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FUGA
NEL PASSATO
Contemplo il ricordo
della mia infante ora,
parlare di quel giorno,
riviverlo, é l'aurora.
Abito qui, nel freddo
e tutto mi é scottante,
porto con me, l'accento
classico dell'emigrante.
Ora, se pur l'inglese
o il franco mi comprende,
quando voglio cantar
l'italico m'attende.
Grido, nell'infinito
cielo di cristallo,
vedo le vele aguzze
crespare tra il corallo.
E` il core mio che freme
che altrove vuole andare,
bloccate son le membra,
non posso camminare.
Son io, solo trastullo?
Di me tutto é tristezza,
la gioia di fanciullo,
la mia gaia giovinezza.
Rivivo dentro il core
vita di un di lontano,
allor ridea l'amore,
tutto per me era umano.
Bella la mia speranza
che sento volar via,
son solo in questa stanza,
solo, con la melanconia.
1987
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