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Il
nostro Paese, la Penisola Italiana, se così la si poteva
chiamare, in seguito ai trattati di Vienna del 1815 e dopo i moti del
1831, che nulla avevano fatto cambiare, rimaneva divisa in otto Stati:
il Regno Sardo-Piemontese con la Liguria, sotto la dinastia dei
Savoia; il territorio Lombardo-Veneto, controllato
dall'Austria imperiale; il Ducato di Modena e Reggio con il
Principe Francesco IV,
Estense/Lorena; il Ducato di Parma e Piacenza con la Duchessa Maria
Luigia, |
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figlia dell'Imperatore d'Austria e vedova di Napoleone
Bonaparte; il Granducato di Toscana sotto Leopoldo II di Lorena e
nipote dell'Imperatore d'Austria; il Principato di Lucca retto
dai Borboni sino alla morte di Maria Luigia che poi passerà a Parma,
mentre Lucca andrà al Granduca; lo Stato della Chiesa, Emilia,
Romagna, Marche, Umbria e Lazio; il Regno delle Due Sicilie,
sotto la dinastia dei Borboni di Napoli, legati all'Austria. I
moti del 1831, avevano contaggiato solo lo Stato della Chiesa e
i due piccoli Ducati, quello di Modena e quello di Parma. Nel
periodo del Risorgimento, dal 1830 al 1860, la storia politica
di Bagnone, che segue quella d'Italia, non è chiara alla mente
di tutti. Come mostra la cartina, la Lunigiana é al centyro di
una zona complicata. Rifacendosi
alle notizie storiche che ho trovato nella mia ricerca, posso
affermare che anche a Bagnone ci sono stati moti insurrezionali
che hanno trovato i loro adepti tra i cittadini più
abienti,
che hanno dato il loro
apporto politico ed amministrativo nella gestione della cosa pubblica. |
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L'amministrazione comunale si è trovata in questi anni a subire i
volubili cambiamenti del momento; gente che ha assaporato momenti di
gloria e di comando e che non si rassegnava al declassamento; anche a
Bagnone in pochi anni si sono alternati sindaci a podestà ed ancora
sindaci.....
La
repressione falciò molti uomini, alcuni finirono in galera, altri esuli
all'estero. Gente che aveva conquistato i galloni sotto la Repubblica
Cisalpina, nelle file delle bandiere napoleoniche, al comando di truppe
e polizie, o con incarichi giudiziari di una certa importanza, si sono
trovati improvvisamente fuori dal gioco con tante energie e illusioni in
meno.
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Questo
andirivieni di comandi e di decisioni, provocherà instabilità anche
nei piccoli centri. Si legge nel "libro nero" che la
popolazione era stanca di subire e che le decisioni venivano prese a
volte anche in contrasto con chi doveva eseguirle. I territori di
Lunigiana venivano troppo spesso aggregati or a questo or a quel ducato
o repubblica o stato.
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I
feudi di Bagnone, di Castiglione
del Terziere e quello di Corlaga, rimasero a far parte della Signoria
medicea prima, al Ducato di Firenze poi e in fine al Granducato di
Toscana fino al 1796, anno in cui fu da Napoleone, inizialmente unito alla
Repubblica Ligure, ma in seguito incluso sempre da Napoleone nel
Dipartimento degli Appennini. Al
territorio di Bagnone comprendeva, in questo periodo storico, anche il Feudo Malaspiniano di
Treschietto, con le frazioni di Vico e Iera, che era
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stato assegnato a
Francesco IV, duca di Modena, a sua volta Arciduca austriaco. Dal
1796 al 1844, ci sono cinquant'anni bui, dove è importante fare
chiarezza. É in questo periodo che sorge la Comunità di Bagnone.
Alla
Restaurazione, nel 1844 venne firmato un accordo tra Firenze,
Lucca, Modena e Parma che permetteva, alla morte di Maria Luigia di
Parma di costituire la Provincia di Lunigiana Parmense con: Pontremoli
(capoluogo) e con Zeri, Mulazzo, Villafranca,
Bagnone, Filattiera
e Treschietto.
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Conseguentemente tutto il territorio bagnonese,
compreso quello di Treschietto che da quel momento cessò di formare
Comune in quanto aggregato a quello già esistente di Bagnone, passò nel
1847, dal dominio Toscano a quello del Ducato di Parma, al quale
rimase fino al 1859.
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Il
quaderno del Dott. Ugo Pagni, tratta avvenimenti, fatterelli ed opinioni
di questo periodo; sono notizie sconosciute durante il Governo Ducale
Parmense, diretto da Pietro Bianchi
Podestà sino al 1856, e da tre Sindaci: Lorenzo Bianchi Sindaco sino al 1858 , Francesco
Raffaelli Sindaco sino al 1860 annessione all'Italia e da Capirossi,
primo Sindaco dell'Unità d'Italia, sino
al termine del quaderno, 1861.
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A
seguito della seconda guerra di indipendenza, nel mese di Marzo
1860 il territorio di Bagnone venne incorporato nel nuovo Regno
d’Italia sullo scetro di Vittorio Emanuele II.
Dopo
l’Unità d’Italia, Bagnone fu compreso nella Provincia di
Massa-Carrara e raggiunse nel 1894, con l’annessione della frazione di
Orturano e del suo territorio, l’attuale estensione di 73,79 Kmq., circa
7.400 ha di
superficie.
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