HOME PAGE Aggiornato il 21/10/2007 VAI GIU
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Ruzzi Federico
Ruzzi militare
Ruzzi in piazza

Adunata

Manifestazione

La lapide

Tessera M.V.S.N.
Dati anagrafici
Preghiera
La foto
L'abitazione

 Il Podestà e l'Uomo

L'indole umana è meschina, non ha il coraggio delle proprie azioni, non ricorda fatti e persone che si sono prodigate nell'interesse del prossimo, chiunque esse siano e qualsiasi sia la religione o l'ideologia politica che hanno professato.

La storia raccoglie gli avvenimenti realmente accaduti e lo storico é colui che riesce a descrivere questi avvenimenti con occhio e con mano di persona logica al di fuori da ogni attaccamento viscerale di una fazione, adesione aggressiva agli interessi di una sola parte. 

Mi accingo a descrivere un personaggio importante, che a rischio della propria vita, si è prodigato nell'interesse di una popolazione, che nel frattempo si era raddoppiata causa sfollamento da La Spezia, per approvvigionare di merce e di ogni bene di prima necessità, in un periodo di razionamento, quello bellico, dal 1942 al 1945.

Sta di fatto che il povero Federico Ruzzi, che tanto ha dato ai bagnonesi nel periodo più triste della nostra storia, è stato sino ad oggi dimenticato per settarismo e tendenziosità.

In sessant'anni di democrazia non c'è mai stato uno che abbia scritto una frase in sua memoria, o che lo abbia citato in qualche conferenza, nessuno lo ha mai ricordato, è stato snobbato da tutti, quando lui, il signor Ruzzi Federico, avrebbe meritato, ed è questa una mia opinione, una meritoria citazione, dando  almeno il suo nome ad una strada del paese. Ma siccome nulla è avvenuto torno a ripetere che questa è una vera trascuratezza.

 
Chi era ?

Chi era Federico Ruzzi? Un orfanello che viveva nell'orfanotrofio di Sarzana, nato il 20 Dicembre 1900, è stato adottato da Attilio Ravera di Collesino di Bagnone. Dopo aver intrapreso vari mestieri in Italia e in Francia, con l'avvento del fascismo rientrò in patria. Organizzò la prima sala da ballo e cinematografica al Groppo di Bagnone in società con Agnetti Oreste. Dopo il matrimonio con Vinciguerra Maria, originaria della Pieve di Bagnone con la quale hanno avuto cinque figli: Liliana, Edda (che morirà bambina), Candido (+), Gualtiero e Edda.

Nel 1921, era giovane ed abbracciò l'idea fascista, della quale non seppe separarsene mai, fu nominato anche segretario politico del P.N.F. di Bagnone.

Più tardi, divenne impiegato di cancelleria presso la Pretura di Pontremoli, distaccamento di Bagnone. Un uomo affabile ed amico di tutti, si prodigava a far da paciere nelle liti, a mediare fra acquirenti, era benvoluto dall'intera collettività.

Dopo la morte del grande Podestà Giuliani, l'incarico venne affidato al Prof. Pompeo Sbarra, che rimarrà in carica per poco tempo, poi fu la volta di Federico Ruzzi che, nominato "Podestà" dal governo saprà essere imparziale e capace di riunire in se le funzioni di Sindaco, della Giunta e del Consiglio Comunale.

Dopo l'otto settembre, dovette organizzare viaggi di rifornimento di viveri per la popolazione nel parmense, ai quali partecipò personalmente, sotto il pericolo costante dei caccia che perlustravano la SS62 della Cisa e quello dei partigiani che chiedevano parte del trasportato per la loro sussistenza.

Si è prodigato per la liberazione degli otto ostaggi "allineati al muro" in piazza Roma a Bagnone il 10 Giugno 1944 [ Vedi: 10 Giugno 1944 - LINK ]

Ruzzi Federico è stato un Podestà integerrimo, dedito al paese ed ai suoi problemi, per tutto il periodo bellico, sino al 25 Aprile 1945, giorno in cui dovette rifugiarsi in Emilia, a Viadana (MN), presso una nipote, certa Vinciguerra Lina, per evitare possibili premeditate violenti vendette, da parte di teste calde che, nell'immediato dopoguerra, pavoneggiavano in paese.

Calmate le prime agitazioni, rientra nel mese di Giugno, quando le cose sembravano ritornare tranquille. Durante il viaggio di ritorno percorso a piedi, a Pontremoli venne incontrato da due partigiani che lo hanno riconosciuto, schiaffeggiato e condotto con la loro macchia al suo domicilio in Bagnone, dove, una lunga discussione, quasi un processo, gli puntarono le armi per ucciderlo.  L'intervento della moglie e dei figli che si schierarono col padre, bloccarono l'eccidio, ma il Ruzzi dovette rimanere agli arresti domiciliari sotto la loro scorta.

Venne epurato, impedendogli così di partecipare alla vita pubblica. Solo dopo una detenzione coatta di due anni, ricevette dal Comando Alleato l'autorizzazione a riprendere le proprie attività, scagionandolo da ogni e qualsiasi accusa.

Nel dopoguerra, la ditta "Venuti" erogatrice di energia elettrica, in precarie condizioni economiche, chiede a Federico Ruzzi, uomo conosciuto e di sani principi morali, di trovare un o più Soci per alimentare le casse della società, il cui bilancio economico era vicino al fallimento.

Ruzzi trova un socio nella persona di Soccini Roberto, originario del Groppo di Bagnone, il quale versa un buon capitale nella società, ma pone una condizione, che lui, Ruzzi, rimanga anche lui socio, per controllare il buon andamento dell'azienda durante i periodi di sua assenza, perchè Lui era un commerciante, che operava in Lombardia.

La nuova ditta produttrice ed erogatrice di energia elettrica nel Comune di Bagnone si chiamerà: "Venuti, Soccini & C.".

Dopo la morte di Venuti, la ditta si ricomporrà con l'entrata del genero Elia Ronchetti ed il ritiro di Federico Ruzzi.

Il Ruzzi si dedicherà alla tessitura, organizzando in proprio un'attività artigianale, che durerà oltre un decennio.

Continuerà ad essere chiamato da tutti come paciere nelle liti, continuerà ad operarsi per il buon risultato di affari, vivrà a Bagnone sfruttando una piccola pensione artigianale sino alla fine dei suoi giorni avvenuta a Pontremoli il 1 Luglio 1975, riposa nel cimitero di Bagnone.

 RUGGGIO - 2007          

E-mail Pubblicato il 30/09/2007 TORNA SU