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La campana

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La campana

giuliva

chiama a convito i fedeli.

Agghindati

essi vanno

solinghi o a crocchi.

Un rito

con fiori, con ceri, con fiocchi d'incenso.

È giorno di festa.

 

La campana

suona dolce alla sera,

all'imbrunire.

Si spande per colli, per valli,

va lontano quel suono,

chiama l'ombra.

A quel suono ognuno si segna,

a fronte china.

 

La squilla tace,

l'ombra rimane.

È l'Avemmaria.

 

La campana

suona a rintocco.

Una fila di gente che prega,

che segue una bara,

lentamente.

Pochi fiori,

un pò di terra addosso buttata,

come estremo saluto.

Triste

umano destino!

 

Una sera,

morta, 

ma viva nel cuore, 

ho seguito la mamma fin là,

dove aspetta

solitario un cipresso,

dove arde una lampada

accesa su tacita fossa.

 

Riposare

a quell'ombra, a quel fuoco,

non è triste

quando sopra c'è un fiore

e chi prega!

 

   

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