DESIDERIO
Il
foglio é bianco sotto la mia mano,
mentre
il pensare mio vaga lontano.
In
alto salgo e tra le nuvole beato,
ammiro le bellezze del creato.
Tra
tante cose, ahimè! c’é l’eccezione,
l’amaro
umano é la desolazione.
Scorgo,
nella pampa sud-americana
il
gaucho, mena misera vita quotidiana;
sorvolo,
della Plata la sua ricchezza,
si stringe il core, tanta é l'amarezza.
Sull'Africa,
nel deserto e la boscaglia
vige
la fame, il male e la marmaglia;
son
tanti i Ras che parlano per dire,
nessuno
vuol pensare all'avvenire.
Nell'Asia,
popolosa é assai frequente,
la
gente non ha molto, forse niente;
vive
il Nababbo nella sua abbondanza
tale
é la vita, non c'é più speranza.
Arrivo
col pensiero al nostro mare,
vedo
battelli intenti a trasportare
gente
raminga, che fugge la tempesta
per
ritrovar la pace, quella onesta.
Triste
son io che vedo sol malanni,
nel
mondo opaco con i duemila anni?
Desìo,
una gran brama, é un'esultanza,
affinché
torni quella luce di speranza,
che
faccia ritrovar la pace al cuore,
un
po' di gioia unita a tanto amore.
Un
pensiero, un desiderio o l’illusione,
veder
il mondo, ormai senza esclusione,
unito,
amico, dedito alla gente?¼
Mentre
ritorno in me, nel mio presente,
il
foglio é ancora bianco sotto la mia mano,
é
stato un sogno, il sogno di un umano.
(1998)