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Scorci da  Mochignano

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L'APPROCCIO

In un incontro con il Dr. Carlo Bruno Brunelli, incontri durante i quali ci scambiavamo opinioni e si riaccendevano ricordi degli anni cinquanta, mi fece omaggio di una copia di una poesia che ricordava, a suo dire, momenti della storia partigiana. 

Una poesia dal titolo "Collesino" a firma di un certo Scarpellini Fernando, datata settembre 1946.  

Ma...!  Io in questa poesia, di storia partigiana, ne ho letta ben poca, salvo l'ultima ottava che ricorda il periodo d'occupazione e che Collesino, a detta dell'autore, è stato un caposaldo o un rifugio dei partigiani.

Mi sono subito interessato non tanto alla storia, ma al fatto che un poeta bagnonese passasse inosservato; io non ho mai incontrato lo Scarpellini Fernado, mentre conosco bene il fratello dal quale ho avuto il suo indirizzo di Milano. 

Una telefonata di presentazione, uno scambio di corrispondenza ed ecco come l'ho conoscito, ma mai incontrato e spero presto. 

Questo il suo "curiculum vitae":

SCARPELLINI  FERNANDO

Nato a Bagnone, frazione di Mochignano, il 31 Agosto 1926, da una umile famiglia di agricoltori.

Ha frequentato gli studi ginnasiali presso il Seminario di Pontremoli. Non ancora diciottenne, durante il rastrellamento del Luglio 1944, venne deportato con il Padre ed il Fratello a Pilsen in Cecoslovacchia, ove rimase sino alla fine della guerra. Rientrato in patria venne assunto impiegato presso la SIPE S.p.a. con sede a Milano;ed a Milano ha sempre risieduto e dove si è sposato con la signora Teresa (Tina) Barzaghi, con la quale ha avuto un figlio Mauro, di professione giornalista.

  Scrivi a Scarpellini Fernando

LA CORRISPONDENZA

Caro Ruggeri

 

Lascio innanzi tutto ogni preambolo; essendo conterranei mi pare pur ovvio parlarci familiarmente.

Effettivamente la poesia da te citata nella lettera e speditami mi appartiene; fa parte dei ludi cartacei che rappresentavano un mio passatempo di quando ero ancora studente. Mi ha messo un po' fuori pista il tuo riferimento al triste periodo bellico della lotta partigiana in Lunigiana (sulla quale il Dr.Brunelli ha scritto un libro, di cui mi fece cortese omaggio). Non mi ricordavo che in quella composizione ci fosse un riferimento anche al coinvolgimento di Collesino nella vicenda bellica. Ricordavo solo di aver trovato tra le pagine quella poesiola e di avergliela data. Ma evidentemente in quel periodo (1946) quei luttuosi avvenimenti erano ancora talmente impressi nella memoria, che era fatale uscissero così di botto anche delle poesie. Infatti tra le stesse pagine mi sono ritrovato, tra le altre cose, anche uno scritto su Compione che, ricordo, mi fu suggerito da un sentimento di simpatia verso una ragazza di Compione, per la verità carina, alla quale volevo fare omaggio di una composizione sul suo paese. In realtà poi restò tra le mie pagine, e fu meglio così, perchè penso che si sarebbe probabilmente stufata di leggerla tutta; peggior sorte toccherà a  te che dovrai scorrerla seppure velocemente.Anche in questa (del 1946) compare regolarmente il riferimento alla sciagurata stagione teutotica, di cui anch'io non fui attore, ma subii le conseguenze con la deportazione insieme a mio padre e a mio fratello. (Restò a casa solo mia madre). Solo parlando di Pastina non ricordo di aver fatto alcun riferimento di carattere bellico; ma in questo caso il soggetto si prestava a immagini e fantasie sui generis; tra i due paesi era intercorso nel tempo un curioso antagonismo, una specie di piccola faida (per fortuna senza nessun Tigrin de la Sassetta!); era d'uso farsi e progettare dispetti (in questo  non più bravi i Pastinesi); uno dei dispetti più ambiti era per i Pastinesi riuscire ad incendiare la catasta di ginepri sul Monte Croce di Mochignano, prima della scadenza del fatale tocco di mezzanotte a Carnevale. Effettivamente però qualche volta le intemperanze non si fermarono solo a schermaglie in versi si sono perse tra le carte del passato.

Non mi resta che complimentarmi con te per l'attenzione veramente singolare che riserbi alla nostra terra natia. Segno di un sentimento profondo e di una mente aperta a vivi interessi.

Cari saluti.

Scarpellini Fernando

 

N.B. Ho dovuto trascrivere il "Rimeggiar gogliardico" su Compione perchè l'originale era ormai mal messo per ricavarne una fotocopia leggibile.

Ho un ricordo curioso di Pastina: da ragazzo passando per il vicolo stretto, spuntava un'ombra furtiva che, in posa da Joe Louis, lanciava la sfida:"A vot far a pugni?".

 

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