al Serchio (LU)

Un documento datato 4 marzo 1110 cita le decime riscosse dai paesi soggetti alla Pieve di S. PIETRO "de Castello". Il nome attuale del comune risale al 1863; precedentemente era Pieve di Castelvecchio.

Esistono i ruderi presso l'abitato di Piazza al Serchio.

PIAZZA -  É questo un piccolo, ma antichissimo paese, composto di 35 case, con 32 famiglie, e 180 abitanti. Un tempo dicevasi anche Pieve di S. Pietro di Castello. Dopo il 1376 si appellò Comune Plebis Castelli, in cui era compresa la villa di Sala, detta del Vescovo, per essere stata fino dal secolo VII, signoria di Walprando Vescovo di Lucca, figlio di Walperto, il quale lasciò per testamento alla Mensa Vescovile lucchese, fra gli altri beni che possedeva nell'alta Garfagnana, la sua villa di Sala. Da Carlo IV nel 1376 è chiamata: Castrum Sale Episcopi.

Piazza giace poco sopra la confluenza dei due fiumi di Soraggio e di Minucciano. Era quella l'antica Pievania da cui dipendevano tutte le chiese della Garfagnana superiore....

Da www.serchio.net/comuni/piazza/pag07.htm

pieve_di_vinacciara.jpg (12048 octets)

23

Pieve di  S. LORENZO di Vinacciara presso Minucciano. 

Pievania confermata ai Vescovi di Luni negli anni 1149 e 1202.

Oggi: chiesa di S. LORENZO.

Era questa l'antica Pieve S. LORENZO o VINACCIARA, presso Minucciano in stile romanico-gotico.

Questa Terra, che in antico formava anch'essa Comunità separata, come risulta dai suoi Capitoli del 24 marzo 1699, è situata sulla ripa sinistra del torrente Tassonara, che si scarica nell'Aulella, alla base degli scoscesi monti dell'Alpe Apuana. Era questa l'antica Pieve da cui dipendevano le chiese parrocchiali di Minucciano, Agliano, Castagnola, Corfigliano, e la cappellania curata di Gramolazzo. In oggi però alla sua Parrocchia sotto il titolo di S. Lorenzo sono uniti i piccoli villaggi di Bergiola, Renzano, Metra, Novella e Bugliatica. Il paese di Pieve S. Lorenzo, detto comunemente Pieve Vinacciara, conta in totale 78 case, con altrettante famiglie, e 436 abitanti.

Da www.serchio.net/comuni/minucciano/pag10.htm

pieve_di_offiano.jpg (13936 octets)

24

Pieve di S. PIETRO di Offiano.

Dal toponomo "Offiano" si ha notizia nel 1066.

La Pieve di S. PIETRO di Offiano sorge in luogo isolato e le modifiche posteriori lasciano apparire  elementi architettonici primitivi.

A Offiano si trova la pieve di San Pietro, edificata tra il XI e XII secolo. Questa costruzione, ha subito negli anni numerose trasformazioni dovute sia ai terremoti sia al terreno alluvionale su cui è costruita. Il primo importante cambiamento risale al XV secolo ma le trasformazioni più radicali risalgono al XVIII secolo. Infatti, in quell'epoca, la chiesa assunse la struttura barocca che si è conservata fino ai nostri giorni. Tutti i capitelli vennero rimossi, vennero create le volte e ridisegnate tutte le parti strutturali.
http://212.56.160.33/HTML/turismo/turcaso.htm

Pieve_di_Codiponte.jpg (56267 octets)

25

Pieve SS. CORNELIO e CIPRIANOdi Codiponte

Della Pieve dei SS. CORNELIO e CIPRIANO di Codiponte si hanno notizie dal 793.

L'edificio si trova presso il ponte sull'Aulella e può essere assegnato al periodo paleoromanico.

La pieve SS. Conelio e Cipriano sorge in un luogo centrale, facilmente accessibile, con le comunità rurali disposte a raggiera nel territorio circostante. Sullo stesso luogo si erano insediati antiche popolazioni già nel VII secolo a. C. La facciata presenta sopra il portale una bifora e una finestra a croce, mentre ai lati dell'ingresso troviamo due pilastri che controbilanciano la spinta degli archi interni. L'abside maggiore, arricchita da tre monofore, ha subito recenti lavori di restauro, che hanno interessato anche la pavimentazione interna. L'interno a tre navate, divise da colonne con archi a tutto sesto e bellissimi capitelli con varie figurazioni, conserva un fonte battesimale romanico formato da una vasca monolitica con croce e da un basamento scolpito a bassorilievo con figure di bambini in fasce. Nella pieve si può anche ammirare un prezioso polittico quattrocentesco con la Vergine, il Bambino, il Volto Santo e i santi Cornelio e Cipriano. L'opera, variamente attribuita, è impreziosita da cornici in oro.

http://www.turismo.toscana.it/ius/ns-turismo

Pieve_di_Viano.jpg (33960 octets)

26

Pieve di S. MARTINO di Viano

Della Pieve di S. MARTINO di Viano non si hanno notizie originarie.

Oggi: chiesa di S. MARTINO.

Sorge in località isolata a nord del centro abitato; è stata restaurata.

Ruderi_Soliera.jpg (10892 octets)

27

Pieve di S. MARIA ASSUNTA di Soliera

Della Pieve di SANTA MARIA ASSUNTA di Soliera si hanno notizie dal 998.

L'edificio esistente è il risultato di molti rifacimenti; dell'originale rimane poco.

pieve_di_vendaso.jpg (13158 octets)

28

Pieve di S. PAOLO di Vendaso

Della Pieve di S. PAOLO di Vendaso la prima citazione ci è pervenuta in un documento del 1148.

L'edificio sorge in località isolata, su uno sperone roccioso dell'Appennino.

Un edificio dalle linee poco decifrabili, risultato di molteplici rimaneggiamenti che tuttavia non impediscono all’antica chiesa di emanare un fascino particolare. Ad iniziare dall’abside, ben visibile sul retro: è caratterizzata dalle grosse bozze di arenaria impreziosite da un elegante disegno che evidenzia l’appartenza dell’architettura della Pieve ad un Romanico importante, quello del periodo al quale del resto si riferisce.  Nel tempo la Pieve di Vendaso ha subito numerose rielaborazioni, dall’aggiunta delle due absidi laterali alla ricostruzione della facciata, interventi che tuttavia non impediscono di poter osservare gli interessanti capitelli conservati all’interno, alla sommità delle colonne di arenaria che dividono lo spazio nel classico impianto plebano a tre navate.

pieve_di_Crespiano.jpg (42009 octets)

29

Pieve di S. MARIA ASSUNTA di Crespiano

La data d'origine della Pieve di SANTA MARIA ASSUNTA di Crespiano ci è sconosciuta. Rimane un epitaffio che si legge così:

“Nell’anno dall’incarnazione del Signore 1078, quando fu restaurata questa chiesa, mi fece il maestro Ottone”. 

La chiesa è ricordata per la prima volta in una Bolla di Papa Eugenio III del 1143.

Tempio paleocristiano,  arcipretura e monumento nazionale, è sulla strada statale Aulla-Comano.

Aveva giurisdizione su vasto territorio e da essa dipendevano le seguenti cappelle: Comano (S. Giorgio), Camporaghena (SS. Pietro e Paolo), Varano (S. Nicolò), Cisigliana (S. Lorenzo), Felegara (S. Pietro – ora scomparsa), Monasterium de Linari. Lo stile paleocristiano della pieve subì rifacimenti ma non ha perduto la sua  originale struttura architettonica. Gli ultimi  rifacimenti, ben visibili, hanno alterato la struttura originaria.

pieve_di_Venelia.jpg (15017 octets)

30

Pieve di S. MARIA ASSUNTA di Venelia a Monti di Licciana Nardi

Della Pieve di SANTA MARIA ASSUNTA di Venelia a Monti di Licciana Nardi si hanno notizie dal 998.

La Pieve di Venelia di sicura origone romanica, alcuni elementi sono ancora visibili, si mostra oggi secondo le forme barocche realizzate con i lavori di restauro terminati nel 1761.

Pieve di Venelia ( Santa Maria Assunta ), a Monti di Licciana.
Venelia, come s'è già detto nella parte storica, è il nome della mitica città scomparsa. Al di là della leggenda essa è un concreto reperto toponomastico lasciato dai Liguri-Apuani, salvato dai Romani ed assorbito dalla Pieve in epoca medioevale. La chiesa, quindi, riveste un significato storico infinitamente superiore al suo valore artistico. Della struttura romanica resta particolarmente intatta la parte absidale, adattata a Cappella durante le opere di restauro.
www.lunigiana.ms.it/comuni/licciana/li_art.html

pieve_di_bagnone.jpg (23192 octets)

31

Pieve di SS. IPPOLITO e CASSIANO a Pieve di Bagnone

Pieve_bagnone.jpg (8333 octets)

31

bis

Si hanno notizie della PIEVE in località Pieve di Bagnone dal 981. In altro documento risulta che la P:ieve è dedicata ai SS. IPPOLITO e CASSIANO.

Già verso il mille, La Pieve, figurava tra le più importanti Pievi lunigianesi, unitamente a quelle di Urceola di Saliceto, di Vico di Castevoli, di Venelia di Monti, avendo giurisdizione su un vasto territorio che arrivava fino alla parrocchia di Taponecco-Apella, nell’alta valle del Taverone. Era l’antica chiesa battesimale di Bagnone. Il titolare pro-tempore di un così vasto piviere aveva il titolo eclesiastico di Arciprete, rimasto fino ai giorni nostri, da sempre superiore anche alla più recente parrocchia prepositurale di Bagnone.

Sorge il paese sulle pendici del monte Barca, più alto rispetto a Castiglione e Corvarola, a 483 metri sul livello del mare. Fanno parte della stessa parrocchia dedicata ai Santi Ippolito e Cassiano, le borgate di Groppo, in dialetto: Grop, altezza 430 m s.l.m.; Vespeno, in dialetto Uspén, 378 m s.l.m.; Darbia, in dialetto Darbia,425 m s.l.m. e l’Oratorio di S. Terenzio.  

Il più antico documento che tratta di questa pievania risale alla bolla di papa Eugenio III del 11-11-1148, elenca diverse chiese tra le quali cita la plebes de bagnono, intesa come popolo della Pieve di Bagnone.

La Pieve è ricordata più volte:

-  nel 1276 per la raccolta delle offerte per la Crociata contro i Turchi.

-  nelle decime degli anni 1297, 1298, 1303 dal Papa Bonifaccio VIII, raccolta di soldi viginti pisanorum nelle parrocchie dipendenti: Virgoletta, Collesino, Jera, Mochignano, Taponecco Apella.

-  nel 1470 a Sarzana, al sinodo diocesano, venne approvato un sussidio caritativo. In tale circostanza la Pieve aveva giurisdizione su Compione, Pastina, Corvarola, Castiglione, Fornoli, Bagnone e Villafranca (San Giovanni). Un fatto curioso, dal censimento del 1845, dall’Arciprete della Pieve venne comunicato : popolazione maschi e femmine n. 560 persone; famiglie n. 84; sacerdoti n. 4; chierici n. 3. Come si nota oltre all’Arciprete vi erano in paese altri sacerdoti non in cura di anime, appartenenti a facoltose famiglie, orgogliose di poter avere « al prêt an cà », e similmente si poteva riscontrare che a Collesino figuravano ben 5 sacerdoti.

         Sono stati alterati gli elementi dell'antica struttura romanica. Recenti rifacimenti ne hanno modificato l'aspetto originale.

          Tratterò più approfonditamente della Pieve di Bagnone in seguito, vista la ricerca del Dr. Carlo Bruno Brunelli.

pieve_di_Vico_Castevoli.jpg (10980 octets)

32

Pieve di S. MARTINO  

a Vico di Castevoli

La Pieve di S. MARTINO a Vico di Castevoli è citata nel 998.

É localizzata in luogo isolato, su un pianoro, sulla sponda sinistra del torrente Canossilla.  A seguito di molti restauri, poco rimane dell'antica struttura. Della sua storia e della sua antica funzione rimane il grande fonte battesimale in pietra arenaria.

pieve_s_giorgio_filattiera.jpg (35153 octets)

33

Pieve di S. GIORGIO di Filattiera

Filattieri in epoca romana e bizantina rivestì un importante ruolo sul territorio in rapporto a Luni. Fu capitale della Lunigiana bizantina, poi dei Malaspina dello spino fiorito, ma fu anche importante tappa della strada romana che da Luni risaliva verso il nord. 

Il borgo di Filattiera conserva intatto il primo insediamento del XIII secolo, con la Pieve nella chiesa castrense di S. GIORGIO (V. foto 33) dove è custodita la lapide di "Leodegar",  e la torre d’avvistamento che si trova nella parte più alta della punta estrema della collina aveva l'entrata a tre metri dal livello del terreno per motivi di sicurezza, con il castello malaspiniano, la chiesa, l’antico ospedale di San Giacomo.

Nella Pieve di SORANO dedicata a S. STEFANO, vi morì Leodegar nel 752, notizia citata nella colletta del 1276, personaggio religioso che qui spezzò idoli pagani, e che contribuì alla finale sconfitta dei culti pagani presenti nella zona.

La Pieve di Sorano si trova sul fondo valle, lungo la strada SS 62 della Cisa, sulla sponda sinistra del fiume Magra, sull'atica via Francigena. Opera di stile prevalentemente Lombardo, è stata recentemente oggetto di frughe e di restauro.

pieve_di_sorano.jpg (44320 octets)

33

bis

Pieve di SORANO diFilattiera

Pieve_di_Urceola.jpg (7905 octets)

34

Pieve di S. CASSIANO di Urceola, presso Pontremoli

Sembra che la Pieve di S. CASSIANO di Urceola presso Pontremoli, sia stata fondata tra il 752 (anno della morte a Sorano di Leodegar) e il 981 (anno del primo documento). Citata anche nel 998, compare poi sotto il toponimo di Saliceto in atti del 1179 e del 1202.

La sua era un’ampia giurisdizione, che si estendeva sull’alta valle del Magra e del Gordana fino ad oltrepassare l’Appennino, comprendendo dunque anche Pontremoli. I confini parrocchiali erano vastissimi: a nord arrivavano fino a S. Pietro; a est fino ai colli di Vaia e di Viceto, a sud fino al canale della Gozzola, a ovest fino al Canale dei Morti, confine con S. Cristoforo.

pieve_vignola.jpg (10817 octets)

35

Pieve di S. PANCRAZIO 

di Vignola

Della Pieve di S. PANCRAZIO di Vignola, la data d'origine è sconosciuta  La prima volta viene citata nel 998.Si trova nella valle del torrente Verde.

I ripetuti rifacimenti lasciano intravvedere la primitiva struttura di stile romanico. Nel 1202 viene disposto che intorno alla pieve di Vignola fossero sepolti anche i morti dei paesi da essa dipendenti, che erano le cappelle di S. Lorenzo di Navola, S. Felicita di Succisa, Grondola, Baselica di Pontolo, Baselica di Guinadi, l’ospedale del Borgallo, S. Giorgio di Cervara, Braia, Bratto, Valdena, Montemasio.

LE RICCHEZZE DI LUNIGIANA 

TORNA IN ALTO