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Guardo
la maschera che le sembianze
celava
a carnevale, nel fragore
di
suoni esotici e di briose danze.
Nelle
follie trascorse di quell'ore,
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imbaldanzito,
ahimè! quante speranze
riaccese,
nell'indomito mio cuore,
(come
se vive, d'ieri, le baldanze)
di
rosse labra il morbido sapore.
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Guardo
la maschera e nel guardarla
rido,
qual ride una ubriaca bocca,
per
l'illusion d'un'ora e, nel vegliarla,
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sento
l'amaro che nel cuor trabocca
perchè
l'amore, ahimè! passa con gli anni
che
strappano le bende ai nostri inganni! |
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