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L'HALLOWEEN
(Pronuncia italiana: L'Alluin) |
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(1a parte)
Alla fine di ottobre gli alberi con le foglie
rosse, annunciano il cambio della stagione. Le aiuole attorno alle case
stanno morendo. Solo qualche fiorellino più
resistente riuscirà ancora a sopravvivere al rigore della notte.
L'aspetto gioioso delle casette canadesi, sommerse nel verde e nei
colori dei fiori sta cambiando, seguendo il ritmo naturale delle
due stagioni, l'inverno si avvicina. |
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Non dovete meravigliarvi se ho detto due stagioni,
perché quì é così. Si passa da un periodo freddo lungo sei
mesi e più, l'inverno, con il termometro che scende anche a meno
quaranta gradi, al periodo caldo, l'estate, con temperature che
superano anche i trenta gradi. Le stagioni transitorie, primavera
ed autunno si confondono. La primavera é tarda, con il disgelo la
natura scoppia rapidamente, si passa da un paesaggio predominato
dal candore della neve, al verde degli alberi e dei prati in poco
meno di quindici giorni. L'autunno, ugualmente dura ben poco, cade
rapidamente nel freddo ed a volte a novembre il verde lascia il
posto alla prima sbiancata di neve. |
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La gente é indaffarata, si prepara all'inverno, rastrellano i
praticelli intorno alla propria residenza coltivati a erbetta e
raccolgono le foglie che ormai sono quasi tutte cadute dalle
piante. Riempiono enormi sacchi che poi accumulano sul ciglio
della loro proprietà e che saranno ritirati al mattino dal
servizio di nettezza urbana.
I sacchi che mi hanno colpito
sono decorati con fregi e disegni strani, quasi tutti in giallo o
arancione, direi fosforescenti. Mi chiedevo cosa
significassero e domandai la ragione al vicino. Gentilmente,
sapendo che ero un nuovo arrivato, si fece il dovere di spiegarmi
per filo e per segno il motivo per cui le foglie venivano messe in
quei sacchi. |
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- "Come vede, quei sacchi non sono quelli
usuali che adoperiamo per le immondizie, non verranno accatastati
sul bordo della strada, servono per adornare l'entrata della casa
la sera del 31 ottobre festa della Halloween.
Io restai sorpreso ad ascoltare e Lui continuò:
- "La festa dell'Halloween ha fatto la sua
apparizione nella tradizione locale, non tanto tramite i gruppi
etnici irlandesi e scozzesi che vivono quì, ma per la
commercializzazione e la pubblicità statunitense. Noi francofoni,
racchiusi nel nostro atteggiamento di vita, legato alla religione
cattolica, non abbiamo mai celebrato feste profane, le
manifestazioni religiose occupano tutto lo scenario delle festività
del calendario. Oggi invece, l'Halloween é entrata nei nostri
costumi, al punto che ci vediamo offrire sacchi arabescati,
confezioni di goloserie da regalare ai bambini, luminarie adatte
all'occasione e tutto il resto; é diventata una festa commerciale
voluta dalla società di consumazione nella quale oggi
viviamo". |
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Fin quì, a parte il concetto commerciale della
festa, non avevo capito molto, volevo ampliare il concetto, quando
mi accorsi che l'amico stava riprendendo il discorso. Lo lasciai
continuare senza intervenire.
- "Certe operazioni come il decorare
internamente ed esternamente la casa, in occasione della festa
dell'Halloween, arrivano direttamente dagli Stati Uniti. Gli
statunitensi avevano l'abitudine, nei giorni precedenti la festa,
di andare in campagna a procurarsi frutta e verdura per adornare
la loro casa e per regalare ai bambini in visita, la sera del 31
ottobre. Negli ultimi anni, si trovano nei magazzini generali,
figure di carta pesta o di plastica che servono a decorare le
entrate delle case. Questi personaggi, con la testa di una zucca
gialla, scolpita a faccia d'uomo, hanno il corpo fabbricato con
vecchi abiti riempiti di fieno o di foglie secche, vengono
collocati all'entrata delle abitazioni molti giorni prima.
Soltanto le zucche-lanterna saranno esposte ed accese la sera
dell'Halloween". |
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Avevo notato nei magazzini cataste di zucche di plastica con
bocche enormi e denti intagliati a sega, due fori rotondi per
occhi ed un foro triangolare per naso, internamente predisposte e
fornite di lampadina elettrica alimentata da corrente domestica o
da batterie. Anche i fruttivendoli espongono enormi mucchi di
zucche vere, di colore giallo, che vengono vendute al dettaglio.
Nel passato considerata una
festa di bambini, oggi l'Halloween interessa sempre più gli
adulti che hanno adottato la mascherata al loro modo di vivere. Il
31 ottobre, si possono incontrare persone di ambo i sessi che se
ne vanno al lavoro travestiti. I luoghi pubblici, i centri
commerciali, le banche, gli alberghi, gli asili, gli ospedali e
certi uffici di grosse aziende, sono quel giorno invasi da strani
e stravaganti personaggi. Altri adulti invece attendono la sera
per mascherarsi e partecipare a feste tra amici; rimane fermo il
concetto di volersi far vedere e notare. |
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In certe località canadesi vengono organizzate grandi
sfilate in centro città, dove la popolazione adulta vi partecipa
e i bambini sono accetti solo se sono accompagnati. Tutti sono
invitati alle festività dove é d'obbligo il travestimento.
Questo genere di manifestazione popolare assomiglia molto al
nostro carnevale, e non mi stupirà se un giorno entrerà anche
nelle nostre tradizioni italiane. Mi é noto che in alcune
discoteche più "in" del nord Italia, é programmata la
festa dell'Halloween, amata dai giovani perché cade in un periodo
morto dell'anno.
Ma la vera festa
dell'Halloveen cos'é? Quali sono le origini e cosa voleva
rappresentare?
A queste domande il mio vicino non ha saputo
rispondere, allora ho fatto una ricerca e ne trascrivo per sommi
capi la storia e la leggenda. |
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(2a parte)
La festa celebrata dagli
Anglosassoni, la vigilia della Ognissanti, cioé il 31 ottobre, si
chiamava "All Hallows'Eve" o "Hallows'Even".
Con il passare del tempo, il restringersi dei suoni vocali imposti
dalla lingua parlata ha dato origine alla parola
"Hallowe'en" divenuta in seguito per legamento fonetico
"Halloween", come si ode nella pronuncia attuale.
L'Halloween é una festa di calendario di origine Celtica ed ecco
come ci é pervenuta.
C'era una volta..... |
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Per oltre dieci secoli, a partire dall'ottavo prima di
Cristo, fino all'era nostra, la civiltà celtica ha dominato
l'Europa ed ha influenzato le culture e tradizioni di tutti i
popoli indo-europei, dai Pirenei al Caucaso, dal mar del Nord al
Mediterraneo.
Questo grande
popolo guerriero, dell'età del ferro, é riuscito, grazie al suo
sistema politico-religioso chiamato "druismo" ed alla
sua unica fonte linguistica ad unificare culturalmente le
differenti etnie che lo componevano. Nella loro massima espansione
occuparono Francia e Belgio, le isole Britanniche, la parte
settentrionale della Spagna e dell'Italia, la Germania occidentale
fino al Reno, parte della Balcania e della Galazia oggi Anatolia.
Il gruppo più occidentale dei popoli della famiglia indo-europea,
erano detti Galli dai Romani, e talora Galati dai Greci. |
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Nome di origine celtica portano tuttora Londra,
Parigi, Milano, Vienna, e molte altre città, paesi e località.
Le zone dove i Celti si
mantennero più a lungo come individuità etnica, furono le
Gallie, ove peraltro furono romanizzati nei primi secoli d.C. e le
isole britanniche, dove qualche secolo dopo i romani furono
sopraffatti dagli invasori germanici. Erano di statura piuttosto
alta e di bionda capigliatura e, al dire degli storici,
estremamente volubili di carattere e amanti della guerra e della
caccia.
Le
popolazioni celtiche erano organizzate in "clan"; tra
essi primeggiava il corpo sacerdotale dei "druidi",
organizzazione legata da particolari vincoli ed esercitante
pratiche segrete. |
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I Celti contavano i giorni da un tramonto all'altro ed il
loro ciclo di calendario si basava su quello delle stagioni.
L'anno si divideva in due grandi periodi stagionali: l'estate e
l'inverno, che erano sottolineati da riti di passaggio, da grandi
feste dove si succedevano rituali e allegria.
Il primo maggio celebravano
l'arrivo dell'estate da loro detto "Beltaine"
praticando riti di fertilità, suscettibili di stimulare la
terra e la natura.
Il 31 ottobre invece, segnava
la fine della bella stagione, l'arrivo dell'inverno e la fine
dell'anno, era da loro detto "Samhuin". |
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I Celti associavano l'onnipresenza della morte al periodo
di letargo della natura e praticavano durante la notte del
Samhuin, tutti i riti che a lei si allacciavano e coincidevano.
Era questa, nel ciclo annuale celtico, una festa di primaria
importanza, la fine di tutte le attività agresti. I raccolti e le
messi dovevano essere depositati per la conservazione, gli animali
dovevano essere rientrati dai pascoli estivi, la legna tagliata ed
accatastata, tutti i lavori di manutenzione terminati. I membri
della comunità, a lavori completati, dovevano assistere tutti,
alle celebrazioni del Samhuin; chiunque fosse assente avrebbe
corso il rischio di morire prima del levarsi del sole. |
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La notte del
Samhuin segnava il passaggio al nuovo anno, quindi per poter
effettuare con tranquillità spirituale questo passaggio, ognuno
doveva aver regolato i suoi conti, rimborsato i debiti e
completate tutte le sue responsabilità ed abbligazioni sociali e
comunitarie. Tutti i litigi di ordine economico, sociale,
politico, giuridico o religioso dovevano essere aggiustati o
giudicati oppure dovevano aver trovato un accordo soddisfacente.
Anche i Druidi, grandi
giudici, arbitri e detentori del sapere, dovevano consigliare i
capi o riunirsi in consiglio e deliberare sugli affari di stato.
I Celti entravano quindi nella festa con
tranquillità d'animo e di spirito, nelle migliori disposizioni
possibili affinché il destino sia loro favorevole. |
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Grandi decisioni venivano prese quella sera: si
decideva di dichiarare guerra al popolo nemico, di partire per un
lungo e periglioso viaggio.
Nella stessa notte i Celti rendevano omaggio ai
loro morti e credevano nell'apertura e nella comunicazione tra il
mondo dei viventi e quello dei defunti. Solo in questa notte gli
spiriti e gli uomini potevano riincontrarsi; le barriere che
normalmente li separavano non esistevano più.
Questa credenza del libero
trapasso tra i due mondi é la realtà del pensiero celtico nei
confronti dei deceduti. Solo durante le cerimonie del Samhuin, i
due mondi si confondevano e si mescolavano. |
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In ogni
casa, approfittando dei freschi raccolti, veniva preparato un
festino per onorare le anime dei propri cari e dei defunti tutti.
Le entrate delle case venivano bene illuminate con torce e fuochi,
per far sapere agli spiriti erranti che un pasto era loro offerto.
Apro una parentesi per sottolineare un mio ricordo, che penso lo
si possa mettere in parallelo alle usanze di derivazione celtica.
Prima della guerra 1940/1945, mia nonna, e molte altre famiglie
abbienti del mio Paese, erano use preparare grandi ceste di
pagnotte casarecce, chiamate "il pane dei morti" che
venivano distribuite ai più poveri, che si recavano a bussare
alla loro porta. Di questa tradizione rimane ormai solo il ricordo
di noi che a quel tempo eravamo bambini. |
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I Celti credevano che Teutatès, dio dell'al di là,
liberasse le anime dei defunti dell'anno per permettergli di
ritornare un'ultima volta nelle loro famiglie, al fine di
ritrovare calore e riconforto.
La carne di maiale, animale
sacro, era ritenuta cibo dell'immortalità; l'alcool ricopriva un
gran ruolo durante queste divinazioni di ringraziamento. I
guerrieri galli e irlandesi, si sfidavano a chi beveva più birra,
perché bevuta così, assicurava loro l'immortalità.
D'altronde la cultura celtica
non utilizzava la scrittura per assicurarsi la trasmissione del
suo sapere e delle sue tradizioni. L'eritaggio culturale
tramandato da una generazione all'altra era affidato agli
insegnamenti e alla memorizzazione dei Druidi. Le conoscenze che
noi abbiamo riassunto circa la civilizzazione celtica, sono
fondate sulla memoria e sul recitativo di alcuni Paesi, dalle
cronache storiche greche e romane, su dati archeologici e dalle
loro analisi. Le descrizioni dei riti e dei Druidi, qui riportate,
sono state trattate da grandi specialisti in materia dei quali
Anne Ross, Romulus Vulcanescu, e dagli storici Tacito e Cesare. |
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In un articolo, Romulus Vulcanescu descrive i Druidi:
"I maghi e i preti dei Celti e dei Daci
portano dei cappucci bianchi e delle maschere quando sfilano in
processione cerimoniale nei luoghi sacri in foresta o in montagna
oppure quando praticano i riti di passaggio e di
consacrazione".
Durante la loro espansione
territoriale, i Romani hanno voluto imporre le loro leggi e la
loro religione, ma hanno urtato contro una credenza ed una pratica
rituale detta pagana solidamente ancorata al cuore della cultura e
dell'anima celtica. Inoltre la romanizzazione non é riuscita a
soggiogare oltre certe frontiere; risultò fattibile sul
continente e negativa sulle isole. La
denuncia scritta da Cesare sui sacrifici umani e da altri cronisti
del tempo, era fatta per screditare il rituale pagano, ed era
diretta a valorizzare il rituale romano. Fu così che il rituale
romano che onorava ai primi di novembre Pomona, la dea del frutti,
venne rapidamente gemellato con quello di Samhuin perché anche
lui celebrava l'abbondanza dei raccolti. |
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(3a parte)
La dove l'espansione romana si é arrenata, il
cristianesimo ha riuscito meglio. Il monaco PatricK, cristiano di
origine romana, dopo un lungo girovagare, fu inviato apostolo in
Irlanda. Approfittando della sua cultura scientifica e teologica,
invece di dare la caccia e perseguitare i Druidi, ha convinto
alcuni di loro a passare sotto la bandiera cristiana, permettendo
scambi di insegnamenti. Santificato, S. Patrizio é oggi il
patrono d'Irlanda.
Il papa Gregorio I, nell'anno
601, promulgò un celebre editto secondo il quale era meglio
cercare di non spodestare i costumi e le credenze pagane, ma di
ben servirsene gemellandole ai riti cristiani. |
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Il papa
Bonifacio IV, consacra nel 609, l'antico tempio pagano, il Pànteon
di Roma, popolarmente detto la Rotonda, che diviene una chiesa
cristiana dedicata alla Vergine Maria ed ai Martiri.
Più tardi, nel 835, il papa
Gregorio IV consacra la giornata del 1 novembre a tutti i Santi e
Martiri. Impone l'osservanza della festa e della vigilia (31
ottobre) per cercare di cancellare la persistenza delle
celebrazioni della Samhuin.
In fine, verso il 1000 il padre superiore
dell'abazzia di Cluny, l'abate Odilon, istituisce per il suo
convento la festa dei morti il 2 novembre. Estese questa regola
alle altre abazie benedettine, così che alla sua morte, nel 1048,
il rispetto del giorno dei morti fu conosciuto in tutta Europa.A
partire dal XI secolo, il ciclo dei tre giorni consacrati ai
Morti, ai Santi ed ai Martiri, entrò definitivamente nel
calendario liturgico cristiano. Il rituale vi consacra, attraverso
messe e preghiere, il riposo delle anime e l'allegerimento delle
pene del porgatorio. |
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Durante il Medio Evo, la Chiesa teneva le redini del
potere. Ella separava la verità e la bugia, il bene ed il male,
ella giudicava le nuove conoscenze scentifiche attraverso le Sacre
Scritture. Ci si trovava nel pieno oscurantismo, ci si opponeva
alla diffusione della cultura e dell'educazione popolare. E
siccome i sermoni religiosi non riuscivano a spiegare tutti i
misteri, il ricorso ai maghi, ai divini, alle streghe divenne
sempre più grande, malgrado tutte le sottigliezze e la
perseveranza delle manovre cristiane intente a soppiantare gli
antichi riti pagani. Le nostre Pievi sono una valida
testimonianza. Come valido é che la Chiesa non arrivò mai ad
eliminare il ricorso alle pratiche divinatorie. L'animo umano é
impressionabile, ha bisogno di paura, di mistero e si alimenta di
leggende favolose. Le nuove feste cattoliche sono astratte, la
psiche umana non le accetta facilmente, preferiva il ritorno
simbolico e molto più forte dello spirito che riappare. La
stregoneria, la magia, erano le espressioni religiose le più
forti che si potessero trovare per esprimere malumore e
malcontento sociale. |
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La paura dell'ignoto e quella di poter perdere la sua attività e
il suo potere, furono le cause e le misure che la Chiesa prese per
combattere l'eresia. Vennero istituiti i tribunali
dell'Inquisizione che, per quattro secoli, mandarono al boia
centinaia di migliaia di persone, non per aver partecipato alle
assemblee notturne o posto atti di stregoneria o di magia, ma per
obbligarli a confessare, tramite la tortura, la loro colpevolezza.
I testi irlandesi e scozzesi
ci presentano un mondo popolato di esseri sopranaturali, folletti,
spiritelli, demonietti, geni, fate e via dicendo, a contatto con
gli umani sul loro territorio e che viaggiano da un mondo
all'altro. La credenza di altre forme di vita, spiriti, fantasmi e
morti che ritornano, si é trasmessa tramite leggende e con le
tradizioni raccontate, radicate con più evidenza nei popoli di
tradizioni celtiche. |
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Più tardi, quando gli Europei
hanno scoperto e sono sbarcati in America, hanno portato con loro
le tradizioni, i costumi e tutte le loro leggende.
Nel XVII secolo, il processo
di Salem ha dimostrato che i puritani e i contadini americani
hanno anche loro subito le paure e il terrore ispirato dalle
streghe.
Nel XIX secolo, l'arrivo in
massa di Irlandesi e Scozzesi, scacciati dalla fame, dalla
repressione sociale e religiosa, hanno arricchito il folclore
della giovane America, portando con loro i costumi dell'Halloween
con tutte le loro credenze. Ancora oggi, l'Halloween é
commemorata alla stessa data della Samuin. Questa festa si svolge
alla sera e durante la notte, con il favore dell'oscurità. Come
già accennato, segna la fine di un ciclo agrario; e nei Paesi
dove l'inverno e rigido e precoce, prima del 1 novembre si
eseguono lavori preparatori per affrontare il freddo. Si puliscono
i terreni, si eseguono lavori di manutenzione alle case, si dotano
le auto di pneumatici antineve, si rifornisce il focolaio di legna
da ardere, ed anche
lo spazzacamino deve aver terminato il suo lavoro annuale. |
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L'Halloween segna l'entrata nella stagione invernale.
Questa festa rimane come in antico, una pratica mascherata e
travestita. Si utilizzano ancora le zucche-lanterna ed altri
segnali luminosi per indicare ai bambini che percorrono le vie
cittadine, le case dove un "festino" é servito. Di
questa tradizione rimane solo il lato goloserie.
All'azione di circolare di
casa in casa per "mendicare" le derrate, non si collega
più il significato profondo di quell'antica celebrazione che si
é persa nel tempo. La gente che festeggia l'Halloween non fa più
alcun riferimento al rispetto medioevale che si portava ai
defunti, perché oggi il rito religioso lo ha separato dai riti
profani. |
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Oggi é diventata una festa, una carnevalata di corta
durata. Le mamme fanno a gara come meglio travestire i loro
piccoli. Chi in streghe, chi in strani fantasmi, chi in orribili
animali della notte, ed a gruppi di tre o quattro bambini,
accompagnati da un genitore, percorrono le vie circostanti la loro
residenza e suonano a tutte le porte dei vicini per ricevere un
piccolo dono, quasi sempre in ghiottonerie, per farli esultare
felici.
L'Unicef, approfitta della
grande popolarità della questua dell'Halloween per far
partecipare i bambini alla sua opera di carità. Ogni anno, gli
alunni delle scuole elementari, ricevono un piccolo salvadanaio di
cartone, nel quale introducono la raccolta in moneta che la gente
offre nel medesimo istante che le ghiottonerie. |
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Il concetto propriamente detto di comunicazione e di
apertura entro i due regni, quello dei morti e quello dei vivi,
non esiste più. Rimane solo un alone di mistero che avvolge
questa notte dell'Halloween, alimentato dalla narrazione epica e
dal folclore. Ciò che si conserva sono i personaggi associati a
questa celebrazione.
La strega, nero personaggio
caricaturizzato sino a diventare inoffensivo, veste di nero, porta
un cappello a punta ed é armata di scopa che si mette tra le
gambe per spostarsi da un luogo all'altro. Sono quasi sempre
attorniate di diavoletti che fanno parte degli esseri
sopranaturali. Le streghe sono dotate di potere magico e di
intenzioni malefiche. Non hanno più grande influenza nella
credenza realistica attuale, non ispirano più paura
nell'immaginazione collettiva moderna. |
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Gli animali della notte, della morte e delle disgrazie, sono il
gatto nero, il pipistrello e il corvo. Questi animali accompagnano
le streghe durante la loro metamorfosi. La credenza popolare vuole
che il gatto nero porti disgrazia; che il pipistrello attacchi le
persone i cui capelli riflettono i raggi della luna; che il corvo,
animale sacro per i Celti quale messaggero degli Dei presso gli
uomini, é trattato, nelle favole e nelle leggende, come l'uccello
del cattivo augurio.
Gli spettri, sono gli spiriti
che appargono ai mortali sotto il loro antico aspetto fisico. Non
sono incarnati e nei racconti ce li presentano spesso come dei
corpi di luce o di aspetto biancastro. Da qui sono nati i fantasmi
e l'idea del lenzuolo bianco con due buchi per occhi, deriva
piuttosto da una facile maniera di travestimento che da una
descrizione precisa. |
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Gli
scheletri, in tutti i tempi hanno rappresentato la morte o i
morti, ed é quindi normale vedere queste figure tra i differenti
personaggi dell'Halloween antica e moderna.
La
zucca-lanterna, non era altro che una normale zucca svuotata e
scolpita. In effetti una zucca-lanterna illuminata dall'interno
con una candela o con una lampadina elettrica e posta sulla soglia
della porta d'entrata o alla finestra, diviene un segnale capito
da tutti. Alle case così illuminate vanno a bussare i bambini
mascherati per ricevere le regalie e collettare per l'Unicef.
Le maschere rappresentano il
travestimento che i Celti usavano fare per non farsi riconoscere
la notte del Samhuin, dai cattivi spiriti. Nascondevano la loro
identità cambiando d'abito, si tingevano la faccia con della
fulligine, del carbone, con la creta o con la farina. Un uomo
poteva vestirsi da donna e viceversa. |
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I travestimenti moderni rappresentano personaggi
tradizionali come la strega, il gatto nero, il pipistrello, eroi
classici, personaggi politici, e gli attori degli ultimi
avvenimenti sociali. Non c'é più alcuna intenzione che quella di
travestirsi per alcune ore e passare una serata diversa, tutto
sommato divertirsi.
Alcuni escogitano sotterfugi
per importunare il vicino con suoni o rumori insoliti, altri
imbrattano le mura esterne della casa, o ancora cambiano il colore
alla pelle degli animali. La varietà ed il livello di malizia di
questi tiri mancini non ha limite, dipende dall'immaginazione del
loro autore.
Se durante la notte del
Samhuin i Celti consultavano i Druidi per conoscere cosa gli
riservava il nuovo anno, col passare del tempo, da generazione in
generazione, questa sete di conoscere l'avvenire a finito per
trasformarsi in un gioco. Molte pratiche divinatorie o giochi di
società, si fanno per svelare il nome o il volto di un
pretendente, di una futura sposa, o a predire il futuro di una
persona (celibato, matrimonio o sacerdozio). |
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Gli Irlandesi si fidavano al gioco delle tre tazze, sotto
le quali veniva nascosto un anello (matrimonio) , un messale
(sacerdozio) e nella terza un bottone (celibato), se aggiungevano
la quarta con della terra annunziava un decesso. Ad occhi bendati a turno i
partecipanti dovevano scegliere una tazza. Queste
pratiche o giochi divinatori un tempo molto considerati, sono
diventati oggi piuttosto dei diversivi mondani che delle credenze
reali.
Il girovagare per la raccolta
di dolciumi da parte dei giovani, una spassosa mascherata per gli
adulti, l'Halloween é diventata oggi una festa buffonesca dove
alla base vige la gioia ed il divertimento. |
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Giovanni RUGGERI
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