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LA  TOPONIMIA  LOCALE

Le origini del luogo e del territorio si perdono nei ricordi del passato, confermati da testimonianze di tanti nomi ancor in uso, di derivazione latina.

La toponimia locale, lo studio storico e linguistico dell'origine dei nomi propri dei luoghi, è stata tentata da diversi miei dotti predecessori, dei quali ci è  pervenuto il ricordo orale, il sentito dire, ma ben poco di materiale scritto.

Ogni nome locale, come ogni parola, sia essa in dialetto o in lingua, ha la sua storia; la toponomastica ne illustra l'origine, il significato, l'uso, la pronuncia, e i successivi sviluppi.

Le ricerche che comporta questa scienza ci forniscono preziose indicazioni sulle migrazioni, sulle antiche civilizzazioni, i costumi, la religione delle popolazioni che hanno successivamente occupato uno stesso territorio; noi ci accontenteremo di segnalare qualche esempio generale della toponimia locale.

È anzitutto bene chiarire che la maggior parte dei nomi propri geografici sono stati creati spontaneamente dagli abitanti della regione e si sono trasmessi per lungo tempo per la tradizione orale; questa trasmissione ha creato e causato inevitabilmente delle modificazioni e delle alterazioni.

Essendo stata la Lunigiana una regione di transito, ritroviamo per un medesimo nome, nei paesi anche limitrofi, diverse e differenti interpretazioni, sia nella loro forma completa sia nelle loro radici.

Numerose sono le radici, prefissi e soprattutto i suffissi che entrano nella composizione del nome dei luoghi di Lunigiana.

Si nota facilmente che molti nomi di paesi o di località, per ragioni storiche, o religiose, od altro, hanno cambiato nel corso dei secoli.

La cronologia di queste successive mutazioni, le variazioni fisiografiche dell'ambiente, sono l'oggetto trattato dalla Toponomastica, che è quindi una scienza che aiuta l'archeologia, la paloetnografia, la geografia, la storia, la linguistica che a sua volta, ne è aiutata.

Diverse persone si sono occupate di trascrivere o di studiare l'evoluzione della nomenclatura locale; per puro caso trattandone gli argomenti o perchè hanno cercato di studiarne il significato etimologico.

Il più antico ed importante storico è stato per noi Giovanni Antonio da Faie, vissuto nel '400, che con la sua Cronaca portata alla nostra conoscenza dall'Avv. Jacopo Bicchierai che ne ha curato la sua pubblicazione, cedendo poi gli originali all'Archivio Storico di Massa.

Fanno seguito nel novecento vari professori che si sono cimentati in questo difficile argomento, tra loro Luigi Armando Antiga, Fernando Leviti e Ugo Pagni.

Di Luigi Armando Antiga citiamo: "Studi e ricerche sull'Alta Lunigiana" pubblicato dall'Associazione Culturale Pontremolese, dalla Tipografia Artigianelli di Pontremoli nel 1977.

Di Fernando Leviti, oltre allo studio del "Dialetto Bagnonese", pubblicato dal Centro di Cultura Bagnonese nel 2002, sappiamo che esiste una ricerca Toponomastica, ma non è stata ad oggi ritrovata traccia. Importaante è invece il "Dizionarietto", che fa parte del Dialetto Bagnonese, nel quale sono lencati tanti nomi dialettali con la fonetica di pronunzia.

Di Ugo Pagni, vari trattati sono andati perduti nel crollo del suo archivio, ci restano solo alcune note in calce ad un volume.

 
 
IL  TERRITORIO

La popolazione che viveva nel territorio di Bagnone è senza dubbio di derivazione ligure.

I Liguri una popolazione forte, dedita all’agricoltura, alla pesca e al mare, è stata soggiogata dai romani solo dopo una lunga lotta, nel IIº secolo a.C. [ V. La città di Luni in bagnonemia.it/Gurguglione-Fascicolo Iº].

Non conosciamo fonti storiche che ci permettono di formulare una teoria valida dell’epoca romana e neppure del primo Medioevo.

Tantissimi sono i nomi che ci fanno pensare ad insediamenti di legioni romane ai tempi del Console Leorgio, per altri Levigio (nomi pervenutici attraverso nomenclature e detti locali, non rintracciabili storicamente).

Nella valle del torrente Bagnone, troviamo una ricca toponomastica di derivazione latina.

Alcuni nomi come Corlaga (cor in laga, cuore del lago);

- Campo di Leugio (insediamento del console Leorgio);

- Campo di Marzo da Campo di Marte, luogo di battaglia, oppure da Campo di Marcius, da Ancus Marzius;

- Vico (dal latino vicus, villaggio, borgo, quartiere, rione);

- Stazzone ( da statio, stationis: stazione, posto di guardia); Pianel dei morti; ecc. ecc.

 Sono queste solo costatazioni e supposizioni?…. Ed anche nella valle del torrente Civiglia si trovano nomi interessanti come:

- Gabbiana, - Lusana, - Cassolana, - Vespeno… ecc.

Sono questi sicuramente dei “ toponimi prediali ” di derivazione latina, per l’uso romano di distinguere i fondi col nome del proprietario o di un luogo, aggiungendo a questo il suffisso “ anus ”. Esempi:

- Gabbiana - dal nome della città laziale di Gabio + anus = Gabianus ed oggi per corruzione: Gabbiana; od anche dal predio appartenente a un romano di nome Gabius.

- Lusana - dal nume lusio, lusionis (gioco, divertimento) + anus = lusianus ed oggi per corruzione: Lusiana, Lusana.

- Cassolana – dal nome romano Cassius + anus =  Cassianus ed oggi per corruzione: Cassiolanus, Cassiolana, Cassolana.

- Vespeno – da vesper, vesperis; Vespero di Venere), sera + anus = Vespanus ed oggi per corruzione : Vespeno.

- Croce - in dialetto Kròsa, da croce. Punto d’incrocio, ove si intersecano le strade.

 

IL  MEDIOEVO  IN  LUNIGIANA  

La data di riferimento è il 476, la caduta dell’impero Romano d’occidente.

Riappare Luni nel 552, quando il generale bizantino Narsete la occupò e divenne un importante centro bizzantino. É in questo periodo che sorge Sorano di Filattiera, centro amministrativo e militare di importante rilevanza  per la viabilità in val di Magra.

L’egemonia bizzantina subì uno scossone, dall’invasione Longobarda del 568, che invase anche la Toscana, stabilendo a Lucca la capitale del Ducato.

L’impero bizzantino resiste in Liguria contro i Longobardi fino al 643 con

Dopo la conquista longobarda del territorio lunense, si nota un periodo espansionistico da parte dei nobili, delle chiese e del vescovo di Lucca, con l’acquisto di numerosi beni e proprietà anche in Lunigiana.  

Sotto i Franchi, Luni e la Lunigiana restarono nell’orbita lucchese. Il Ducato longobardo fu sostituito da un Marchesato carolingio, ma non ci furono grandi cambiamenti di tipo politico.

Dati sicuri, fonti storiche che ci informino sull’origine di Bagnone, non ne conosciamo ancora. La prima volta che troviamo nominato Bagnone é precisamente il 19 maggio 963 quando l’Imperatore di Germania Ottone I, rinnovò la protezione ai Vescovi-Conti di Luni, enumerando le corti, le pievi ed i castelli per il quale la protezione valeva.

  Inoltre abbiamo notizie dirette ed indirette di alcune Pievi elencate in diversi privilegi papali che ci fanno risalire alla fine del X secolo. Nel 981 é notizia della Pieve o Chiesa di San Cassiano di Bagnone in un accenno al “mercatum in plebe sancti cessioni” contenuto nel diploma dell’Imperatore Ottone II per il Vescovo di Luni Gottifredo.

Dati di fatto, invece, come l’ubicazione a difesa della valle, ci fanno pensare che Bagnone, sorto come roccaforte, ha dato origine al suo Castello con la torre di avvistamento e di comunicazione con gli altri Castelli fortificati: Mulazzo, Malgrate, Castiglione del Terziere e di Treschietto, opera iniziata a partire da un periodo intorno al  900 - 1000 d.C..

Il Castello di Bagnone, unitamente agli altri, era sicuramente importante per la difesa del territorio, di non facile accesso dalla valle, perché  il profondo torrente non permetteva l’entrata se non attraverso alcuni ponticelli in pietra ad arco unico tutto sesto, che collegavano le due sponde, passaggi obbligati, opere di facile controllo e di difesa.  

L’origine di Bagnone, come agglomerato urbano, é una conseguenza dell’espansione e quindi della necessità di dare un tetto alla popolazione che andava mano a mano crescendo, al riparo della torre e all’ombra del Castello.

É tacito che, dalle origini al 1200, per Bagnone si intendeva la roccaforte e l’agglomerato di case sorte attorno al castello, tutto edificato sulla sinistra del torrente Bagnone, dal quale la località prese il nome; delimitata dal torrente Mangiola e dal Canale Pendeggia, oggi chiamata: il Castello di Bagnone.

 

GUTULA

Il più antico documento che citi il territorio e gli unici dati storici pervenutici, ricavati da scritti dopo il 1100 sono i seguenti :

- Monachus de Bagnone. In una sentenza pronunciata il 18 Novembre  dell’anno 1124, dai consoli di Lucca, nella chiesa di Sant’Alessandro di quella città, circa la vertenza sorta per il possesso del monte Caprione tra Andrea, Vescovo di Luni ed i Marchesi Malaspina. Tra le varie persone e fedeli che, in tale occasione, accompagnarono il Vescovo Andrea a Lucca, è menzionato nel documento, un  “ Monachus de Bagnone ”. (Probabilmente inteso come il Monaco del Castello di Bagnone, n.d.a.)   

- Plebem de Bagnone. In una bolla del Papa Eugenio III, con la quale prende sotto la sua protezione la Chiesa di Luni, aderendo così alla supplica umiliatagli dal Vescovo Gotifredo, datata 11 novembre 1149, è noverata tra le altre la “ Plebem de Bagnone ”. (Plebem = popolo, volgo, n.d.a.)  

- Dominii… de Bagnone. Il lodo reso nel monastero di Aulla il 12 Maggio 1202 col quale gli arbitri eletti dal Vescovo Lunense Gualtiero e dai Marchesi Malaspina composero il dissidio nato fra loro per l’acquisto da questi ultimi fatto dei possedimenti lunigianesi dei Marchesi d’Este, rammenta con gli altri anche i “ Dominii…. De Bagnone ”. (Dominium, dominii = dominio, possesso, signoria, proprietà, n.d.a.)

 Queste sono le notizie più antiche di Bagnone. Ebbe probabilmente tale nome il Castello eretto sull’alto colle, che sorge sulla sinistra del torrente omonimo, Castello sul torrente Bagnone, quindi Castello di Bagnone. Sulla sponda opposta, formata da una aspra scogliera di roccia arenaria, intorno ad una piccola cappella, nella quale si venerava una miracolosa immagine di Nostra Donna, andò in seguito sviluppandosi da acquistarne il carattere di borgo, una non meglio definita località: Gutula.

Per recarsi al Castello di Bagnone, tutti i viandanti che venivano dalla via fiorentina o da Castiglione, via cà d’Timorat, dovevano obbligatoriamente attraversare il rio Pialastra che scorre a levante del Castello, già sulla riva sinistra del torrente Bagnone.  Invece quelli che arrivavano dalla via parmense, ubicata sulla sponda destra del torrente Bagnone, dovevano assolutamente transitare nella strettoia a precipizio sul profondo torrente. L’erosione delle rocce arenarie, dovute al lento lavoro dell’impetuoso torrente, la buia strattoia, il colore cupo delle acqua, hanno suggerito il nome al luogo: il bodrigon. 

Dopo questo passaggio obbligato, la località è stata chiamata Gutula; nome che ritroviamo in un istrumento del 1300, ove si legge:”Datum...in Borgo Gutulae Bagnoni”.

Gutula, per similitudine, può derivare dal latino Gutta, dove ha anche valore la locuzione latina: Gutta cavat lapidem  = la goccia scava la pietra.

Allora posso anche avanzare l’ipotesi: Località Gutula, dove il torrente è incassato nella roccia arenaria. Come può anche valere l’ipotesi che derivi da guttur, gutturis, tradotto in : gola, stretta, forra.

Nel secolo XIII, tutto il territorio era sottoposto alla Signoria dei Marchesi Malaspina [V.], per cui tutta la storia di Bagnone si confonde con quella della famiglia dei Malaspina, feudatari della maggior parte della Lunigiana.  

Il cronista e speziale bagnonese Gio. Antonio da Faie, (1409-1470) nella sua cronaca, asserisce che l’attuale Borgo di Bagnone, posto in basso in un luogo spazioso, di più facile accesso, sorse in Gottola ed era denominato anche Votola o Vutula e Pozzo.  

 
TOPONIMI  DEL TERRITORIO

Da "Studi e ricerche sull'alta Lunigiana" di Luigi Armando Antiga, estraggo le pagine da 199 a 204, per conservarle a portata di mano degli interessati bagnonesi.

BAGNONE, Capoluogo di Comune, a cavallo del torrente omonimo.

Dapprima ebbe tale nome il Castello posto su di un colle, le cui basi rocciose sono bagnate dai torrenti Bagnone e Mangiola, e dal rio Pendeggia, i quali incidono profondamente la roccia.

Fu capoluogo di feudo dei Malaspina dello Spino fiorito, dal 1351 al 1471, anno in cui restò in libera balia e giurisdizione della Repubblica fiorentina.

Per la storia di Bagnone vedi: bagnonemia.it/gurguglione/fascicoloIV.

Bagnone, dialetto Bagnòn, é connesso a BA(L)NEUM più il suffisso –ONE, non nel significato di “bagno” ma di “bagnato” cioé “ricco di acque”; cfr. A son tut bagn kmè n'usèl e l'altra tipica espressione dialettale: j par un Bagnón di un torrente o canale ingrossato repentinamente per l'abbondante pioggia.

- Gotola, nei documenti Guttula e Gutula, riflette il latino gut(t)ula, "gola" incisa dall'acqua nella roccia su cui fu costruito Bagnone. Aggettivo per commistione con GUTTUR-E(a).

- Pozzo, come appariva l'abitato osservato dalle alture circostanti e soprattutto dal Castello.

- Votola, in dialetto "vota" è la volta, derivazione da voltare, per coperta di edificio costruita di muro in forma curva e sostenuta da muri verticali o da pilastri: le "vote" sono le caratteristiche viuzze a volta di tanti borghi lunigianesi

Alzana, casale di Bagnone, in dialetto Alzana e Lalzana da ALTIUS, nome gent. È il nome popolare non attestato da documenti, usato accanto a quello ufficiale:

- Nezzana, casolare di Bagnone, in dialetto Nezana documentato negli atti: abbiamo NETIA nome gent. Romano e NETUS (Forcellini, Onomasticon).

Pagazzana, casolare di Bagnone, dialetto Pagazana: da PACATIUS, (Forcellini, Onomasticon).

BIGLIO, Frazione di Bagnone, in dialetto Big a Biglio, Gigliana e a Irola; Bigiu a Corlaga; Bi a Filattiera. Deriverebbe da OPI(G)ULU "òpi", che è la pianta che serve di sostegno alle viti.

CASTIGLIONE del Terziere, frazione di Bagnone, in dialetto Kastigión; nel Faje trovasi : Castione, Castion, Castiliono e Castilion da un Castili-one che deriva da castellum e castelum (diminutivo di castrum) più il suffisso -one.

Del Terziere in seguito alla divisione del 1275 dei Malaspina di Filattiera per essere compreso nella terza parte dell'eredità feudale paterna, rimasta al marchese Alberto, continuatore della linea di Filattiera del ramo dello spino fiorito.

COLLESINO, frazione di Bagnone, in dialetto Kolsin, nei documenti del 1355 si legge Colesinum. Deriva dal diminutivo di Collis  - COLLIC-INO sta per collicello; ha tre abitati o casali: Castello, la Chiesa e Tre fontane, i cui etimi sono di facile comprensione.

COMPIONE, frazione di Bagnone, in dialetto Konpión, nei documenti del 1355 è  Compianum e nel Faje Conpiono. Nel bagnonese la voce dialettale è costantemente Konpion; a Villafranca Kunpión.

Si ritiene che la voce originaria fosse Compiano, in dialetto Kompiàn come attesta il documento del 1355 e che nel tempo sia diventato Compione in dialetto Konpión, che non pare aver significato alcuno.

CORLAGA, frazione di Bagnone, in dialetto Korlaga, nei documenti del 1355 si trova Corlagha e Corlaga; nel Faje: Crolà, Crolagha, Crolaga, Corlagha: da Córolus più il suffisso -acus, a: CORILACA.

Ha tre casali: Agnéta in dialetto Agnéta da ALNETA (V. alnus "ontano"); Léugio in dialetto Léugiu, nei documenti del 1355 Levigium e nel Faje Levegio, dall'Antiga LEVIGIUS; Stazzone in dialetto Stazón; deriva da STAZIONE(M) o "posto di guardia" lungo le vie romane.

CORVAROLA, frazione di Bagnone, in dialetto Karvaróla. É ubicata su un declivio che fiancheggia la riva destra del rio Torchio di Bacco, affluente del torrente Civiglia. Importante Castello del ex feudo di Castiglione del Terziere, passò nel 1491 con lo stesso Castiglione alla Repubblica fiorentina.

Nei documenti del 1355 si trova scritto Corvarolla e nel 1470-71 Corvara.

Il toponimo nel bagnonese e nel villafranchese è costante Karvaróla per cui conviene lasciare il nome ufficiale e rifarsi alla voce dialettale crava (capra) più il suffisso -ola cravarola, diventato caprarola poi carvarola e in fine Corvarola.

Ha due casali: Croce in dialetto Krósa da CROCE, luogo ove si intersecano strade, in Faje ala Crosa; Nola in dialetto Nóla da NAULA con significato di "conca", per molti potrebbe essere una voce celtica.

GABBIANA, frazione di Bagnone, in dialetto Gabiana. Risiede sopra un poggio, alla cui base scorre il torrente Civiglia che è tributario del fiume Magra quasi alla confluenza col Taverone.

Il Repetti, d'acordo con gli eruditi, ne fa derivare l'etimologia e l'origine da un predio appartenente a coloni romani addetti alla gente Gabia o Gavia, dal nome di persona romana GABIUS.

Fanno parte di Gabbiana diversi abitati o casali fra cui:

Baratti, in dialetto Barati: deriva da un cognome lunigianese Baratta.

Cassolana, in dialetto Kassolana, da CASSIULANUS, aggettiovo del nome romano Casius - Cassiolus.

Deglio, in dialetto Dèg, dal nome di persona romana DELIUS.

Favale, in dialetto Favàl, da FABALIS dal latino faba traduzione fava. È questo un nome che si ritrova in Lunigiana, Favale di Treschietto o di Pontremoli.

Grecciola, in dialetto Grèc'la, da (E)RICULA, diminutivo di (E)RICA, "erica vulgaris", con l'i breve del latino medievale. Dall'italiano "grecchia" o "scopa di macchia" nome volgare di alcune piante del genere Calluna.

IERA, frazzione di Bagnone, in dialetto Iéra. Fece parte del ex feudo di Treschietto. È situata alle sorgenti del torrente Bagnone, sotto il monte Sillara. Nei documenti si trova Hera (a. 1296), Heri (a. 1298), Era (a. 1355), il da Faje la cita "Era".

Di derivazzione assai controversa: da j-era che è la fase nuova di gl-area e di g-ara (con la g di giallo). La si trova in Lunigiana: Giarón a Filattiera, jara come ghiaia o greto di fiume a Filattiera, jära a Pontremoli, gianda (con la g di gallo) "ghianda" a Gigliana a Terrarossa a Licciana. Il gruppo gl diede luogo a j e a gi nei derivati di glarea. 

LUSANA, frazione di Bagnone, in dialetto Lusana (con la s di rosa). Situata sul limite sud-est del territorio a confine con Licciana; deriva dall'aggettivo del nome di persona romana LUCIUS.

MOCHIGNANO, Frazione di Bagnone, in dialetto Mokignàn, secondo Antiga deriva da MOCHINIANUS, aggettivo del gentilizio MOCHINIUS (diminutivo di Mochus. Nei documenti troviamo Mocognanum (a. 1355), Mochignano (a. 1295). Mochignano era anche il nome di alcuni Malaspina della linea di Filattiera.

ORTURANO, frazione di Bagnone, in dialetto Alturàn. Nei documenti troviamo Ulturano, Urturano, Urtorano (a. 1355). Nell'onomastica romana non esiste nè "Ulturius" nè "Volturius" per cui è necessario partire dal puro fonema dialettale Alturàn o Al-Turàn che è menzionato sovente dal da Faje citando nomi come: Rolando dal Turan, Landino dal Turano e Lando dal Turano, ecc.

L'Antiga lo riconduce ad un: AD-TURIANUM, dal nome gentilizio TURIUS che l'onomastica latina registra.

Non è inverosimile la commistione di "altura" per la posizione topografica del luogo. Si trovano nelle vicinanze le localita di:

Canale, in dialetto Kanàl da canalis.

Vaggia, in dialetto Vàgia da valleus, nel senso di "campagna bassa"

Termine che lo si ritrova in Lunigiana come: Vaggia a Castevoli e Montereggio, Vaja a Dobbbiana, Vaglia a Virgoletta e Valla a Mulazzo.

PASTINA, frazione di Bagnone, ubicata su di un colle sulle pendici del monte Barca, in dialetto Pastnà, dal latino PASTINUM che si traduce in "terreno lavorato con la marra". Da una mia ricerca ho trovato le seguenti derivazioni:

- pastinatus : - 1 - pastinatus, a, um : participio passato di pastino. - 2 - pastinatus, us, m. : lavorare alla zappa.
- pastino, are, avi, atum : - tr. - zappare (un terreno), lavorare (un terreno) alla zappa.
- pastinum, i, n. : - 1 - zappa. - 2 - terreno zappato. - 3 - azione di lavorare il terreno con la zappa.
- pastio, onis, f. : - 1 - azione di bruccare l'erba, azione d'allevare del bestiame.

 - 2 -  pascolo.

Quindi potrebbe riferirsi ad un luogo ove si lavora il terreno con la zappa, oppure si riferisce ad una zona atta al pascolo di animali.

PIEVE, Frazione di Bagnone, in dialetto Pié da PLEBE(M), popolo. Era una delle 35 chiese sottomatrici che costituivano la Diocesi di Luni, se ne hanno notizie dall'anno 981. Era l'antica chiesa battesimale del territorio, dedicata ai SS. Ippolito e Cassiano, sita su di un poggio sotto il Monte Barca, tra i castelli di Bagnone, Castiglione del Terziere e di Corvarola. Sono nella parrocchia anche le località di:

Darbia, in dialetto Darbia, il da Faje la cita come "d'Arbia" da Albius nome gentilizio romano o anche da Alveus che si traduce alveo, conca; anche Arbi (alveus) come "trogolo".

Groppo, in dialetto Grop, in italiano sta per "altura".

Vespeno, in dialetto Uspén, secondo Antiga deriva dal nome latino di persona VESPENUS. 

TRESCHIETTO, frazione di Bagnone, in dialetto Tras'cé, nei documenti lo troviamo scritto Treschietum (a. 1355), oppure Treschietto (a. 1458). Il da Faje lo scrive "Traschié".

Diede il titolo ad un feudo dei marchesi Malaspina di Filattiera, comprendeva le localitèa di Agnetta, Corlaga, Finale Iera, Leugio, Palestro, Stazzone, Querceto e Vico. Treschietto aveva una notevole importanza nel passato per la sua posizione di transito per le vie montane tra corsi d'acqua e valloni; il Giuliani lo deriva da TRANSJECTUS. 

Castello, in dialetto Kastèl, per l'esistenza del Castello.

Finale, in dialetto Fnàl, da FINALIS, (fines), limite del paese. Il da Faje lo scrive "Fenale".

Palestro, in dialetto Palèstar dal PALESTRIS per PALENSIS, da PALAM nel senso di "allo scoperto", terra libera da boscaglie, zona aperta.

Querceto, in dialetto Guercèd, chiaramente sta per "querceto".

Valle, in dialetto Vala (an vala), sta per valle, zona bassa e pianeggiante.

VICO, frazione di Bagnone, in dialetto Vik, dal latino VICUS, sta per  villaggio, borgo, borgata. Diede il titolo ad una parte di marchesato dei Malaspina di treschietto. Sono nella parrocchia anche le località di:

Scrosa, In dialetto Scrosa; il da Faje la chiama "Secroxe"; l'Antiga la deriva da EX-CRUCE.

Canneto, in dialetto Kanét da CANNETUM, luogo dove crescono le canne.

Finale, in dialetto Fnàl, da FINALIS, come termine, fine del paese. Il da Faje lo scrive "Fenale".

Monterolo, in dialetto Montról da MONTERIOLUS - MONTROLUS sta per monticello; montiröl ad Irola.

Valle, in dialetto Vala (an-vala) deriva da VALLES - VALLIS per vallata.

 

NOMI  DI  LOCALITÀ  SUL TERRITORIO 

Ai Pari Chioso Monte Cinollo Passo le Guadine
Barcari Cima la Barca Monte Colla Passo Badignana
Baton Cimitero Gragnana Monte Debia Piaggi
Cà Bussini Col del termine Monte delle Ciliege Pianaccia
Cà Bargoli Costa Corsola Monte di Biglio Pianel di Morti
Cà degli Agosti Costa Posada Monte Mochignano Pianella di Lola
Cà della Marianna Crona Curtiglia Monte Federici Piano del monte
Cà Marelli Da Pinon Monte Forca Ponte di Valle
Cà Paneschio Enterosso Monte Losanna Poppiana
Cà Rossa Gavanello Monte Maltagliato Prada Bosta
Cà Zappelli La Bota Monte Matto Pradaccio
Camerino La Cimarola Monte Nagutto Prato del ferro
Torchio di Bacco La Cocca Monte Paitino Pregnacca
Capanna d'Antani La Fosa Monte S. Antonio Rifugio Matale
Capanna di Beppino La macia Monte Santa Maria San Rocco
Capanna Giovannini La Torre Monte Sillara San Terenzio
Capanne dei Tornini Lavacchio Monte Stola Selva di Pastina
Capanne Cartiglia Mallacchio Mozzoni Tralacesa
Capanne Compione Masera Mulini di Marzo Tecchio dei Merli
Capanne di Iera Monte Alarola Nella Nuda Trillo
Capanne in Corbia Monte Barca Numbria Vaggia Sassona
Case Bicchieraia Monte Bragalata Pagliaccio  Val Ronchilunghi
Case del Piano Monte Brusa Palu Vallescura
Case di Gavazzana Monte Campolone Panigale Verzela
Castagnola Monte Carlussara Passo la Colletta Vignale
 

CORSI  D'ACQUA

Torrente Bagnone Sorge dal monte Sillara e sfocia nel fiume Magra.
Torrente Mangiola Sorge a Casalecchio di Collesino, affluente del Bagnone.
Torrente Civiglia Nasce a Corvarola e sfocia nel fiume Magra.
Torrente Acquetta Inizia dal Passo di Badignana, è affluente del Bagnone.
Torrente Re di Valle Dal Monte Brusa, è affluente del Bagnone.
Torrente Fiumenta Dal Monte Dongo,  è affluente del Re di Valle sotto Vico.
Torrente Tanagorda Dal Monte Maltagliato, è affluente del Bagnone.
Torrente Bagnolecchia Da Compione, è affluente del Bagnone nei pressi di Iera. 
Canale la Pandeza Canale dal  Castello di Bagnone, è affluente del Bagnone.
Canale Torchio di Bacco Canale da S. Terenzio, è affluente del Civiglia.
 
BIBLIOGRAFIA:

Prof. Luigi Armando Antiga - Studi e ricerche sull'alta Lunigiana - Associazione culturale pontremolese - Tipografia Artigianelli - Pontremoli 1977

Prof. Ugo Pagni - Archivio storico - Bagnone
Giovanni Antonio da Faje - Libro di croniche e memorie e amaystramento per l'avenire - (Malgrate 1409- Bagnone 1470).

Pubblicato il 11 Gennaio 2006

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