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Il montanaro poeta

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Viveva in alto, in una baita, solo.

Il ricordo mi viene da lontano.

Lo conobbi una notte e in cor ha il duolo

d'esser stato indagator malsano.

 

Narrò già vecchio la sua sorte triste,

Con rapide, decise pennellate

disse le cose orrende in guerra viste,

le grida, i canti - a ostilità cessate -

 

dei soldati, la gioia del ritorno

tiepida a casa. Ascoltavo attento.

Ma si faceva sempre più d'intorno

scuro l'ambiente ed il racconto lento.

 

Poi cadde l'ombra ed il suo dir fu muto.

"S'era affacciata una creatura viva

che d'amor senza forza avea ceduto".

Il silenzio dinanzi noi si apriva

 

sempre più, fluendo attorno ai nostri fianchi.

Mendicanti eravam senza bisaccia,

curvi nell'ombra, silenziosi e stanchi!

Senza voler d'un cuor ch'era in bonaccia,

 

su la montagna, dopo la tempesta,

l'acque agitato avevo. Al tormentato

poeta salii di poi allor che mesta

tenevo l'anima ed il cuor malato.

 

E sempre ritornavo fra la gente

solo, a lottare, pieno di vigore.

Or non è più, ma nel pensier presente,

il rude m'è rimasto sognatore!

 

   

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