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Molti mi chiedono quali sono le mie origini, altri mi tacciano amichevolmente di polentone, invece sono semplicemente un lunigianese. La
Lunigiana é una regione storica della Toscana (provincia di
Massa-Carrara) e della Liguria (provincia di La Spezia), che trasse il
nome dalla citta di Luni, antica città etrusca, dal latino "luna",
la "terra della
luna". Luni,
colonia romana sin dal II secolo a. C. ebbe un porto marittimo
importante, forse sulla foce della Magra. Centro di un vasto
territorio, noto per la produzione dei vini e per l’industria dei
marmi, ebbe floridi commerci. Nel
V secolo fu saccheggiata dai Vandali, poi venne invasa dai Longobardi
di Rotari, dai Saraceni e dai Normanni ed ancora dai Saraceni. Da
allora la sua decadenza fu rapida e già ai tempi di Dante, la
romanica Luni non era che un ricordo. L'antica sede vescovile, fu
trasferita a Sarzana. Di Luni ci restano le rovine della cattedrale,
dell'anfiteatro e materiale vario proveniente dagli scavi archeologici
conservati nei musei di Firenze e di La Spezia. La Lunigiana comprende il bacino del fiume Magra con i suoi risonanti affluenti, caratterizza una delle più belle terre d'Italia, incastonata come una gemma verde, fra il poderoso Appennino e le svettanti Alpi Apuane. Il suolo prevalentemente montuoso, supera in più punti i 1.800 metri; per un quarto é a castagneti, centro di raccolta dei migliori funghi porcini del mondo; nel fondovalle si coltivano viti, olivi, cereali, é largamente praticato (almeno lo era), l'allevamento del bestiame (bovini ed ovini). La regione assunse il nome di Lunigiana nel secolo XII e costituì una forte marca (circoscrizione politico-militare a difesa del confine che aveva a capo un margravio [dal tedesco markgrafl, in latino marchio e in italiano marchese, donde il nome di marchesato), in cui predominò il Vescovo di Luni fino al secolo XIV. Vi si avvicendarono poi Genovesi, Lucchesi, Pisani, Fiorentini, Parmigiani e Milanesi. Già inserita da Napoleone Buonaparte nel 1797 nella Repubblica Cisalpina, la Lunigiana nel 1802 fece parte della Repubblica Italiana che comprendeva la Lombardia austriaca (dalla Sesia all'Adige), la Valtellina, parte dello Stato della Chiesa (Legazioni e Romagna) e il Ducato di Modena con uno sbocco sul mar Ligure nelle vicinanze dell'antica Luni. Dopo il Congresso di Vienna, 1814-1815, che diede un nuovo assetto all'Europa sconvolta dalle guerre napoleoniche, la Lunigiana fu ripartita fra il Regno di Sardegna e i Ducati di Modena e di Parma. Della
Lunigiana, il suo centro storico principale é Pontremoli, ed i comuni
che la compongono sono Aulla, Bagnone, Casola, Comano, Fivizzano,
Filattiera, Fosdinovo, Licciana Nardi, Mulazzo, Tresana, Villafranca e
Zeri. In antico anche Castelnuovo Magra, Sarzana e Santo Stefano
Magra, che oggi fanno parte della regione Liguria con gli altri Comuni
della provincia di La Spezia anch'essi in Lunigiana antica. La
Lunigiana geograficamente,con i confini attuali, quelli tracciati
sulla carta senza tener conto dei valori storici, é annessa nella
maggior parte alla regione Toscana, e la zona del Sarzanese con
l'antica Luni alla regione Liguria. Naturalmente escludo oggi dalla
Lunigiana i Capoluoghi di provincia di Massa e di Carrara, e tutta la
zona littoranea, che
considero regione Apuana. La Lunigiana é terra di grandi tradizioni storiche e culturali, poco conosciute e spesso dimenticate, specie dalla Regione Toscana che ci snobba. Un recente movimento separatista, chiede sia riconosciuta questa valle e sia concessa l'autonomia economico-amministrativa con la creazione della Regione LUNEZIA (nome che stà per Alta Lunigiana). La Lunigiana, che deriva il proprio nome dall'etrusca e romana Luni, deve essere annoverata fra le Regioni che hanno determinato il corso della storia d'Italia. I suoi castelli, un centinaio, Obertenghi e Malaspiniani, in alcuni dei quali fu ospite Dante Alighieri; le più suggestive traccie di questa grande civiltà testimoniano quanto essa sia degna di essere conosciuta e meriti di essere amata. I castelli sono infatti una delle tante vie che conducono alla ricerca ed alla conoscenza di una terra nobile per tradizioni, dignitosa e generosa per semplicità e disponibilità. Il
castello é in Lunigiana parte integrante del paesaggio.
La “Terra
della Luna”, questo luogo per molti aspetti magico e misterioso
anche nelle sue valli più isolate e nei luoghi più remoti, guarda al
castello come ad un punto di riferimento sicuro, ad una rassicurante
protezione. Ogni castello ha tuttavia un suo particolare fascino, una
sua storia, le sue leggende che queste pietre consumate dal tempo non
si stancano di raccontare ad ogni visitatore.Con le grandi migrazioni
etniche, con il passaggio degli eserciti, con le carovane dei
mercanti, sono passate in Lunigiana anche le idee, le arti, gli usi e
i costumi. Il
fenomeno delle statue stele dimostra, al di là del significato ancora
misterioso di questi menhir,
la persistenza di una cultura durata millenni e tuttavia influenzata
nelle sue espressioni da quella delle popolazioni con cui é entrata
volta a volta in contatto. La stessa capacità di assimilazione e di
integrazione nella cultura locale di elementi venuti dall'estero é
dimostrata dalla grande proliferazione delle Pievi, che crescono sui
luoghi degli antichi culti pagani e che portano spesso nel corpo
stesso della loro costruzione i simboli di credenze antiche e
fortemente radicate nella cultura locale. A
Bagnone il Prof. Loris Jacopo Bononi ha restaurato un decadente
castello, quello di Castiglione del Terziere, nella determinazione di
destinare l'antico palatio di
residentia alla funzione civile e moderna di contenitore
documentario, aperto per la secolare cultura di Lunigiana, da
inserirsi nel panorama culturale europeo. L'archivio e la biblioteca
rivestono una notevole importanza per la storia di Lunigiana e per la
letteratura italiana. Una
buona attrezzatura ricettiva ed un'ottima cucina tipica allietano il
soggiorno dell'ospite, sempre amorevolmente curato. Il centro
culinario della Lunigiana é Bagnone e dintorni, con i soi ristoranti
di vera cucina puramente locale e genuina. Una quarantina di ricette, tramandate da madre a figlia, fanno parte di un prezioso patrimonio che non può andare perduto, perché il buongustaio le apprezza, le assapora, e le pubblicizza. Come non organizzare un pranzetto a base di testaruoli o di lasagne bastarde, come primo piatto; seguito da agnello cotto nei testi, o da capra con polenta; barbotta e torta di erbe; una fetta di torta di mandorle oppure una fetta di spongata pontremolese; il tutto annaffiato di buon vino sangiovese nostrano. Non
posso terminare senza aver parlato degli insaccati locali, culatelli,
spalle, coppe, pancette, salami, mortadelle e salsicce..... e che dire
dei formaggi di mucca e di pecora, rari
ma ancora disponibili per i più esigenti. Questa
é la mia terra, questa é la Lunigiana con la mia Bagnone, nella sua
costumata umiltà, ma con tanto fascino e con tanto amore.
RUGgGIO |
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