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Le Alpi Apuane

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Coperte da un cielo di stelle,

Alpi Apuane, vi vedo ogni sera

e quasi mi par di toccarvi,

giganti superbi,

al cospetto del mare,

candore di marmi lontani.

 

La melodia del Mare Tirreno,

che è musica eterna d'azzurro,

che è inno senza favella,

grevi,

ascoltate voi pure

nell'altitudine insonne?

 

Oh! come vi amo. Apuane!

In voi riposa il mio cuore

chè con voi può sognare

su, in alto,

vicino alle stelle.

 

Questa notte... satura d'ebrezza

le Alpi Apuane dormono.

Io solo non dormo.

Tra la Pania e la Tambura,

tra il Sagro e il Giovo,

un sapore di mistero mi imprigiona.

 

E, come dormendo,

visioni entran nel sonno,

intorno è una schiumar di flutti,

un danzar di putti in catena

sotto ghirlande di fiori,

quasi a gloria del Maestro che crea

forme eterne

da la bianca mole

che l'Alpe asconde ne le sue chiostre.

Immolata bellezza in grembi profondi

che un fremito d'ale

attende

per palpitare nella luce del sole.

 

Scorgo

nel pallido velame

del magico sapore

sul Mare Tirreno

tra il Serchio e il Gombo,

veleggianti navi partirsi in silenzio,

nivee di marmi,

carche di sogni,

in cerca di gloria.

 

E ancora,

d'improvviso,

sotto sembianze divine,

immortalate per l'eternità,

ecco le Grazie, l'Ora, la Carità, Psiche,

che l'arte sublime ha tratte dall'erme cave,

ergersi,

nell'amplesso dell'Alpe Madre,

su in alto

fino a vedere Iddio.

 

Questa notte

guardo il cielo azzurro

e non vedo altro che stelle,

ascolto lo sciacquar del mare

e non odo che un canto.

 

Per non distruggere l'incanto,

chiudo gli occhi e vi sento allora

vicine, vicine grandi Alpi Apuane,

le più belle davanti al Mare Tirreno,

cerule d'ombre, bianche di cave.

 

Con voi vado anch'io 

su su fino alle stelle.

Prendiamole tutte le stelle... questa notte,

aspettando l'aurora!

 

 

   

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