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È
notte. Tacita nel ciel la luna
splende.
Laggiù lontano, ad una ad una,
l'eco
ripete |
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lieve
- come sfiorar di baci - l'ore.
È
mezzanotte. È tutto un gran biancore.
Quasi
segrete |
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sciolte
de l'Infinito, l'ombre nere
vagan
degli alberi. Sono preghiere,
accenti
strani, |
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le
sinfonie de l'usignol vicino.
Non
so perchè, mi sento ancor bambino.
Giunte
le mani, |
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alla
mia mamma assiem vorrei pregare,
come
dei freschi dì nel casolare
lungi
sperduto! |
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La
nostalgia, oh! come punge in cuore!
L'usignol
cessa il colloquio d'amore
e
si fa muto! |
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