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Aggiornato il 05-02-2008 VAI GIÙ

Note storiche a cura di RUGgGIO - 2003

Il nostro Paese, la Penisola Italiana, se così la si poteva chiamare, in seguito ai trattati di Vienna del 1815 e dopo i moti del 1831, che nulla avevano fatto cambiare, rimaneva divisa in otto Stati: il Regno Sardo-Piemontese con la Liguria, sotto la dinastia dei Savoia; il territorio Lombardo-Veneto, controllato dall'Austria imperiale; il Ducato di Modena e Reggio con il Principe Francesco IV, Estense/Lorena; il Ducato di Parma e Piacenza con la Duchessa Maria Luigia,

figlia dell'Imperatore d'Austria e vedova di Napoleone Bonaparte; il Granducato di Toscana sotto Leopoldo II di Lorena e nipote dell'Imperatore d'Austria; il Principato di Lucca retto dai Borboni sino alla morte di Maria Luigia che poi passerà a Parma, mentre Lucca andrà al Granduca; lo Stato della Chiesa, Emilia, Romagna, Marche, Umbria e Lazio; il Regno delle Due Sicilie, sotto la dinastia dei Borboni di Napoli, legati all'Austria.

I moti del 1831, avevano contaggiato solo lo Stato della Chiesa e i due piccoli Ducati, quello di Modena e quello di Parma.

Nel periodo del Risorgimento, dal 1830 al 1860, la storia politica di Bagnone, che segue quella d'Italia, non è chiara alla mente di tutti. Come mostra la cartina, la Lunigiana é al centyro di una zona complicata.

Rifacendosi alle notizie storiche che ho trovato nella mia ricerca, posso affermare che anche a Bagnone ci sono stati moti insurrezionali che hanno trovato i loro adepti tra i cittadini più abienti, che hanno dato il loro apporto politico ed amministrativo nella gestione della cosa pubblica. 

L'amministrazione comunale si è trovata in questi anni a subire i volubili cambiamenti del momento; gente che ha assaporato momenti di gloria e di comando e che non si rassegnava al declassamento; anche a Bagnone in pochi anni si sono alternati sindaci a podestà ed ancora sindaci.....  

La repressione falciò molti uomini, alcuni finirono in galera, altri esuli all'estero. Gente che aveva conquistato i galloni sotto la Repubblica Cisalpina, nelle file delle bandiere napoleoniche, al comando di truppe e polizie, o con incarichi giudiziari di una certa importanza, si sono trovati improvvisamente fuori dal gioco con tante energie e illusioni in meno.

Questo andirivieni di comandi e di decisioni, provocherà instabilità anche nei piccoli centri. Si legge nel "libro nero" che la popolazione era stanca di subire e che le decisioni venivano prese a volte anche in contrasto con chi doveva eseguirle. I territori di Lunigiana venivano troppo spesso aggregati or a questo or a quel ducato o repubblica o stato.

I feudi di Bagnone, di Castiglione del Terziere e quello di Corlaga, rimasero a far parte della Signoria medicea prima, al Ducato di Firenze poi e in fine al Granducato di Toscana fino al 1796, anno in cui fu da Napoleone, inizialmente unito alla Repubblica Ligure, ma in seguito incluso sempre da Napoleone nel Dipartimento degli Appennini. Al territorio di Bagnone comprendeva, in questo periodo storico, anche il Feudo Malaspiniano di Treschietto, con le frazioni di Vico e Iera, che era 

stato assegnato a Francesco IV, duca di Modena, a sua volta Arciduca austriaco. Dal 1796 al 1844, ci sono cinquant'anni bui, dove è importante fare chiarezza. É in questo periodo che sorge la Comunità di Bagnone.

Alla Restaurazione, nel 1844 venne firmato un accordo tra Firenze, Lucca, Modena e Parma che permetteva, alla morte di Maria Luigia di Parma di costituire la Provincia di Lunigiana Parmense con: Pontremoli (capoluogo) e con Zeri, Mulazzo, Villafranca, Bagnone, Filattiera e Treschietto

Conseguentemente tutto il territorio bagnonese, compreso quello di Treschietto che da quel momento cessò di formare Comune in quanto aggregato a quello già esistente di Bagnone, passò nel 1847, dal dominio Toscano a quello del Ducato di Parma, al quale rimase fino al 1859.  

Il quaderno del Dott. Ugo Pagni, tratta avvenimenti, fatterelli ed opinioni di questo periodo; sono notizie sconosciute durante il Governo Ducale Parmense, diretto da Pietro Bianchi Podestà sino al 1856, e da tre Sindaci: Lorenzo Bianchi Sindaco sino al 1858 , Francesco Raffaelli Sindaco sino al 1860 annessione all'Italia e da Capirossi, primo Sindaco dell'Unità d'Italia, sino al termine del quaderno, 1861.

A seguito della seconda guerra di indipendenza, nel  mese di Marzo 1860 il territorio di Bagnone venne incorporato nel nuovo Regno d’Italia sullo scetro di Vittorio Emanuele II.

Dopo l’Unità d’Italia, Bagnone fu compreso nella Provincia di Massa-Carrara e raggiunse nel 1894, con l’annessione della frazione di Orturano e del suo territorio, l’attuale estensione di 73,79 Kmq., circa 7.400 ha di superficie.

E-mail Pubblicato il 23 ottobre 2003 TORNA SU