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Come  allora

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Come una volta

sostiamo ancora

all'ombra dell'annoso faggio

dove

la bellezza eterna

un dio ci svelò.

 

Ricordi?

 

Ignuda

ardea l'estate a mezzo il cielo,

e, nel silenzio,

l'erboso prato fu letto di smeraldi.

Tutto intorno

era musica divina

che le fervide membra ci pervase,

in ogni parte,

come la luce ovunque tocca l'ombra.

 

Taci.

Del ricordo

non distruggere l'incanto.

Ascolta.

Come steli di capelvenere

tremulavano i nostri cuori,

gemebonda era la tua bocca, 

rossa come sangue

d'aroma insaporata.

Ascolta. Ascolta.

Tutto è come allora.

Non si sente alito.

Il cuor trema per ogni fibra.

Par la terra si sciolga nell'infinito.

Nel silenzio, la musica

ancora diffonde

un lento incantamento

affascinando tutto il bosco intorno.

 

Sogniamo.

 

Mi piace frescamente

come rio si spuma.

Ardo ancora di te

come tu di me.

Lo leggo nel tuo viso che ti trascolora

mentre torcendo vai,

soavemente per ogni atto,

d'oro vecchio

le tue trecce dense.

 

Mi protendo e ti reclini

sempre più, sempre più...

ecco t'abbandoni.

 

Splende sul mondo

imperituro

un altro giorno.

 

 

   

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