FASCINO
DEL MOLISE
Ritornerò
d'autunno e tra le quieti
del
Sannio colorato, a contemplare
andrò
boschi di querce, faggi e abeti,
innanzi
al blu profondo del tuo mare.
Montagne
ancora pure, conche e dirupi,
prati
verdi rotti da frane ghiaiose,
son
pascoli immensi, la manna dei lupi;
che
pace, che luce, giornate radiose.
Voglio
tornar d'autunno, or che le foglie
argentine
van tingendosi di rosso,
quando
il profumo, esce dalle soglie,
d'un
caprettino rosolato al bosso.
Paesi
dispersi tra valli, sui monti,
con
gente virile che vive tra i sassi,
conservan
la stirpe di grandi racconti,
di
storiche gesta, pittorici passi.
Il
core si stringe pensando a tuo figlio,
lontano
migrato pel pane non caro,
pronto
al richiamo del sannico piglio,
vive
e ricorda l'istante più amaro.
Molise
risorto, son dati evidenti.
Trionfo
dell'umile progenitura,
coi
padri, i giovani attingono attententi
dall'opra
sannita d'antica cultura.
Ritornerò
d'autunno sul Miletto,
sopra
natura guardo, andrò sognare
fra
Trigno ed il Fortore, ed io soletto
seguo
il Biferno giù, pian piano, al mare.
1986