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Aggiornato il 05-02-2008

VAI GIÙ

 

P R E FA Z I O N E

Gli abitanti della nostra valle, come del resto dell'intera Lunigiana, sono di origine ligure, popolazione di montanari laboriosi e audaci marinai. 

In epoca storica li troviamo stanziati da Luni a Marsiglia e in parte nelle valli interne del Rodano e del Po, dove rimasero sino all'invasione Celtica del V-VI secolo a.C.

Non perdettero le caratteristiche di tenacia e di amore per la libertà nemmeno quando Roma, dopo dura lotta, li soggiogò nel II secolo a.C.

Una popolazione la Lunigianese che ha subito l'invasione di orde nordiche, dai Longobardi ai Bizantini, sempre mantenendo i loro commerci, fiorenti ancora nella tarda età imperiale.

Mi immedesimo con questa gente e coinvolgo il territorio di Bagnone, come tutta la Lunigiana, con queste meravigliose popolazioni che ci hanno lasciato tracce importanti del loro passaggio.

La terra di Bagnone, una tra le più importanti della deliziosa e pittoresca regione di Lunigiana, prende nome dal torrente sulle cui rocciose sponde arenariche è sorta Gutula prima, poi Bagnoni, quindi Bagnone, a quattro chilometri circa dalla sua confluenza con il fiume Magra.

Fu feudo dei Malaspina fino al 1471, epoca alla quale i Marchesi si (ci) vendettero al Comune di Firenze. Divenne da allora Bagnone residenza di Podestà che esercitava la sua giurisdizione anche sui comuni vivini, ed era compresa nel Capitanato di Castiglione del Terziere.

Nel 1757 Bagnone divenne capoluogo, invece di Castiglione, e vi risiedeva un Vicario di terza classe, quando nel 1848 in forza del trattato segreto del 28 novembre 1844 e degli eventi politici del momento, passò a far parte degli Stati Parmensi. 

Il primo Statuto approvato risale al 20 settembre 1491, ed una copia in pergamena dovrenbbe esistere nell'Archivio Municipale di Bagnone che è stato recentemente restaurato, è un documento della Podesteria e non del Comune; mentre lo Statuto comunale più vecchio che conosciamo è quello del 1556. 

La storia degli Statuti  comunali è sempre stata strettamente correlata alle vicende della formazione, dell'organizzazione e dello sviluppo delle comunità locali.     

Gli Statuti sono sempre stati importanti per il buon funzionamento e la salvaguardia dei beni; particolarmente quando si dovevano amministrare beni comuni ,come i Beni sociali. Gli antichi statuti sono rimasti in vigore fino al periodo Napoleonico.

ANTICHI  STATUTI  NOTI

 -  Statuta et ordinamento Comunitatum et terrarum potestarie Bagnoni.

    Codice cartaceo che si ritrova a Firenze nell'Archivio Centrale di Stato.   
     Sono numerate le prime 54 carte del codice, di cui però la 59 è ripetuta.
     Statuto approvato ai 20 di settembre del 1491 dagli eletti del Comune di

     Firenze. Un secondo Statuto che porta la data del 1572, è depositato presso  

     l'Archivio di Stato di Firenze.
 -  Statuta et ordinamenta Communis et hominum Pastine del 1484 e 1528
 -  Castiglione del Terziere - Additioni, limitationi et modificationi facte alli  
    Statuti et ordini del Comune e Potesteria di Castiglioni del Terziere e 
    comune di Pastine de Lunigiana, nel gennaio 1519.
 -  Statuto del Comune di Collesino. Codice cartaceo in foglio del 1522.     

 -  Statuto di Corlaga. Codice membranacco in 4º legato in asse, del 1553.

 -  Statuta et ordinamenta Communis et hominum ville Nezzane, del 1560.
 -  Statuto di Corvarola. Codice cartaceo del 1576.
 -  Statuta et ordinamenta Communis et Terrae - Treschietti del 1585.
 -  Statuti del Comune di Mocagnano. Codice cartaceo del 1601.
 -  Statuto di Compione. Codice cartaceo in foglio del 1606.
 -  Statuti di Biglio del 1738.

*****  

 Per maggiori delucidazioni vedi su questo sito:

  BIBLIOGRAFIA STORICA DEL COMUNE  DI BAGNONE - Link

I segni distintivi

 
gonfalone.jpg (22940 octets)

Il gonfalone

Stemma

Lo stemma

Comune di Bagnone

Articoli dello statuto
Art. 01 - Denominazione e natura giuridica
Art. 02 - Sede
Art. 03 - Segni distintivi
Art. 04 - Finalità e compiti
Art. 05 - Funzioni
Art. 06 - Potestà normativa
Art. 07 - L'attività amministrativa
Art. 08 - Organi
Art. 09 - Consiglio Comunale
Art. 10 - I Consiglieri
Art. 11 - Gruppi Consiliari
Art. 12 - Conferenza dei Capigruppo
Art. 13 - Commissioni Consiliari
Art. 14 - Il Sindaco
Art. 15 - La Giunta Comunale
Art. 16 - Uffici e personale
Art. 17 - Segretario Comunale
Art. 18 - Responsabilità di risultato
Art. 19 - Servizi Pubblici
Art. 20 - Collaborazione dei cittadini
Art. 21 - Valorizzazione forme associative e partecipazione
Art. 22 - Forme di consultazione della popolazione
Art. 23 - Procedura ammissione istanze, petizioni e proposte
Art. 24 - Referendum consultivi
Art. 25 - La pubblicità degli atti
Art. 26 - Difensore civico
Art. 27 - Finanza e contabilità
Art. 28 - Modifiche allo statuto
LO STATUTO
Art. 1 - Denominazione e natura giuridica
Il comune di Bagnone, Ente locale autonomo, rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove
lo sviluppo. Della sua autonomia si avvale per il perseguimento dei propri fini istituzionali e per
l'organizzazione e lo svolgimento della propria attività, alla quale provvede nel rispetto
dei principi della Costituzione e delle leggi dello Stato, della Regione e del presente Statuto.
Art. 2 - Sede
Il Comune ha sede legale nel palazzo Comunale in piazza Marconi 1, nel centro abitato di Bagnone.
Art. 3 - Segni distintivi
Il Comune ha un proprio Gonfalone ed un proprio Stemma che risultano essere quelli storicamente in uso. Il Regolamento disciplina l'uso del Gonfalone e dello Stemma nonchè i casi di concessione in uso dello Stemma ad Enti, od Associazioni operanti nel territorio comunale e le relative modalità.

DESCRIZIONE DELLO STEMMA

D'argento, a tre torri d'oro, 2, 1, con una fascia di rosso attraversante, accompagnate nel cantone destro del capo da un montante con tre stelle d'oro, e nel cantone sinistro da una mano di carnagione tenente un crescente di rosso.
I tre castelli racchiusi in forma di piramide nello scudo dello stemma ricordano le tre comunità che formarono il vicariato di Bagnone: Bagnone, Castiglione del Terziere e Codiponte. Gli altri simboli, che contornano le torri, ricordano l'influenza esercitata dall'antica città di Luni sui territori della Val di Magra.

Art. 4 - Finalità e compiti
Il Comune rappresenta l'intera popolazione del suo territorio e ne cura unitariamente i relativi interessi
nel rispetto delle caratteristiche etniche e culturali. Ne promuove lo sviluppo ed il progresso civile,
sociale ed economico e garantisce la partecipazione dei cittadini alle scelte politiche ed all'attività
amministrativa.
Nell'ambito delle competenze assegnate dalle leggi statali e regionali ed in collaborazione con la Comunità
Montana e con gli altri Enti pubblici, attiva tutte le funzioni amministrative nei settori organici dei servizi
sociali con particolare attenzione alla tutela della salute, dell'assetto del territorio, tutela
del patrimonio naturale, storico, artistico e dello sviluppo economico, con
particolare riguardo al sostegno ed alla valorizzazione delle risorse
umane e naturali presenti nel territorio.
Art. 5 - Funzioni
Il Comune è titolare sul proprio territorio di tutte le funzioni di interesse locale necessarie e/o strumentali all'esercizio del ruolo di Governo, nell'ambito dei principi fissati dagli artt. 5 e 114 della Costituzione nonchè dalla legge 142/90
e dalle altre leggi dello Stato.
Art. 6 - Potestà normativa
Il Comune esercita la propria potestà normativa mediante Regolamenti:
  • per l'attuazione di leggi di principio e generali statali e regionali;
  • per l'attuazione dello Statuto;
  • per la propria organizzazione;
  • per l'esercizio delle attività;
  • per l'esercizio delle funzioni.
Il Comune esercita potestà normativa, nell'ambito dei principi dell'ordinamento anche nelle materie in cui
manchi qualsiasi disciplina generale statale e/o regionale. L'attività normativa deve
esprimersi con carattere di generalità e astrattezza demandando la disciplina
concreta e specifica ad atti e provvedimenti amministrativi.
Art. 7 - L'attività amministrativa
L'attività amministrativa persegue i fini previsti dalla legge secondo i principi di cui all'artt. 1 della legge 241/90.
Per l'esercizio dell'attività amministrativa il Comune presceglie lo strumento pubblico e privato e adotta
i procedimenti più idonei fra quelli ammessi dall'ordinamento, che non siano espressamente
vietati dalla legge dallo Statuto e dai Regolamenti.
Art. 8 - Organi
Sono Organi del Comune: il Consiglio, il Sindaco, la Giunta.
Art. 9 - Consiglio Comunale
Esercita funzioni di indirizzo e di controllo politico amministrativo. L'elezione e la composizione dei Consigli, la
cessazione, durata e la posizione giuridica dei Consiglieri sono regolati dalla legge.
FUNZIONI DI INDIRIZZO.
Il Consiglio esercita le funzioni di indirizzo normalmente attraverso atti di programmazione generale e di settore.
La funzione di indirizzo può essere esercitata con atti specifici e/o per materia:
  • per esprimere indirizzi amministrativi su problemi particolari;
  • per esprimere indirizzi politici su rilevanti questioni di interesse
    comunale e sovracomunale;
  • per regolare singole fasi della programmazione in materie
    particolarmente complesse;
  • per regolare in via generale le fasi di attuazione dei programmi.
FUNZIONI DI CONTROLLO.
Il Consiglio esercita le funzioni di controllo:
  • avvalendosi del Revisore dei Conti nei casi previsti dalla legge e dai Regolamenti;
  • attraverso i singoli Consiglieri o Gruppi di essi nell'ambito delle prerogative e diritti
    disciplinati dalla legge e dallo Statuto e dal Regolamento;
  • attraverso gli strumenti previsti dal Regolamento di contabilità;
  • al fine di verificare lo stato di attuazione dei programmi e degli indirizzi;
  • al fine di verificare l'attuazione dei propri provvedimenti normativi e amministrativi;
  • al fine di verificare l'economicità, l'efficienza e l'efficacia della gestione.
Le modalità dell'esercizio delle funzioni di programmazione e di controllo per quanto non previsto dal presente
Statuto sono disciplinate con regolamenti ed in particolare con quello relativo al funzionamento
del consiglio e con quello di contabilità.
COMPETENZE.
Le competenze del Consiglio Comunale sono esclusivamente quelle stabilite dalla legge 142/90 e dalle
successive leggi statali di modifica espressa. La competenza del Consiglio Comunale non può
essere ampliata nè ridotta da alcuna altra fonte normativa. Il Consiglio è competente
alla nomina dei propri rappresentanti presso enti esclusivamente quando la legge
che dispone in merito si riferisca a rappresentanti consiliari, ritenendosi
con ciò esclusa ogni competenza a nomina per le quali la legge
si riferisce a rappresentanti del Comune che fa capo al Sindaco.
La convocazione e lo svolgimento delle sedute sono regolati
dalla legge e dal regolamento.
Art. 10 - I Consiglieri
La posizione giuridica e lo status dei Consiglieri, i diritti, i doveri e le prerogative dei singoli Consiglieri sono
regolati dalla legge. Ogni Consigliere ha diritto di iniziativa su ogni questione di competenza del Consiglio.
Può presentare mozioni e interrogazioni, ha diritto di accesso agli atti, notizie,
informazioni e dettagli utili all'espletamento del mandato. Le modalità
dell'esercizio dei diritti previsti dal presente articolo sono disciplinati dal Regolamento.
Art. 11 - Gruppi Consiliari
I Consiglieri Comunali si organizzano in gruppi formati da uno o più Consiglieri. Ogni Gruppo
nomina un Capogruppo, il cui nominativo è comunicato alla Segreteria entro il giorno precedente
a quello fissato per la prima seduta del Consiglio o, immediatamente, in caso di sostituzione.
Ai Gruppi Consiliari, per l'effettivo svolgimento delle proprie funzioni, sono
assicurate idonee strutture, secondo quanto previsto dal Regolamento.
Art. 12 - Conferenza dei Capigruppo
E' istituita la Conferenza dei Capigruppo il cui funzionamento è disciplinato da Regolamento.
La Conferenza è presieduta dal Sindaco o suo delegato.
Art. 13 - Commissioni Consiliari
Per la semplificazione e razionalizzazione dei lavori consiliari sono costituite Commissioni permanenti.
Tali Commissioni sono formate con criteri proporzionali. Ogni Consigliere ha diritto di far parte di almeno una Commissione. Il funzionamento, i poteri delle Commissioni sono disciplinati dal Regolamento.
Art. 14 - Il Sindaco
Il Sindaco rappresenta il Comune ed è responsabile della sua amministrazione. Coordina, dirige i lavori della Giunta
e fornisce ogni impulso e indirizzo agli Assessori nei settori affidati alla loro cura. Sovrintende al funzionamento degli Uffici e dei Servizi e all'esecuzione degli atti mediante autonomi poteri di verifica e controllo e attraverso direttive generali. E' responsabile dell'attuazione degli indirizzi di Governo, dei programmi e indirizzi approvati dal Consiglio avvalendosi della collaborazione
della Giunta e dei poteri di cui al comma precedente.
Inoltre in particolare il Sindaco:
  • nomina i Responsabili degli uffici e formalizza la nomina dei responsabili dei Servizi ferma restando la competenza della Giunta ai sensi dell'art. 19 D.L.vo 77/95, sentito il Segretario;
  • conferisce incarichi di direzione ai dipendenti nel rispetto delle norme di legge e sentito il Segretario;
  • conferisce incarichi di direzione di aree, di settori ad esterni secondo le norme del presente Statuto e nel rispetto dei principi della trasparenza e legalità nonchè secondo i criteri della professionalità ed economicità;
  • nomina le Commissioni nel rispetto della legge e dei Regolamenti, previste da norme di legge o di regolamento;
  • esercita tutte le competenze e funzioni demandategli espressamente dalle Leggi Statali e Regionali, nel rispetto del presente Statuto e dei Regolamenti dell'Ente e nell'ambito dell'autonomia organizzativa del Comune, secondo i principi della legge 81/1993 e del D. Legisl. nr. 29/1993.
Il Sindaco è membro del Consiglio Comunale che presiede.
Nel caso di assenza o impedimento il Sindaco è sostituito a tutti gli effetti dal Vice Sindaco
che è persona designata dal Sindaco stesso nell'ambito della Giunta.
Art. 15 - La Giunta Comunale
La Giunta è composta di nr. 2 Assessori nominati dal Sindaco anche al di fuori del Consiglio Comunale, purchè abbia i requisiti di eleggibilità a Consigliere Comunale. Dei provvedimenti di nomina, di revoca e sostituzione il Sindaco dà comunicazione al Consiglio nella prima riunione utile.
La Giunta collabora con il Sindaco nell'Amministrazione del Comune nonchè nell'attuazione degli indirizzi del Consiglio.
La Giunta opera come Organo Collegiale. Ogni assessore sovraintende ad uno o più rami dell'attività del Comune sulla base di una delega ad esso attribuita dal Sindaco, che potrà revocarla ove ne ravveda l'opportunità.
Per la rappresentanza istituzionale il Sindaco può conferire deleghe specifiche agli Assessori.
La Giunta ha potere di iniziativa e di proposta sulle materie di competenza del Consiglio e ha l'obbligo di riferire al Consiglio in ordine alla propria attività secondo le norme di legge e regolamentari.
La Giunta opera normalmente con atti a contenuto generale attraverso i quali:
  • provvede all'attuazione di programmi definendo le priorità, le modalità, i mezzi e gli obbiettivi;
  • fornisce direttive agli uffici in ordine alla gestione tecnica, amministrativa e finanziaria;
  • attua mediante integrazione della disciplina generale, i Regolamenti nei limiti fissati dal Consiglio Comunale.
La Giunta delibera su ogni oggetto che non sia riservato al Consiglio, al Sindaco e che non rientri fra
gli atti di gestione riservati alla sfera burocratica, nonchè su ogni altro oggetto di competenza del Sindaco sul quale lo stesso la chiami ad esprimersi.
Art. 16 - Uffici e Personale
  1. PRINCIPI E CRITERI DI ORGANIZZAZIONE:
    Gli uffici e i servizi sono organizzati secondo criteri di autonomia, funzionalità, efficienza, professionalità,
    economicità, trasparenza e responsabilità. Nelle materie di cui all'art. 2 lettera c) legge 421/92 il Comune esercita i propri poteri in piena autonomia, nel rispetto dei principi dell'ordinamento e delle norme statali con atti normativi e amministrativi. Nelle materie soggette alla disciplina del Codice Civile, delle leggi sul lavoro, dei Contratti Collettivi il Comune opera con i poteri del privato datore di lavoro. Il Comune garantisce e promuove nel rispetto delle norme di legge la formazione dei dipendenti al fine di accrescerne la professionalità.

  2. PRINCIPI E CRITERI DI RIPARTO DI COMPETENZE:
    Attraverso atti normativi e di organizzazione il Comune assicura l'attuazione del principio di separazione fra attività politica e indirizzo e controllo spettante agli Organi Politici e attività di gestione spettante
    agli uffici comunali. A tal fine, l'attività di gestione, integrativa delle scelte, indirizzi, strumenti e metodi individuati dagli Organi Politici, compete alla struttura burocratica che è responsabile del raggiungimento degli obbiettivi programmati e dell'efficacia ed economicità dei risultati conseguiti in termini di valutazione dei costi e dei benefici nel rispetto del principio di legalità e in rapporto alle risorse disponibili assegnate.
    Ai sensi e per gli effetti dei commi precedenti è definita attività di gestione ogni attività connotata da discrezionalità tecnica comportante anche adozione, sottoscrizione e stipula di atti con rilevanza esterna e che impegnano l'Amministrazione verso l'esterno, che sia di attuazione di norme di legge e Regolamenti nonchè di attuazione di deliberazioni e provvedimenti generali, nell'ambito di indirizzi e direttive generali emanate degli Organi.
    La gestione è esercitata con autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane e materiali di controllo. Ferma restando la competenza Sindacale per le nomine di cui all'art. 14 del presente Statuto e nell'ambito dell'organigramma funzionale della struttura burocratica, la Giunta nomina i responsabili dei servizi, ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 19 del D. LEG. 77/95.

  3. LO STATO GIURIDICO DEL PERSONALE:
    l'accesso e la progressione in carriera è disciplinato dalla legge dello Stato e, nell'ambito dei principi di legge, da atti normativi e amministrativi. Ai sensi e per gli effetti dell'art. 51 legge 142 la copertura dei posti di Responsabili di Uffici e Servizi che richiedono alta specializzazione, può essere disposta con provvedimento motivato tramite Contratto a Tempo Determinato di Diritto Pubblico prorogabile. Il provvedimento è adottato dal Sindaco.
    Qualora necessario possono comunque essere conferiti dal Sindaco incarichi di direzione, di consulenza, di collaborazione, regolati da convenzioni a termine.
Art. 17 - Segretario Comunale
Il Comune ha un Segretario titolare iscritto in apposito albo. Il Segretario esercita le funzioni stabilite dalla legge.
Il Segretario Comunale è coadiuvato nelle sue funzioni dal Vice Segretario che lo sostituisce nei casi di vacanza, assenza ed impedimento. Il Vice Segretario è individuato nel Responsabile del settore Affari Generali.
Art. 18 - Responsabilità di risultato
Nell'ambito dei principi di legge e del presente Statuto i Regolamenti individuano strumenti, modalità e procedure per la verifica dei risultati e la valutazione della responsabilità dei risultati che grava sui dipendenti che esercitano funzioni di direzione degli uffici e dei servizi nel rispetto del principio della trasparenza e del contraddittorio.
Art. 19 - Servizi Pubblici
Il Comune organizza e gestisce i servizi pubblici nelle forme previste dalla legge prescegliendo fra gli strumenti previsti dall'ordinamento quello che più sia idoneo a garantire efficienza, efficacia, funzionalità ed economicità. A tal fine il Comune promuove e favorisce l'organizzazione e gestione dei servizi pubblici in ambito adeguato secondo i principi di economicità. Ai sensi del presente articolo è " Servizio Pubblico " ogni servizio che venga reso per rispondere alle esigenze ed istanze della collettività amministrata e
attraverso il quale si consegue il miglioramento della qualità della vita dei cittadini.
Art. 20 - Collaborazione dei cittadini
Ai fini di garantire la massima trasparenza, imparzialità, tempestività ed efficacia degli atti amministrativi nell'interesse comune e dei destinatari, è consentito ad ogni cittadino di partecipare alla formazione nonchè alla conclusione di un procedimento che possa recargli pregiudizio o nuocere ai
propri interessi. Allo scopo l'Amministrazione, attraverso il responsabile d'ufficio, potrà attivare direttamente o su istanza dell'interessato una preventiva e motivata informazione sul procedimento instaurato o che si intende instaurare, permettendo all'interessato di presentare le proprie deduzioni in merito e mettendo a disposizione la relativa documentazione.
Onde evitare controversie e senza ledere interessi di terzi od in contrasto con il pubblico interesse, il procedimento potrà concludersi con appositi accordi tra l'Amministrazione e gli interessati nella forma scritta a pena di nullità, onde determinare discrezionalmente il contenuto del provvedimento finale. Tali atti osserveranno la disciplina del C.C. in materia di obbligazioni e contratti, anche se le eventuali controversie restano riservate
esclusivamente al Giudice amministrativo. I modi e le forme di attivazione delle procedure di cui al presente articolo formeranno oggetto di apposita
disciplina regolamentare.
Art. 21 - Valorizzazione delle forme associative e organi di partecipazione
Il Comune valorizza le autonome forme associative e di cooperazione di cittadini operante sul proprio territorio a tutela di interessi diffusi o portatori di alti valori culturali, economici e sociali. A tal fine
viene incentivata la partecipazione di detti organismi alla vita amministrativa dell'Ente attraverso gli apporti consultivi alle Commissioni consiliari, l'accesso alle strutture ed ai servizi comunali, la possibilità di presentare osservazioni utili alla formazione di programmi di intervento pubblici ed alla soluzione dei problemi amministrativi. L'Amministrazione Comunale potrà intervenire con la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari, nonchè l'attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere, a sostegno delle iniziative promosse dagli organismi di cui al primo comma. L'Amministrazione Comunale registra in un apposito Albo, previa istanza degli interessati, le associazioni che operano sul territorio.
Art. 22 - Forme di consultazione della popolazione
In quelle materie di esclusiva competenza locale ed al fine di consentire la migliore impostazione e realizzazione delle iniziative possono essere avviate forme diverse di consultazione della popolazione. In particolare le consultazioni potranno svolgersi secondo la forma del confronto diretto tramite Assemblea o con le Associazioni iscritte all'Albo Comunale, tramite parere in forma scritta, con il coinvolgimento nei lavori delle Commissioni e con ogni altro mezzo utile al raggiungimento dello scopo.
Le osservazioni, i suggerimenti, le proposte che dovessero conseguire da parte dei cittadini, singoli o associati, formeranno oggetto di attenzione da parte dell'Amministrazione Comunale. Le consultazioni non possono aver luogo in coincidenza con altre operazioni di voto.
Art. 23 - Procedura per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte
I cittadini, singoli o associati, possono presentare all'Amministrazione istanze, petizioni e proposte intese a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi. Le richieste dovranno essere presentate per iscritto in duplice copia alla Segreteria del Comune. Il Sindaco affiderà le istanze,
le petizioni, e le proposte agli organi competenti per materia che, potendosi avvalere degli uffici e di contributi esterni, dovranno esaminare ed esprimere un parere sulla questione entro 60 giorni. La risposta all'interrogazione viene fornita entro il termine massimo di 15 giorni successivi dal Sindaco, o dal responsabile del servizio, a seconda della natura politica o gestionale dell'aspetto sollevato.
Ove i termini sopracitati non venissero osservati, il parere dell'organo si dà reso e le pratiche passano agli uffici competenti per l'istruttoria da farsi entro 30 giorni successivi o nel diverso termine stabilito dal regolamento comunale. Nel caso di istruttoria negativa, viene fornita dal Sindaco motivata comunicazione ai soggetti interessati entro i 15 giorni successivi, mentre nel caso di riscontro positivo, vengono anche indicati i futuri sviluppi procedimentali con l'indicazione degli uffici preposti e responsabili.
Art. 24 - Referendum consultivi
Per consentire l'effettiva partecipazione dei cittadini all'attività amministrativa è prevista l'indizione e l'attuazione di referendum consultivi tra la popolazione in materia di esclusiva competenza comunale. Sono escluse dal referendum le materie concernenti: tributi locali, atti di bilancio, norme statali e regionali contenenti disposizioni obbligatorie per l'Ente e, per 5 anni, le materie già oggetto di precedenti referendum con esito negativo. L'iniziativa del referendum può essere presa dal consiglio comunale o da
1/5 del corpo elettorale. Presso il consiglio comunale agirà un'apposita Commissione, disciplinata dal regolamento, cui viene affidato il giudizio tecnico di ammissibilità dei referendum proposti dai cittadini, procedendo: alla verifica della regolarità della presentazione e delle firme, all'ammissibilità per materia considerate le limitazioni del precedente 2° comma e al riscontro della comprensibilità del quesito referendario. Ultimata la verifica entro 30 giorni dalla presentazione del quesito referendario, la Commissione ne presenta una relazione al consiglio comunale. Il Consiglio, ove nulla osti, indirà il referendum, rimettendo gli atti alla Giunta comunale per la fissazione della data. Nel caso in cui il Consiglio Comunale per motivi di legittimità, si pronunci per il rigetto della proposta referendaria o per il parziale accoglimento, dovrà assumere apposita deliberazione con la maggioranza assoluta dei propri componenti. Le modalità operative per la consultazione referendaria formeranno oggetto di apposito disciplinare che, approvato dal
Consiglio Comunale, verrà successivamente depositato presso la Segreteria a disposizione dei cittadini interessati. Il referendum non sarà valido se non vi avrà partecipato oltre il 50% degli aventi diritto.
I referendum possono essere revocati o sospesi, previo parere dell'apposita commissione e con motivata deliberazione del Consiglio Comunale assunta a maggioranza assoluta dei componenti, quando l'oggetto del loro quesito non abbia più ragion d'essere o sussistono degli impedimenti temporanei. I referendum consultivi non possono avere luogo in coincidenza con altre operazioni di voto.
Art. 25 - La pubblicità degli atti
Gli atti dell'Amministrazione Comunale sono pubblici fatte salve le previsioni di legge e del regolamento sul diritto di accesso per quegli atti la cui diffusione possa pregiudicare il diritto all riservatezza delle persone, dei gruppi, delle imprese o il risultato dell'azione amministrativa. Presso gli uffici comunali dovrà essere possibile per i cittadini interessati, secondo i modi e le forme stabiliti dall'apposito regolamento, avere informazioni precise sullo stato degli atti e delle procedure e sull'ordine di esame di domanda, progetti e
provvedimenti che comunque li riguardino.
Art. 26 - Difensore Civico
Per il miglioramento dell'azione amministrativa dell'Ente e della sua efficacia è previsto l'istituto del Difensore Civico il quale svolge un ruolo di garante della imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione comunale,
segnalando al Sindaco, anche di propria iniziativa, gli abusi, le disfunzioni, le carenze ed i ritardi dell'Amministrazione nei confronti del cittadino. Ove nel termine di 60 giorni il Sindaco non provveda il Difensore Civico ne informa i capi-gruppo consiliari. Il Difensore Civico è nominato dal Consiglio Comunale a maggioranza qualificata dei propri componenti ed a scrutinio segreto. Dura in carica per lo stesso periodo di tempo del Consiglio Comunale che lo ha eletto e, prima di assumere le funzioni, presta giuramento di fronte al Sindaco di adempiere il mandato ricevuto nell'interesse dei cittadini e nel rispetto delle leggi. Può essere nominato Difensore Civico: chiunque dimostri di possedere,
attraverso l'esperienza professionale maturata, particolari competenze giuridiche ed amministrative; risulti iscritto nelle liste elettorali di un Comune; sia in possesso deirequisiti di eleggibilità alla carica di Consigliere Comunale
L'Ufficio del Difensore Civico è incompatibile con le seguenti cause che ne provocano anche la decadenza:
  • la carica di membro del Parlamento, di Consigliere Regionale, Provinciale e Comunale, nonchè di membro della Comunità Montana e della U.L.S.S.;
  • la qualifica di amministratore o dirigente di Enti, Istituti e Aziende pubbliche o a partecipazione pubblica, nonchè enti o imprese che abbiano rapporti contrattuali con l'Amministrazione Comunale e comunque ricevano da essa, a qualsiasi titolo, sovvenzioni o contributi;
  • l'esercizio di qualsiasi attività di lavoro autonomo o subordinato, nonchè di qualsiasi attività professionale o commerciale che costituisca l'oggetto di rapporti giuridici con l'Amministrazione Comunale.
Il Difensore Civico ha libero accesso a tutti gli uffici comunali ed alle pratiche inerenti l'adempimento del proprio mandato, potendo altresì usufruire dei mezzi e del personale del Comune. Al Difensore Civico viene corrisposta la stessa indennità prevista per gli Assessori Comunali oltre all'eventuale e documentato rimborso spese. Il Consiglio Comunale può valutare che la figura del Difensore Civico possa essere concordata con delega o convenzione, tra tutti o parte dei Comuni della Circoscrizione ed assolve le sue funzioni per i cittadini dei Comuni interessati.
Art. 27 - Finanza e contabilità
L'assetto economico finanziario del Comune e la gestione delle entrate e delle spese previste in bilancio sono disciplinate dalla legge dello Stato e dal regolamento comunale di contabilità.
Art. 28 - Modifiche allo Statuto
Eventuali modifiche al presente Statuto potranno essere apportate nelle forme e con i limiti stabiliti dalla normativa statale.

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Pubblicato il 13 aprile 2006

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