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Cenni di storia
Una lacerazione che era già da tempo una realtà all'inizio dell'età
moderna e che viene sancita in maniera emblematica a metà del XIXº
secolo, quando, col trattato di Firenze 1844, che chiude
definitivamente il periodo napoleonico e la restaurazione ad esso
seguita, si parla di ben tre Lunigiane.
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| Bonassola | Deiva Marina | Framura |
Levanto |
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Ameglia |
Arcola |
Castelnuovo Magra |
Ortonovo |
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S. Stefano Magra |
Sarzana |
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Carro |
Carrodano |
Maissana |
Rocchetta di Vara |
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Sesta Godano |
Varese Ligure |
Zignago |
Vezzano L. |
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Beverino |
Borghetto Vara |
Calice al Cornoviglio |
Brugnato |
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Bolano |
Pignone |
Riccò del Golfo |
Follo |
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Riomaggiore |
Vernazza |
Monterosso al mare |
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I COMUNI DELLA LUNIGIANA LIGURE
1 - COMUNI DEL GOLFO: La Spezia - Lerici - Portovenere 2 - COMUNI DELLA RIVIERA: Bonassola - Deiva Marina - Framura - Levanto 3 - COMUNI DELLA VAL DI MAGRA: Ameglia - Arcola - Castelnuovo Magra - Ortonovo - S. Stefano Magra - Sarzana 4 - COMUNI DELLA ALTA VAL DI VARA: Carro - Carrodano - Maissana - Rocchetta Vara - Sesta Godano - Varese Ligure - Zignago 5 - COMUNI DELLA MEDIA VAL DI VARA: Beverino - Bolano - Borghetto Vara - Brugnato - Calice di Cornoviglio - Follo - Pignone - Riccò del Golfo - Vezzano Ligure 6 - COMUNI DELLE CINQUE TERRE: Monterosso al mare - Riomaggiore - Vernazza
Totale 32 comuni |
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STEMMI DEI COMUNI REGIONE LUNIGIANA ANTICA in territorio emiliano
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MARTORIATA LUNIGIANA
La Lunigiana venne smembrata in epoca feudale, comunale, delle signorie e successivo periodo della costituzione degli stati moderni. Questo secolare processo di disgregazione fu dovuto a un concorso di cause varie. Esso si attuò nei modi più insospettati, da cui derivarono incoerenti complicazioni amministrative e territoriali. Opera non lieve di smembramento fu compiuta dai Malaspina, che, sebbbene avessero nell'Alta Val di Magra il feudo più vasto, non riuscirono a formare un'unità politica. Ma anche i tentativi espansionistici dei comuni vicini: Piacenza, Parma, Genova, Lucca, Pisa, nonchè di varie signorie, alcune delle quali con sede in quegli stessi territori, contribuirono a tenere smembrata e debole la Lunigiana. S'aggiunga, per accrescere questa penosa situazione, che la Lunigiana fu, in epoca più moderna, oggetto e teatro di lotta fra Genova, Milano e Firenze. L'espansione di Genova aveva il carattere vero e proprio di una integrazione territoriale, spinta verso i suoi confini regionali, si stabilì nella val di Vara, lungo la riviera, nel golfo della Spezia, a Sarzana, cercando di raggiungere Pontremoli ed alcune località dell'Alta Val di Magra. Milano, conquistato il Pontremolese che divenne suddito, sia pure saltuariamente, per circa due secoli e mezzo, al suo dominio. La infiltrazione di Firenze, per la tattica adoprata, cioè mediante possessi indipendenti uno dall'altro, lontani dal governo centrale e considerati quasi autonomi. Questi fatti finirono per rendere stazionarie le condizioni di frazionamento della Lunigiana, e tali esse si mantennero fino alla rivoluzione francese. Con la creazione di dipartimenti e circondari, Napoleone, unendola alla Liguria riportava la Lunigiana nel complesso regionale del nord dell'Italia, come esigeva la situazione geografica. Dopo il congresso di Vienna (1815), la regione subì altre non facili mutazioni. - L'alta val di Magra, ovvero il circondario di Pontremoli e di Bagnone, con i tre comuni della val di Taro, passò agli stati parmensi con la denominazzione di Lunigiana parmense. - La media val di Magra, da Villafranca a Santo Stefano, da Podenzana a Fivizzano, Treschietto compreso, passò, insieme alla plaga più meridionale della regione, al di là del bacino della Magra, cioè ai territori di Carrara, Massa e Montignoso, agli stati estensi con la denominazione di Lunigiana estense. - La bassa val di Magra, da Santo Stefano alla foce, dal golfo della Spezia al territorio di Lèvanto incluso, passò agli stati sardi, parte distinta come Intendenza del Levante, con la denominazzione di Lunigiana Genovese. Lo stato unitario se, politicamente, liberò la regione emiliano-lunigianese dal gravame dei piccoli stati ducali, non pervenne mai, dopo il 1859, ad una basata riforma amministrativa a riconoscimento della integrità territoriale della Lunigiana. Chè il termine stabilito in quell'anno come provvisorio è rimasto più o meno tale finora fra la Liguria e la Toscana, cioè fra la provincia della Spezia e quella di Massa Carrara.
Non siamo Toscani, del resto, ancor oggi i montignosini, e con loro i massesi, dicono "andare in Toscana" allorchè valicano la Porta Beltrama.
Estratto da "Lunigiana" di Giovanni Petronilli, editrice S.E.I. da pag. 5 a pag. 8. |
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LUNIGIANA ANTICA
Da antica carta topografica
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