IL
NONNO AL CASOLARE
Cadea la neve a fiocchi di cotone
soffice e lieve sul borgo di Bagnone.
I fili, s'ingrossavano a budella
e l'uomo li scuotea con l'asticella.
I bimbi, che miravano esaltati
tra freddi vetri, umidi, appannati,
calzavano a quei tempi zoccoloni,
e per le strade, gioia e ruzzoloni.
La neve quí é tristezza, non fá festa.
Sparsa dal vento gelido in tempesta,
per giorni ti trastulli nel passato,
vita avea bella, or sono sconfinato.
Eppure ogn'anno, alla stessa data,
come la Morte irrompe sconsolata,
la neve, cade con i suoi malanni,
l'uomo piú non puó far, troppi son l'anni.
Veder le cose astratte da bambino,
pensare al bel calduccio del camino,
al Nonno che narrava, le storielle
dei suoi lontani tempi, erano belle.
La vita cruda, fatta di paure,
d'aguati e lotte per l'investiture,
non lascia al cuore il tempo di pensare,
l'amore muore, muore il casolare.
Poesia che ha partecipato al Concorso
"Lerici Pea" di Sarzana (La Spezia) - 1987.