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Solitudine

22

Di ogni luce la mia stanza è muta.

L'acqua batte sui vetri. Per la via

un canto s'ode di ubriaco. Acuta,

del tempo lieto, punge nostalgia.

 

Ne la cornice sorride il ritratto

de la mia sposa che amavo tanto.

Sul caminetto è restato intatto

a premer, col sorriso, il cuor infranto.

 

Batte l'acqua sui vetri. Dalla stanza

solitaria nel vuoto, gli occhi fissi

- ch'essa m'ascolti ancor mella speranza -

le parole d'amor che non le dissi,

 

triste ripeto. Nell'ambiente brullo,

giunge da fuori d'ubriaco il canto,

l'acqua batte sui vetri e - qual fanciullo -

sfogo l'incontenibile mio pianto!

 

   

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