Aggiornato il 10-02-2008
 

 

 
 

La famiglia Raffaelli, dal secolo XVº in poi dimorò a Bagnone, ivi trasmigrata da Faie,

località del Piacentino. Il cognome gentilizio deriva da certo Raffaello, notaio, figlio di Giovanni Antonio da Faie, speziale, assai noto per sue cronache di alto interesse storico locale.  Sorvolando i secoli, eccoci all’ottocento, in cui l’avvocato Francesco Raffaelli, figlio di Giovanni e di una marchesa Tàccoli Anna, della Spezia, costituisce la sua numerosa famiglia, imparentandosi coi marchesi Tàcoli di Modena, nell’anno 1863. Nel periodo più difficile del Risorgimento italiano dal 1848 in poi, il Raffaelli, molto stimato come professionista, partecipò anche alla vita politica, meritando cariche e onorificenze dai Duchi di Parma e poi dal Governo d’Italia.  

La numerosa famiglia di Francesco : la figlia Pia, che porterà i nobili sensi della sua Casa nel ramo gentilizio dei Bellegotti, quale degna sposa del colto e studioso Prof. Lanfranco, autore di scritti storico-letterari pregevolissimi. 

Il fratello ingegner Paolo professionista di alto merito, sindaco di Bagnone nel periodo post bellico, anni 1917-1923 e tanto affezionato  al suo Barnabita, come 

dimostra una costante corrispondenza epistolare di molti anni.  

Seguono nel gruppo dei fratelli: Filippo, professore e cultore di lingue orientali;  Giovanni, docente di Clinica Pediatrica nella R. Università di Milano e Medico Primario nell’Ospedale Maggiore di Bergamo, nonché scopritore di efficacissima cura della paralisi infantile, onde ebbe speciale premio dall’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere.  

Coronava la prole Carlo, batezzato con i nomi di Carlo, Giuseppe Giovanni e Antonio Maria, che diverrà Padre Barnabita. 

Numerosa anche la schiera dei nipoti e pronipoti che si sono persi da Bagnone e che oramai estendono una tradizione di onore e di rettitudine sia negli studi che negli impieghi.  

 
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Paolo Raffaelli (Bagnone 1873 - ivi 1943)
Paolo Giuseppe Antonio Ernesto Andrea Raffaelli, figlio dell'avvocato Francesco e della marchesa Annetta Tàccoli di Modena, nacque a Bagnone il 14 gennaio 1873. Ultimati gli studi di ingegneria presso il Politecnico di Torino, si è laureato con la specializzazione in elettricità. Da giovane, come primo impiego fu nominato segretario dell'agenzia della Cassa di Risparmio di Firenze di Bagnone. Progettò la costruzione della prima centrale idroelettrica che permise di estendere l'illuminazione anche alle frazioni del territorio comunale. 

La sua passione per la fotografia ci ha consegnato circa 330 daggherotipi, che documentano in prevalenza l'ambiente della Lunigiana storica del primo ventennio del secolo XX, del quale è così possibile documentare l'ambiente naturale, le caratteristiche rurali del territorio, l'organizzazione contadina poderile e in generale eventi e ricorrenze in particolare della comunità bagnonese. 

Il suo interesse per l'architettura e la storia del territorio è testimoniata da una ricerca puntuale sui castelli di Lunigiana, e non mancano testimonianze degli eventi più significativi dell'epoca, compreso l'avvento della linea ferroviaria nel fondovalle, che ha cambiato il modo di vivere delle comunità lunigianesi. 

Sindaco di Bagnone dal 1917 al 1923. Morì a Bagnone il 14 settembre 1943. Disse di lui il senatore Giuseppe Micheli in un passo scritto in sua memoria nel 1943 “Egli raccolse le antiche memorie, percorse i più lontani villaggi, s'inerpicò per i sentieri più aspri, e quante volte io non lo trovai anche solo mentre percorreva i più alti greppi del nostro crinale appenninico per riprodurre colla fotografia i luoghi più ascosi ed i panorami più incantevoli.

In tanti anni egli ha messo insieme la più bella collezione di fotografie del genere che io conosca, meraviglioso documentario delle sue valli, il quale riuscirà tanto più pregevole ora in cui tante naturali bellezze vengono scomparendo per gli esagerati tagli dei boschi, ch'egli vedeva con grande rammarico scomparire, senza neppure elevare una parola di protesta. Egli era innamorato delle sue terre, delle sue selve e dei digradanti castagneti che rendono così incantevoli le valli del Bagnone”.

Archivio fotografico Raffaelli.
L'Archivio Fotografico Raffaelli è costituito da 318 daggherotipi, digitalizzati per l'Archivio Museo della Memoria di Bagnone. Ogni immagine digitalizzata è stata corredata da scheda descrittiva.

Io rugggio, interessato a tutto ciò che è di Bagnone, nel vedere pubblicato un tale scempio, ha deciso di ritrattare il tutto e di dare alle foto una più chiara leggibilità.

Certo che sarò biasimato, ed incurante di tutto ciò, ho proceduto nell'interesse dei lettori che potranno meglio valutare il lavoro di Paolo Raffaelli, il quale non ha certamente creduto che i suoi vetrini finissero mal conservati e quasi illeggibili; ed anche le schede descrittive a volte non rispettanti il vero. 

 
Pubblicato il 06-02-2008