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I Primi popoli
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Aver
abitato una vita nel Québec e non parlare della sua popolazione
mi sembra di essere irriconoscente nei confronti di chi ci ha
ospitato ed accettato.
Il
fare questa ricerca è come ritornare sui banchi di scuola e
imparare la vera storia di questo Continente.
Al
termine dell'era glaciale alcune tribù mongole attraversarono le
stretto di Bering e si stanziarono lungo tutto il continente
americano. Nel 1600, più di 250.000 discendenti di tali
popolazioni occupavano l'attuale territorio canadese. Il gruppo più
numeroso era quello degli ALGONCHINI, che comprendeva diverse tribù
di cacciatori nomadi come i Cree, i Naskapi, gli Abenaki e i
Micmac.
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Le
popolazioni appartenenti al gruppo linguistico irochese (gli
Huroni e gli Irochesi), che conducevano per lo più vita
sedentaria e praticavano l'agricoltura, avevano costituito
un'organizzazione tribale molto sviluppata nella valle del San
Lorenzo e nella regione dei laghi Ontario ed Erie.
La storia degli
Amerindiani Canadesi non è la stessa storia di quella degli USA,
queste popolazioni sono di origine nordica, arrivano dall'Alaska,
sono la maggior parte nomadi, seguono gli spostamenti degli
animali dei quali hanno bisogno per sopravvivere. Superano i
rigori del freddo invernale che qui è lungo sei mesi vivendo
negli "igloo" e nelle "wigwams" costruite con le pelli delle alci.
Piccoli
e isolati gruppi di Inuit praticavano la caccia alla foca e al
caribù, che fornivano riserve alimentari in grado di consentire
la sopravvivenza nelle rigide condizioni ambientali dell'Artico.
Non
sono belligeranti, anzi diventano subito amici degli Europei e
commerciano con loro le pellicce in cambio di generi vari
d'alimentazione, attrezzi oltre che alle armi per la caccia. |
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Devo subito
a precisare che i raggruppamenti di indiani si chiamano:
"nazioni".
Le
classiche abitazioni dove si rifugiano si chiamano
"wigwams" possono sovente alloggiare qualche famiglia.
La
loro alimentazione deriva dalla caccia e dalla pesca, oltre a
verdure e frutti selvatici. Gli animali più cacciati per la loro
carne sono: l'alce, il capriolo, il caribou, l'orso, il
castoro, il porcospino, la lepre, la pernice; quelli pescati:
l'anguilla, la trota, il salmone.
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Queste
popolazioni si fabbricavano i loro vestiari usando le pelli di
animali come il capriolo, l'alce, la lepre e tutti gli
animali da pelliccia. D'inverno l'uomo si calzava di
"mitasse" senza piede per proteggersi le gambe,
ai piedi dei mocassini e alle mani dei guanti. |
Sono
assai religiosi, il loro Dio è "Manitou"; per loro
tutto, oggetti e animali hanno uno spirito e un potere, credevano
in un ordine cosmico basato sull'esistenza di forze spirituali che
avevano origine da eventi naturali.
All'origine
i figli non avevano un'educazione scolastica, imparavano guardando
e seguendo i consigli dei loro genitori; all'età di dieci anni
avranno un'educazione più avanzata e andranno a caccia con gli
adulti.
Le femmine le "scuaws" invece seguono la madre e imparano da lei a
costodire la famiglia e a fabbricare indumenti ed oggetti vari.
In
gruppo si divertono danzando, cantando e raccontando storie e
leggende. Praticano sports e giochi di destrezza. Sono degli
ottimi cavalerizzi e conduttori di slitte trainate da cani. |
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Dopo
questo preambolo generale, anche il disegno d'epoca
riprodotto a fianco serve ad illustrare le caratteristiche
di queste nazioni.
Gli
Ameridiani del Québec risiedono nelle riserve, negli
insediamenti o in terre convenzionate. Pertanto, anche se
sono iscritti come membri di una banda, non abitano tutti in
questi tipi di agglomerazioni.
Nel Quèbec tre quarti dei
72.000 iscritti abitano e |

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vivono in zona urbana e si sono
integrati pur conservando il dirfitto di essere membro. Altri
10 000 di loro invece vivono nei villaggi nordici situati lungo la
baia d'Ungava, e lo stretto e la baia di Hudson.
Le
riserve indiane sono delle terre di competenza federale riservate
per l'uso e il beneficio degli Indiani; un consiglio di banda può
adottare delle risoluzioni che possono controllarne l'uso. Il
governo federale amministra le terre delle riserve indiane e da
dei servizi alle comunità che ci risiedono e che ci vivono.
Presso
gli Inuits, il regime è piuttosto di tipo municipale e dipende
interamente dal governo provinciale del Québec.
Le
convenzioni del Nord, accordano ai Cris, agli Inuits e ai Naskapis
dei diritti particolari su vasti territori classificati per
categoria al fine di facilitarne l'amministrazione e di
determinarne i diritti d'uso.
Nel
Québec le terre riservate agli Indiani e agli Inuiti totalizzano
14786 kmq. Oltre 15 000 Indiani senza statuto e dei Meticci
risidenti nel Québec sono ripartiti su diverse agglomerazioni
urbane e rurali. Questi non hanno una organizzazione politica come
un consiglio di banda o un consiglio comunale, si adeguano a quello
della comunità predominante.
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| Convenzionati |
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Non
convenzionati |
Cris
Inuits
Naskapis |
kmq.
"
" |
5551.7
8162.1
326.3 |
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Abénaquis
Algonquins
Attikameks
Hurons-Wendats
Innus o Montagnais
Malécites
Micmacs
Mohawks |
kmq.
"
"
|
6.8
208.0
49.8
1.1
295.1
1.7
41.4
142.5
|
| Totale |
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14040.1 |
|
Totale |
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746.4 |
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Innus o Montagnais |
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Gli
Innus o Montagnais formano la nazione autoctona la più popolata del
Québec. Prima della colonizzazizone, essi occupavano un immenso
territorio che costeggiava la Côte-Nord e il
Saguenay compreso le terre fino all'altezza dell'attuale
Schefferville. I primi contatti con gli europei li ebbero nel XVº
secolo con i balenieri e pescatori di merluzzi che venivano a
pescare lungo le coste dove insediavano accampamenti
temporanei.
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Molto
presto stabilirono delle relazioni con gli europei basate
sul commercio delle pellicce, cosa che fece modificare le
loro abitudini tradizionali che cambiò il loro nomadismo in
quello di cacciatori o "trappeurs", termine |
che
sta per posatori di trappole
per la cattura di animali da pelliccia in America del Nord.
È
questo il periodo che scoprono la farina. Gli europei ne aprofittano
per insediarsi e gli inuiti per sfamarsi.
Nasce quì l'era della
"pre-farina" e della "post-farina". Nel periodo
pre-farina i Montagnais vivevano di prodotti che traevano dalle
abbondanti risorse faunistiche. Utilizzano le pelli e le ossa degli
animali cacciati per confezionarsi vestiti e armi. Nel periodo
pre-farina cambiano le pelli e pellicce contro lo strutto di maiale,
il thé, il burro, la tela e le armi da fuoco.
Il clero si è subito
stabilito in prossimità dei luoghi di scambio per ingrandire la
famiglia cristiana. Nel 1632 i Gesuiti insediano la loro prima
missione presso i Montagnais; verso la fine del XVIIIº secolo la
compagnia della "Baia d'Hudson" sfrutta molti posti di
scambio in territorio montagnais.
Durante
il XIXº secolo lo sfruttamento forestale soppianta quello delle
pellicce; questa nuova attività, unita al popolamento delle valli
del San Lorenzo, espropria ai Montagnais numerosi territori di
caccia. Loro si spostano verso il nord, ma sono ben presto raggiunti
sino al lago Saint-Jean.
È
in questo periodo che nascono i primi villaggi e agli inizi del XXº
secolo iniziano gli sfruttamenti minieri e idroelettrici con la
costruzione di dighe che cambiano il paesaggio naturale con
l'allagamento di immense distese di foreste.
Clubs
privati ottengono privilegi di sfruttamento di immense zone per la
caccia e per la pesca sui fiumi dove risalgono i salmoni,
costringendo i Montagnais ad una vita difficile in mancanza di
risorse che assicuravano la loro sopravvivenza.
Negli
anni 1950 nascono nuovi villaggi; i Montagnais si stabiliscono a
Pakua Shipi, anche se il territorio non aveva lo statuto ufficiale
di riserva indiana. Durante gli ultimi decenni, i Montagnais hanno
recuperato certi territori che erano stati sfruttati da grandi
compagnie private.
Oggi
l'economia delle collettività Montagnais è legata al turismo, alla
pesca del salmone sul loro territorio, ed ottengono dai governi
federale e provinciale una giusta copartecipazione alle risorse
delle quali avevano l'intero godimento, oltre ad un nuovo scambio
dei poteri sul territorio dei loro avi.
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La
nazione degli Innus o Montagnais, che contano 15 170 membri, è la
seconda nazione più popolata del Québec. Sette dei nove villaggi
Innus sono localizzati sulla Côte-Nord, gli altri due sono
nella regione del Lac-Saint-Jean. La maggioranza della
popolazione parla l'innu; la seconda lingua è il francese.
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Le
comunità inuite sono molto diverse le une dalle altre, tanto per la
loro situazione geografica e grandezza come per il loro sviluppo
socio-economico: commerci e inprese, luoghi turistici o santuari di
caccia e pesca tradizionale oppure per la pesca commerciale sui
fiumi a salmoni.
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Innus
e Governo del Québec fanno di tutto per migliorare la situazione
socio-economica della comunità. Negli ultimi cinqant'anni, molti
accordi sono intercorsi con l' Hidro-Québec, compagnia nazionale
dell'energia elettrica, per la realizzazione di importanti progetti
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idroelettrici nella regione della Côte-Nord.
Molti
organismi come l'Istituto culturale e educativo montagnais e il
museo Shaputuan, si adoperano per la diffusione della cultura innue.
Inoltre tutte le comunità innues possiedono una stazione radio
comunitaria collegata alla rete di distribuzione della Società di
comunicazione Atikamekw - Montagnais.
Un'intesa
di principio è stata presa recentemente al fine di ottenere per la
nazione innue il riconoscimento e i diritti atavici e territoriali e
quelli di un diritto all'autonomia governativa.
Gli
antenati diretti degli Inuits hanno iniziato la loro emigrazione
dall'Artico, a partire dall'Alaska, verso l'anno 1000. Bene adattati
alle rudi condizioni del luogo, gli Inuits utilizzano l'arco, le
kayak (canoa) e la slitta trainata dai cani, cacciano la balena, gli
animali marini e il caribou.
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I Malécites
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Circa
750 Malécites vivono sul territorio Québecchese. L'ufficio della
prima nazione Malécites di Viger, la sola banda nel Québec, si
trova a Cacouna, vicino a Rivière-du-Loup. Nel Québec i Malécites
si esprimono in francese e in inglese, ma nel Nuovo-Brunswick e
nello stato del Maine, certi parlano ancora la loro lingua materna,
vivono lungo il fiume Saint-Jean, sono simili ai Ab-naquis e
ai Micmacs e tutti fanno parte della Confederazione Wabanaki.
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I Micmacs
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La
regione della Gaspésie e le provincie marittime costituiscono il
territorio d'origine di 20 000 Micmacs e più. Ci sono tre comunità
di Micmacs in Gaspésie: Listuguj con 3 500 abitanti dei quali 2 875
residenti autoctoni; Gesgapegiag con 530 membri su una popolazione
residente di 1 160 anime; Gespeg, nella quale 500 Micmacs vivono in
stretto rapporto con gli altri cittadini della regione.
La
lingua micmacs è insegnata a scuola, ed è ancora parlata nelle
comunità di Listuguj e di Gesgapegiag. La maggiorparte dei Micmacs
della Gaspésie parlano il francese, mentre la lingua seconda delle
altre due bande é l'inglese.
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L'originalità
della cultura micmacs sta nell'adattamento alle attività legate
alla vita marittime. Anche prima dell'arrivo degli europei, i
Micmacs costruivano imbarcazioni atte alla pesca in alto mare. Alla
fine del XVIIIº secolo la regione della Gaspésie subi una forte
trasformazione socio-economica, molti Micmacs si sono sdattati alle
nuove esigenze diventando boscaioli e operai di fabbrica o della
costruzione.
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Nonostante
tutto, la pesca al salmone fa ancora parte del modo di vivere dei
Micmacs; dal 1982 la comunità autoctona di Listuguj firma delle
intese per la pesca con il governo provinciale del Québec, essa
applica ora un proprio programma di pesca nel rispetto della
conservazione delle risorse ittiche.
Questa comunità ha elaborato
anche un importante programma di sviluppo turistico portando anche
sulla sistemazione d'un Centro d'interpretazione della cultura
micmacs nel vecchio monastero del villaggio.
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I
Micmacs e i Gesgapegiag hanno partecipato alla creazione della
Società per la gestione del fiume Cascapédia, dove il Consiglio
d'Amministrazione è composto da un numero uguale di Autoctoni e di
Alloctoni, che riescono a creare una trentina di posti di lavoro
legati alla pesca del salmone oltre alla esportazione di articoli
artigianali micmacs in America del Nord.
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I Mohawks
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La
nazione Mohawk, che conta oltre 16 000 membri, è la più popolata
delle nazioni autoctone del Québec. La maggior parte di loro vivono
in tre comunità: Kahnawake, Akwesasne et Kanesatake; 2 600 non vi
abitano sono sparsi, la lingua d'uso dei Mohawks è l'inglese,
certi parlano la lingua madre ed altri anche il francese.
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I
Mohawks fanno parte delle nazioni Iroquoises che, prima
dell'arrivo degli Europei formavano la Confederazione delle Cinque
Nazioni. La loro società è matriarcale, le donne trasmettono la
parentela e l'identità del Clan. Ancor oggi la maggior parte
di loro osservano i modi di vivere dei loro avi sia sul piano
religioso che su quello politico e sociale.
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Nel
1649, le Mohawks, alleati delle forze britanniche, soppiantano gli
Hurons che sono i soci commerciali dei Francesi e acquisiscono
nuovi territori di caccia.
Nel
XVIIº secolo i missionari Gesuiti, già installati in Canada,
convertono numerosi Mohawks al cattolicesimo.
Dal
XIXº secolo i Mohawks esercitano dei mestieri richiesti, uno quello
di "pagayeur" nelle imbarcazioni d'epoca per
risalire le rapide del fiume San Lorenzo. Dopo la costruzione del
ponte d'acciaio Vittoria a Montrèal nel 1850, i Mohawks hanno
acquisito una reputazione mondiale come operai specializzati
nell'erezione di strutture di ferro ad altezze vertiginose.
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Localizzati
in prossimità di Montréal, i Mohawks di Kahnawake si sono assunti
l'incarico di gestire la maggior parte delle loro attività
comunitarie. Dal 1984 hanno in intesa con il Québec, hanno
costruito e dirigono un ospedale, il Centro Kateri. La comunità è
dotata di un proprio corpo di Polizia. Le scuole della comunità, la
Survival School, danno un insegnamento impostato sulla cultura e
sulle tradizioni mohawks.
Un'intesa
conclusa nel 1991 con i governi del Québec, dell'Ontario e del
Canada, permette di dotare la comunità mohawk canadese di
infrastrutture essenziali in materia di salute, di servizi sociali,
di sport e divertimenti, d'educazione, di formazione e di
amministrazione della giustizia.
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La
comunità di Kanesatake, vivendo vicina al lago delle Due-Montagne,
è alle prese con un problema territoriale assai particolare. Di
fatto, non solo le terre acquisite dal governo federale a beneficio
dei Mohawks non costituiscono ufficialmente una riserva, ma queste
s'incuneano nelle proprietà dei valligiani e parrocchiani non
autoctoni di Oka. Questa questione territoriale, molto sensibile per
loro, è una delle cause della crisi del 1990 che ancor oggi nuoce
alle relazioni che i Mohawks hanno con gli altri residenti della
regione.
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I Naskapie
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I
membri della nazione Naskapie sono circa 850; esiste un solo
villaggio naskapi nel Québec chiamato Kawawachikamach. È situato a
una quindicina di chilometri a nord di Schefferville ed è lui solo
popolato da 775 Naskapis. Tutti i membri parlano il naskapi e
utilizzano l'inglese come seconda lingua.
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All'arrivo
degli europei, i Naskapis vivevano della caccia al caribou e da
questo animnale traevano il loro cibo, i loro vestiari e gli
attrezzi di lavoro. Costretti a vivere da nomadi, spostandosi
continuamente seguendo la migrazione di questi animali e forti
dell'autosufficienza che questi gli procuravano, sono sempre stati
refrattari all'idea di dedicarsi al commercio delle pelli.
Dal
1893, sono stati decimati da periodi di fame. Ormai si sono
stabiliti a Fort Chimo e vivono dal 1956 con gli Innus di
Matimekosh, vicino a Shefferville, con la speranza di migliorare le
loro condizioni di vita.
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Nel
1978, i Naskapis hanno firmato la Convenzione del Nord-Est
quebecchese, in virtù della quale sono proprietari esclusivi d'un
territorio di 326,3 kmq e dispongono anche di un territorio
esclusivo di caccia, di pesca e di "piégeage" che si
stende su una superficie di 4 144 kmq.
Essendo
questi territori ubicati a Nord del 55º parallelo hanno diritto ad
un seggio in seno al Consiglio d'Amministrazione regionale Kativik.
Il
villaggio di Kawawachicamach è dotato di edifici comunitari ben
equipaggiati; una scuola per l'insegnamento elementare e secondario,
un centro sanitario CLSC equiparato alle ASL, una caserma di
pompieri, una stazione di polizia, un centro commerciale, un centro
ricreativo e una stazione radio di lingua naskapi. I Naskapis hanno
acquistato un celebre Club di caccia e pesca "Tuktu"
situato sulla sponda del fiume George e di due imprese affiliate.
Florido
nella regione é il turismo e non mancano boutiques naskapi di
articoli artigianali e di souvenirs.
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Gli Abénaquis
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Appartenenti
alla grande famiglia algonquine, gli Abénaquis del Québec
vengono dagli stati confinanti del Maine, del New Hampshire e del
Vermont. Nel 1700 si stabiliscono definitivamente a Odanak e a Wôlinak,
sulla riva sud del fiume San Lorenzo nei pressi di Trois-Rivières.
Oggi
oltre 2000 Abénaquis vivono nel Québec dei quali 500 a
Odanak e a Wôlinak. Il francese è la lingua comune per la maggior
parte di loro.
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Dal
1986, gli Abénaquis sono rappresentati dal Garde Consiglio della
nazione Waban-Aki, che rivendica l'allargamento di due villaggi e
l'ottenimento d'un territorio per la caccia e per la pesca. Le varie
attività tradizionali hanno progressivamente ceduto il passo alla
piantagione di vivai di pini e di una "pourvoirie" nella
regione dell' Haute-Mauricie, oltre a numerose piccole e medie
imprese (PME) autoctone o no sostenute dal Carrefour Wôlinak.
Numerose
organizzazioni culturali, come la Società storica d'Odanak, il
gruppo Alnôbaiwi, e il gruppo di danza Mikwôbait si
consacrano alla protezione e alla diffusione della cultura abénaquise.
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Gli Algonquins
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Gli
Algonquins vivono censiti 5 150 in nove comunità situate nell'Outaouais
e nella regione dell' Abitibi-Témiscamingue, altri 3 800 membri
abitano fuori Québec. Nelle comunità la lingua d'uso è l'algonquin
e la seconda lingua può essere o il francese o l'inglese.
Sino
agli inizi del XXº secolo, la maggioranza degli Algonquins
conservavano le loro pratiche religiose dei loro avi e un vivere
nomade che seguiva l'andamento della caccia e della pesca e della
cattura degli animali da pelliccia.
In
seguito aumenta il sedentarismo degli Algonquins ed oggi la
loro attività gravita attorno all'industria forestale, al turismo,
all'artigianato ed ai servizi governamentali che gli Algonquins
generalmente amministrano direttamente.
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Un
Consiglio di Banda scelto tra la popolazione dirige ogni comunità;
due organismi controllano e difendono gli interessi comuni degli
Algonquins: Il Consiglio tribale della nazione algonquina e il
Segretariato della nazione algonquina.
Gli
Algonquins del Lac-Rapide firmano con il governo del Québec
e del Canada un'intesa unica, intenta a preparare un progetto
integrato per il rinnovamento delle risorse: la foresta e la fauna,
nella regione della riserva faunistica La Vérendrye.
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Gli Attikameks
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Circa
5 700 Attikameks fanno parte della famiglia linguistica e
culturale algonquine. L' 85% di loro abitano a Manawan, a Wemotaci e
a Opticiwan, mentre gli altri vivono fuori riserva, principalmente a
La
Tuque, in Haute-Mauricie et nel Lac-Saint-Jean. Tutti parlano attikamek
e utilizzano il francese come seconda lingua.
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Questo
popolo essenzialmente pacifico rischiò di sparire completamente
durante il XVIIº secolo in seguito ad epidemie e agli incessanti
attacchi da parte degli Iroquois allora in piena guerra per le
pellicce.
Nel
XXº secolo la comunità attikamek è sparpagliata a causa dello
sfruttamento intensivo del territorio, unitamente alla costruzione
di segherie per il legname e le reti ferroviarie; la costruzione di
numerose dighe infine, hanno originato
con il loro
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Iroquois
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serbatoio
idrico, l'allagamento delle loro terre.
Tramite
l'organizzazione Attikamekw Sipi, la popolazione delle tre
comunità assicura la gestione dei programmi d'educazione, di
sanità e dei servizi sociali.
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I Cris
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Nella
provincia canadese del Québec, la popolazione Crie raggiunge
i 14 500 individui, abitano nove villaggi situati selle rive della
Baie James e la Baie d'Hudson e all'interno delle terre. La nazione Crie
fa parte della grande famiglia linguistica e culturale
algonquine, la popolazione parla il crie e la maggior parte di loro
come lingua seconda parlano l'inglese.
Originari
delle pianure dell'Ovest canadese, i Cris risiedono nella
regione della Baie-James da sempre. Essi vivono
tradizionalmente in piccoli gruppi nomadi e traggono il loro
sostentamento dalla caccia e dalla pesca. Dalla fine del XVIIº
secolo il commercio delle pellicce costituisce per loro una
attività economica molto importante.
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Nel
XXº secolo, la presenza sempre più forte del governo federale alla
Baie-James, l'introduzione della scuola d'obbligo, la costruzione di
case permanenti e il declino del commercio delle pellicce,
scombussolano il modo di vita dei Cris.
Negli
anni 1970 si sono dotati di una organizzazione politica strutturata,
il Gran Consiglio dei Cris del Québec, con lo scopo
principale quello di difendere i loro diritti che vedono minacciati
dal grandioso progetto idroelettrico della Baie-James.
Nel
1975 firmano con gli Inuits e i Governi del Québec e del Canada, la
Convenzzione della Baie-James e del Nord quebecchese, che gli
assicura la proprietà e l'uso esclusivo del territorio
che copre una superficie di 5 544
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Inuit
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kmq,
i diritti esclusivi di caccia
e di pesca su un territorio di 69 995 kmq e il versamento di una
indennità di 135 milioni di dollari canadesi.
La
convenzione trasforma l'universo dei Cris, perché origina la
creazione di numerosi organismi amministrativi cris e imprese che
contribuiscono al progresso economico della popolazione crie.
L'entrata
in vigore della Convenzione origina numerosi problemi che vengono
risolti con la firma della "Paix des Braves" (Pace dei
Bravi) nel 2002. Quest'ultima intesa intercorsa tra il governo
québecchesi e la nazione crie si stà rivelando essere un modello
d'intesa, perché favorisce una migliore coabitazione tra gli
Autoctoni e gli altri residenti del Québec.
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Gli Huronne-Wendate
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La natione
Huronne-Wendate è una delle nationi autoctone più urbanizzate del
Québec. Un gruppo di 1 275 persone abitano il villaggio di Wendake,
un comune alle porte della città di Québec, e altri 1700 circa
vivono fuori di questa comunità. Gli Huronne-Wendate hanno
adottato il francese come lingua d'uso a detrimento della lingua
huronne, ma un progetto di ricerca è in corso alfine di assicurare
la sopravvivenza di questa lingua e della sua cultura.
Prima
dell'arrivo degli Europei, gli Huronne-Wendate conducevano
una vita sedentaria nei pressi della baia Georgienne nell'Ontario.
Erano dei coltivatori di mais e di tabacco, utilizzando l'eccedenza
per fare scambi con le altre nazioni indiane, quelle dei Grandi
Laghi, della Mauricie, del Saguenay e della Baie d'Hudson.
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Nel
XVIIº secolo delle epidemie fanno sterminio della popolazione huronne-wendate
riducendola di un terzo, poi la maggior parte dei suoi villaggi
cascano nelle mani degli Iroquois. Gli Hurons-Wendats allora, al
seguito delle truppe francesi si rifugiano al nord, nei pressi di
Québec e abitano saltuariamente l'isola di Orléans e a Sillery,
prima di stabilirsi definitivamente a Wendake agli inizi del XVIIIº
secolo.
Oggi
Wendake comprende un settore storico recentemente ristrutturato, un
quartiere residenziale ed una zona industriale.
La Società di
sviluppo economico di Wendake apporta una esperienza
tecnica ad una sessantina di imprese locali
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Hurons
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che danno lavoro non
solo agli Hurons-Wendats, ma anche agli Alloctoni.
Anche
il turismo costituisce un apporto economico considerevole
per questa comunità.
Nel
1990 una sentenza della Corte suprema del Canada riconosce la
validità di un trattato firmato nel 1760 che assicura agli Hurons-Wendats
il libero esercizio dei loro costumi e della loro religione sul
territorio che frequentano.
Nel
1998 il Consiglio della nazione Huronne-Wendate attua una profonda
riforma nel modo di elezione e di rappresentanza dei dirigenti oltre
alle strutture di gestione degli affari della nazione.
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Air Inuit - La
storia
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Gli
anni 1970 rappresentano un periodo importante per la popolazione del
Nuovo Québec; con l'annuncio da parte del Governo del Québec del
grande progetto di sviluppo idroelettrico della Baie James, i
rappresentanti Inuit della Regione, sono stati chiamati a negoziare
i diritti territoriali del loro popolo.
In
questo periodo si è costituita l'Associazione degli Inuiti del Nord
Québec che si è dotata di un aereo "Dehavilland Beaver"
per il trasporto dei negoziatori nelle diverse comunità della
regione, perché gli argomenti in litigio siano tempestivamente
commentati e immediatamente comunicati alla popolazione ed ai
rappresentanti sui tavoli di discussione.
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L'
11 novembre 1975 viene firmata "la Convenzione della Baie James
e del Nord Québec" e la Società Makivik è stata creata per
amministrare i benefici ottenuti a nome degli Inuiti della Regione.
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Nel
1978, è sorta "Air Inuit" a sostituire la Beaver
precedente. Durante l'inverno gli atterraggi e i decollaggi si facevano
su piste ghiacciate, mentre d'estate le piste sono preparate sulla
tundra. Di notte i rari atterraggi si facevano con l'aiuto dei
residenti che avvertiti per tempo si recavano sui bordi della pista con le auto
o con le motonevi coi fari accesi.
Air
Inuit è interamente di proprietà del popolo di Nunavik; senza
nessuna forma di sovvenzione, è autosufficiente e risponde a tutti
i bisogni dei residenti. L'areoporto di Nunavik è oggi dotato di
tutti i requisiti indispensabili per una ottima navigazione aerea.
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Attualmente
oltre alla divisione Hydro-Québec che impiega cinque Convair, Air
Inuit a Nunavik è passata dall'unico aereo Beaver a una flotta
comprendente un Dash 8, quattro HS748s, quattro Twin Otters, due
Single Otters, due Beavers e un Elicottero Astar 350.
Durante
gli ultimi trent'anni Air Inuit è diventata una compagnia che
possiede 13 aerei e un elicottero ed impiega più di 300 persone.
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Risorse – Ministère des Ressources naturelles du Québec.
Localisation des nations autochtones au Québec – Historique
foncier, Québec, le Ministère, 1998.
http://www.autochtones.gouv.qc.ca/relations_autochtones/profils_nations/malecites.htm
http://www.airinuit.com/welcome.htm
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