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"IL FUTURO DELLA MEMORIA"
 

STETTINO

in Pomerania

1944-1945

Centro di Cultura Bagnonese

  "Il futuro della memoria"

 

Ai giovani di oggi e di domani

 

«Il quale diario, come dicevamo, è tanto clandestino che non è neppure un diario, ma secondo me potrà servire, sotto certi aspetti, più di un diario vero e proprio a dare un’idea di quei giorni, di quei pensieri e di quelle sofferenze.»
«Non abbiamo vissuto come i bruti. Non ci siamo richiusi nel nostro egoismo. La fame, la sporcizia, il freddo, le malattie, la disperata nostalgia delle nostre mamme e dei nostri figli, il cupo dolore per l’infelicità della nostra terra non ci hanno sconfitti. Non abbiamo dimenticato mai di essere uomini civili, con un passato e un avvenire.»

Dal "Diario clandestino"

di Giovannino Guareschi- Milano 1949

 

Aggiornato il 15 Dicembre 2004

TUTTI I DIRITTI RISERVATI

01 - La ricerca

Abbiamo scoperto casualmente in un cassetto, quattro libretti scritti a matita, ricoperti di polvere, polvere del tempo, polvere dell'intimità e della nostalgia familiare.  Il protagonista ha, con lacrimose frasi, esternato il suo vissuto risentimento al periodo della sua deportazione.

Queste pagine trascritte dal Centro di Cultura Bagnonese, sono tornate alla luce dopo mezzo secolo, per volontà del nipote, il quale consegnandole ci ha pregato di farne buon uso e di rispettarne il contenuto e la volontà dell’Autore, il Nonno.

L’Autore, un bagnonese, un uomo dedito alla famiglia, al lavoro ed alla musica, ha trascorso in Bagnone la sua esistenza, salvo i 262 giorni d’esilio forzato, che ha vissuto in Germania, nella regione della Pomerania, a Stettino e dintorni, facendo il manovale, in un periodo duro, quello dei bombardamenti aerei, trascorrendo un inverno rigido, soffrendo terribilmente per la mancanza di indumenti e calzature.

Appunta, sera dopo sera, i fatti salienti di ben 262 giorni di triste lontananza dalla sua famiglia, dalle sue Care, dalla sua casa, dal suo Paese, dalla sua Patria, dai suoi affetti.

Sono una squadra di bagnonesi, o del territorio, tutti rastrellati contemporaneamente il 1 luglio 1944 e attraverso peripezie descritte telegraficamente negli appunti, ma sufficientemente chiare per far rivivere quei tormentati momenti, raggiungono il luogo di destinazione. 

Vivono insieme, si sorvegliano e si assistono. La malattia di uno é la preoccupazione di tutti, il ricevimento di una lettera di qualcuno é la tristezza per gli altri che sono in attesa. La famiglia lontana fa commozione e l’aiuto morale é reciproco, sino all’abbraccio ed al pianto.

In quei momenti sostiene solo la fede e l’invocazione di Dio e dei Santi. Sono queste memorabili pagine di un Calvario sofferto e a volte indescrivibile, al punto di annotare: “basta, tralascio, non ce la faccio più”.

La ricerca vuole anche ricordare ai posteri, un gruppo di Civili bagnonesi che hanno sofferto nei Campi di Germania e di Polonia, esportati come forza bruta a lavorare in condizioni inumane.

Italo Pagni, fu uomo di fede, ebbe una vita onesta e laboriosa, dedito alla famiglia e alla collettività, lasciandoci un'impronta di ottimo Direttore d'orchestra, oltre che di ligio impiegato di banca e padre di famiglia.

All'età di 53 anni ha sofferto momenti terribili in condizioni pietose, superate per volontà Divina, per l'amore familiare, e con il conforto di avere vicino alcuni compaesani.

Leggendo questi "appunti di prigionia" si comprende il triste periodo, si capiscono le sofferenze scritte nel momento stesso in cui le soffriva, lasciandoci un derivato immediato di un racconto toccante veramente vissuto.

Ai posteri.

RUGgGIO

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02 - Gli sventurati

A ricordo degli amici di sventura

citati da Italo Pagni negli appunti.

Ballestracci Lorenzo    Vulgo Loro                  
Bandelli Gaspare  Direttore di Banca
Bassignani Armando  Impiegato di Banca
Bernazzani  ???            di Pontremoli (vedi 12/8)
Cecconi       ???  di Gigliana, carabiniere
Cinque Alfonso          medico condotto
Cortesi Cesarino  ???
Cortesini Giuseppe  Farmacista
Cozzani  ???
Fazzi  Fazio  ???
Ferdani  ???  
Gemelli Tommaso  Impiegato
Gennari  ???  Veterinario
Ghinetti Mario  Commerciante
Giampietri  ???  ???
Lombardi  ???  ??? (vedi 7/1/45)
Marchetti  ???           Avvocato
Martinelli  ???  Commerciante
Montani  ???                Rag. Credito Ital. Bologna
Morandi Giuseppe  Impresario Edile
Nucci Ferruccio  Impiegato di Banca
Oppi Pietro  Segretario Comunale
Pagni Italo  Impiegato di Banca
Santi  ???  di Gabbiana
Sartori Carletto  ???
Scaffardi ???  
Simonini Giovanni  Elettricista
+ Bianchi Aristide morto a Eleimburg, 2/1/45

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03 - I Benefattori

Cecconi  ???

 (vedi 26/12/44)

Flora  ???

 di Milano

Guidi Aquilino 

 Commerciante a Mortara

Michele  ???

 di Milano

Morandi Giuseppe 

 di Bagnone

Quartieri Giovanni

 di Milano

Teresa  ??? una mamma, forse una mamma di guerra.

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04 - Foto ricordo

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Il Mº Italo Pagni al centro

La Banda di Bagnone - 1937

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 05 - La prigionìa in Germania e Polonia

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06 - Le tappe della prigionia di Italo Pagni

Il 1 luglio1944: alle ore 8:00 sono fatto prigioniero dai tedeschi nell'uffico della Cassa di Risparmio di Bagnone e trasferito a Filetto di Villafranca Lunigiana.

Il 2 parto in auto per Parma, Bibbiano sino a Suzzara.

Il 5 da Suzzara trasferimento a Verona.

Il 6 dalla  stazione di Verona su carro bestiame arrivo a Cittadella di Padova.

L' 8 trasferimento  in treno in carro chiuso, destinazione sconosciuta. Il giorno seguente transitiamo per Monaco di Baviera e Norimberga, arriviamo il giorno 10 lunedi a Wiirzen vicino a Brema.

Il 27 sono salito su carro bestiame per partire. Il treno si mette in marcia il giorno dopo all'una di notte per Stettino.

Il 29 sempre in treno sono trasferito a Altdam, a raccogliere patate, cipolle e letame.

Il 3 agosto mi trasferiscono a Coldberg.

Il 13 rientro ad Altdam.

Il 26 settembre trasferimento per treno a Groos Wittenbergé, piccola stazione di campagna. Siamo addetti a costruire trincee.

Il 3 dicembre trasferimento, partenza per Greinswald a raccogliere ribs per fare marmellata, fieno e paglia e a caricare legname.

Il 19 marzo 1945 partenza per Stettino, da qui, 262 giorni dopo,

la libertà; l'inizio del mio rientro in Italia, a Bagnone, a casa mia.