FINE  DELLE  ACQUE  PROFONDE

INDICE

CAPITOLO XIIº

 

Stavo vivendo un un Paradiso terrestre; anche il lavoro diventava sempre più interessante, stavo facendo esperienza con una nuova realtà, le misure inglesi e la catalogazione dei vari materiali da costruzione con le loro caratteristiche tecniche definite in modo diverso da quello che ero abituato usare e che mi era stato insegnato in Italia. 

I regolamenti e i fattori di sicurezza da applicare nei calcoli statici li ho trovati molto più forti di quelli abituali usati in Italia nella zona sismica di seconda categoria.

Mi fu spiegato che il Fiume San Lorenzo scorre su una falda trans-continentale importante che dalla California arriva alla Groenlandia e che la deriva dei Continenti, teoria del tedesco Alfred Wegener, qui risulta molto importante. Basta guardare la cartina, qui sotto riprodotta, per comprendere la vera situazione del Continente Americano, pressato ad est ed ad ovest da importanti placche in continuo movimento.

 

OCEANO ATLANTICO

1. Placa Nord-americana
2. Placa dei Caraibi
3 Placa Sud-americana

 

 

OCEANO PACIFICO

4. Placa Pacífica
5. Placa Cocos
6. Placa Nazca
7. Placa Antártica

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Già da alcuni anni, evevamo acquistato una casa a Chicoutimi Nord, sulla rue Sainte Marie angolo con il Boulevard Sainte Geneviève. Un bungalow di appena due anni di vita, composto da un salone, cucina, tre camere da letto, bagno e un serminterrato non ancora finito nel quale piano piano ricavai un mio ufficio, una sala famigliare, una cantina per il vino, ed una lavanderia, era rimasto un grande spazio che serviva da ripostiglio. I due piani erano collegati tra loro da una scala interna.  Non avevo il garage, la macchina la posteggiavo a fianco della casa in una apposito spazio di stazionamento scoperto. 

Sono sempre stato un avventuriero; anche questa sistemazione non durò a lungo. Siamo nel 1970 e non vedevo nessuna prospettiva di miglioramento. Dovevo continuare il tan tran di un impiego, per continuare a gioie delle risorse del territorio, oppure cambiare zona e trovare qualche cosa più interessante in altra regione? Ne parlai spesso con mia moglie, ma lei cercava di calmarmi dicendomi che piano piano anche il mio principale avrebbe capito e mi avrebbe aumentato lo stipendio. Per me non era solo una questione di soldi, era anche la voglia di cambiare aria. Questa vita non mi piaceva più, volevo visitare il Canada. 

Durante i quattro anni di residenza nella regione del Saguenay,  io e mia moglie avevamo già fatto alcune puntate esplorative a Québec e a Montrèal, ma siamo sempre tornati senza entusiasmo. Vivere a Montrèal non ci attirava troppo, era una grande città, ci avrebbe costretti a vivere come a Milano. 

Tutto è scritto, io credo al destino, ognuno nasce sotto una determinata stella, e come era già successo a Milano quando siamo venuti in Canada, così sta succedendo a Chicoutimi e ben presto arrivò l'occasione per trasloccare e venire ad abitare a Montrèal.  

La città di Montrèal, dopo l'Esposizione Universale del 1967, che già era equipaggiata di tutte le infrastrutture realizzate per quell'avvenimento, venne scelta per organizzare i Giochi Olimpici da tenersi nel 1976. 

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Il Comitato Organizzzatore rese pubblico il piano d'investimento e l'urgenza di realizzare lo Stadio Olimpico con il Velodromo ed il Villaggio Olimpico ove ospitare gli atleti. 

Ci fu una grande richiesta di tecnici per la progettazione, gli appalti e la realizzazione degli impianti.

Questa notizia rimbombò nel mio cervello che, d'accordo con mia moglie, mi dimisi dal lavoro che avevo, e una volta trovato un alloggio a Montrèal facemmo trasloco.

Rivendemmo rapidamente la nostra casetta, sulla quale riuscimmo a fare un buon guadagno causa i lavori che avevo fatto io, e ipso fatto caricammo la mobilia su un camion il cui titolare e autista ce l'ha consegnata a Montrèal nella nostra nuova residenza.

Alla scoperta di una delle più vitali città del mondo Montrèal, dove Europa e America si mescolano in un'irripetibile amalgama di cultura, attrazioni e luoghi.
        Non ci si può non innamorare di Montrèal; per chi viene dalla vecchia Europa, è come ritrovare un luogo conosciuto, un pezzo di mondo già visitato nel nostro inconscio. Migliore perché qui tutto funziona alla perfezione, in pieno standard di efficienza nord-americano. Gli autobus sono puntuali (con tanto di orario di arrivo alla fermata!), la metropolitana è provvista di aria condizionata, c'è ordine e pulizia dappertutto e servizi al pubblico eccellenti. Non per niente Montrèal è, insieme a Sydney in Australia, la città con la migliore qualità di vita al mondo.

Il porto fluviale e marittimo è a 1600 km dal mare, e apre la Via Marittima verso i Grandi Laghi, passando per le chiuse di Saint-Lambert, che si possono visitare durante il periodo estivo.

Il fiume Saint-Laurent si attraversa con cinque ponti ed un tunnel, mentre al nord il fiume Rivière de Prairie anch'esso è attraversato da sette ponti.

Montrèal è una città cosmopolita, francofona al 75% è la seconda delle città francofone al mondo. L'isola di Montrèal si sviluppa su un'isola di circa 50 km di lunghezza, ed è abitata da oltre tre milioni di persone. 

Il porto di Montrèal e il Fiume San Lorenzo

A Montràl vi sono quattro Università due francofone e due anglofone. Le strade principali da passeggiare sono: rue Saint-Denis e dintorni, il quartiere cinese, il vecchio Montràl, Notre Dames ovest, rue Crescent e dintorni, rue Ste-Catherine, blvd Sherbrooke ovest.

Il servizio della Metropolitana che attraversa tutta la città permette di visitare i vari centri commerciali collegati tra loro: Place Bonaventure, il Centro Eaton, il Complex Des Jardinas, la Place des Arts, les Promenades de la Cathèdrale, la Place Ville-Marie, le Fauburg Ste-Catherine, la Place Montrèal Trust, les Cours Mont-Royal, la Place Alexis Nihon.

Assolutamente da visitare sono: il Mont-Royal che non è altro che la collina che sovrasta la metropoli, il Biodôme, il Giardino Botanico, la Cattedrale Marie-Reine, l'Oratorio Santuario di San Giuseppe, la Basilica di Notre-Dame, la Basilica di San Patrizio e il grande Cimitero di "Côte de Neige".  Montràl è stata definita la città delle mille chiese, una ogni angolo di strada, nei riti di molte religioni: Cattolica, Anglicana, Protestante, Ortodossa, Cattolica e Ortodossa Armeniana, Ebrea, Russa Ortodossa, Maomettana e Buddista. 

Quartiere del Vecchio Montrèal in notturna

Molteplici sono i luoghi dove si danno Concerti e Varietà: Basilica Notre-Dame, Centro Pierre Charbonneau, Sala Pierre-Mercure, Teatro Maisonneuve, Teatro De Verdure, Vecchio Porto di Montrèal, Place des Arts sala Vilfrid Pelletier, Centro dei Congressi.

Le migliori Gallerie d'arte e Musei: Atelier d'arte Deux-Montagnes, Galleria d'arte Contemporanea, Galleria il Balcone d'arte, Galleria-ristorante il Gatto Blu, Galleria Giraffa, Galleria Harrison, Galleria Michelangelo, Galleria Pierre Savoie, Geomania, la casa di Sir Georges-Etienne Cartier, Museo Marsil, Museo d'Arte Contemporanea, Museo delle Belle Arti, Museo David M. Stewart, Museo d'Arte di Saint-Laurent, Château Ramezay, Museo McCord, Museo Marc-Aurele Fortin, Museo Redpath, Museo d'Archeologia e di Storia di Montrèal.

Nel 1970 Montrèal era una città in piena espansione, era la Metropoli dell'America del Nord, centro importante per il commercio e il trasaporto delle merci provenienti e per l'Europa. Ospitava la sede sociale di numerose Multinazionali, era sede della Borsa, numerose erano le Compagnie di Finanza e d'Investimento. 

Il rumore della richiesta di tecnici non si verificò infondato, infatti dopo una settimana che avevo postulato presso alcuni grandi uffici d'ingegneria fui chiamato da un gruppo, i quali erano soddisfatti del mio "curiculum vitae" e mi dettero subito la possibilità di lavorare.

 Furono anni di un lavoro interessante; io avevo quarant'anni e mi venne affidata l'organizzazione dell'Ufficio Tecnico e la responsabilità della coordinazione e della produzione. In breve mi trovai alla testa di un gruppo di una ventina di giovani tra ingenieri e disegnatori. L'Ufficio aveva ottenuto dal Comitato Giochi Olimpici la progettazione e direzione dei lavori concernenti le strutture di sostegno, muraglioni e infrastrutture varie, e la costruzione in cemento armato del parcheggio sotterraneo delle auto in un grande edificio a tre piani sotto il livello dello Stadio. Invisibile all'occhio del visitatore ma che lo scopre quando entra per lasciarvi la propria automobile. 

Avevamo nel frattempo alloggiato in un appartamento nel quale avevamo sistemato la nostra mobilia, ma mia moglie non perse l'occasione e mi consigliò di acquistare un casetta a due piani, un classico cottage, in una zona residenziale di Montreàl nel quartiere di Saint-Michel, vicino al Parco Tillemont.

Come ne ebbe il possesso, mia moglie iniziò i lavori di ristrutturazione, rifece praticamente tutto, cambiò le finestre, rifece i pavimenti, cambio la cucina e la scala d'accesso al sottosuolo. Una volta i lavori terminati e la casa ripulità cambiò aspetto ed anche la sua abitabilità divenne più piacevole. 

Gli anni 71 e 72 furono pieni di lavoro, ero occupatissimo, ero impegnato, ricordo che riuscivo a giustificare anche 80 ore di lavoro alla settimana. 

Fu un periodo che ci ha permesso di accumulare un buon gruzzoletto che ci ha permesso di vivere tranquilli.  Ma quando tutto va bene, arriva sempre qualche cosa che ci disturba e ci crea dispiaceri. Prima io feci una tromboflebite che mi costrinse ad un intervento chirurgico con l'asportazione della vena safena.

Dopo un breve periodo di riposo ripresi il mio lavoro che attendeva solo il mio rientro. Casa lavoro, lavoro casa ero impegnato sette giorni alla settimana, costretto a lavorare sabato e domenica, così richiedeva il calendario per poter seguire e rispettare le scadenze. 

Tutto il cantiere era controllato da una Commissione che non ci dava tregua. Fu questo un periodo importante, mi feci una grande esperienza che mi sarà di grande aiuto in seguito. 

 Le cose andavano bene, eravamo nell'inverno del 1974 quando mia moglie si ammalò improvvisamente. Una notte, dovetti chiamare l'ambulanza per portarla d'urgenza all'ospedale, aveva una forte febbre da cavallo e dei forti dolori lombari.

 I figli ormai grandicelli compresero la situazione e non mi crearono problemi. Mentre mia moglie era ricoverata, io riuscivo ad accudire alla casa, ai figli e al mio lavoro, oltre a quello di recarmi all'ospedale a rendere visita a mia moglie e per conoscere e seguirne le diagnosi. Le vennne riscontrata  una pielonefrite acuta, sorta di infiammazione del bacinetto renale provocata da germi che possono provenire da qualsiasi punto dell'organismo o dall'esterno, risalendo le vie urinarie.          Nel caso specifico l'infiammazione si era propagata anche al rene con alterazioni urinarie. Con una terapia a base di antibiotici, di sulfamidici e di antisettici urinari, mia moglie superò lentamente, ma fummo consigliati di cambiare luogo di residenza, il freddo canadese non era affatto favorevole per un buon ristabilimento, il Medico curante mi consigliò di portare mia moglie a vivere in luogo più caldo di questo canadese.  

Così, tra capo e collo mi arrivò questa brutta notizia, ed io dovetti prendere una nuova decisione.  Considerato il mio precedente intervento alla gamba, ora questo di mia moglie, i già trascorsi otto anni all'estero, ci facemmo prendere dalla melanconia tanto che ci venne una gran voglia di rimpatriare; così facemmo.

Ancora una volta decidemmo di disfarci della comoda casetta, che fu venduta in una lampo di tempo, poi raccolti i nostri indumenti in tre grosse casse facemmo una spedizione via mare indirizzate a Milano presso la residenza dei genitori di mia moglie.

Ebbe così fine l'avventuara canadese iniziata nel 1966 e terminata nel 1975. Ci ritrovammo a Milano in Via Bazzini, dove trovammo un comodo appartamento e dove mia moglie ha riammobigliato per l'ennesima volta una nostra residenza, mentre io all'età di quarantatre anni ero in cerca di lavoro.

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Importante ricordare questo grande avvenimento il "Montrèal 76" che il destino mi farà vivere perchè sono ritornato a lavorare nel Quèbec con una ditta Italiana; la continuazione la farò più tardi quando avrò un po' di tempo disponibile. Tutto è passato così veloce che pare ieri.

XXI olimpiade 17 luglio - 1 agosto 1976

I cinque cerchi

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 blu Europa

I cinque cerchi

 giallo Asia
 nero Africa
 verde Oceania
 rosso America

     Notizie

Le olimpiadi Canadesi si svolsero dal 17 luglio al 1 agosto fra imponenti misure di sicurezza. 6043 gli atleti ospitati, provenienti da 92 nazioni che competeranno in 21 sport.  I sovietici confermeranno la loro superiorità vincendo ben 49 ori, seguiti dalla Germania Est con 40 ori, gli USA con 34, la Germania Ovest 10 ed il Giappone 9. La Rumena Nadia Comaneci, è la prima ginnasta della storia a ricevere un "10". Uno "0" (zero) alla correttezza va invece al Sovietico Boris Onischchenko, campione mondiale di pentathlon moderno che, nel tentativo di conquistare l'oro olimpico, trucca la sua spada, inserendo un dispositivo che fa scattare a comando il segnalatore elettrico delle stoccate.  Scoperto dall'avversario Inglese Jeremy Fox, verrà squalificato con tutta la squadra. 

Anche l'antidoping rimescolerà il medagliere facendo perdere, nel sollevamento pesi, l'argento conquistato dal bulgaro Blagoi Blagoev; il massimo bulgaro Valentin Khristov, perde l'oro; l'altro massimo, lo statunitense Mark Cameron, che non riesce a trattenere il bronzo conquistato dopo la squalifica di Khristov perché a sua volta viene trovato positivo.

http://www.travellersociety.it/content.php?type=diari&id=41 per prendere appunti.

FINE  DEL  ROMANZO

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