|
|
Di
ogni luce la mia stanza è muta.
L'acqua
batte sui vetri. Per la via
un
canto s'ode di ubriaco. Acuta,
del
tempo lieto, punge nostalgia.
|
|
Ne
la cornice sorride il ritratto
de
la mia sposa che amavo tanto.
Sul
caminetto è restato intatto
a
premer, col sorriso, il cuor infranto.
|
|
Batte
l'acqua sui vetri. Dalla stanza
solitaria
nel vuoto, gli occhi fissi
-
ch'essa m'ascolti ancor mella speranza -
le
parole d'amor che non le dissi,
|
|
triste
ripeto. Nell'ambiente brullo,
giunge
da fuori d'ubriaco il canto,
l'acqua
batte sui vetri e - qual fanciullo -
sfogo
l'incontenibile mio pianto!
|
|