Aggiornato il  10 Gennaio 2007

 

 

 

 

IL TORRENTE BAGNONE

Il torrente principale del nostro territorio è il Bagnone, che lo attraversa dal nord al sud interamente e che da il nome al centro urbano, che un tempo si chiamava Gutula e dal 1124 al 1202 si trova più volte citato Bagnone come:"Monachus de Bagnone" oppure "Plebem de Bagnone" e "Dominii... de Bagnone"

Vedi il Gurguglione, fascicolo 1 - Link.

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Il Bagnone teoricamente nasce sulle falde del Monte Sillara m 1861, ed ha due sorgenti naturali, che sono le due diramazioni di Garbia, quella di sinistra che scende dai Tornini e quella di destra che scende dalla Pianaccia e dalle Verzele;  per cui l'acqua del Bagnone scorre tutto l'anno, e a fondo valle raccoglie ben sette affluenti principali che scendono da altre vallate dell'Appennino, e che sono: il Bagnolecchia, il Tanagorda, l'Acquetta, il Redivalle, La Fiumenta, il Mangiola, la Pandeza e altri canali secondari di scolo stagionale.

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Il torrente Bagnone e le sue diramazioni è un corso con l'acqua limpida e cristallina, di notevole interesse per la pesca della trota fario, che si pratica con canna corta, in certi spazi anche a mosca e con il lancio leggero, ma ormai la vegetazione è diventata rigogliosa e quindi invade il greto del torrente. Più facile è la pesca a valle, sotto il paese di Bagnone, gli spazi sono ampi e la possibilità di lancio è più facile. Il torrente Bagnone divenendo affluente di sinistra si immette nel fiume Magra presso Villafranca in Lunigiana. 

Il Bagnone ed i suoi affuenti sono torrenti meravigliosi, che nessuno conosce meglio di me. Appassionato pescatore della sola trota, ho marciato quei luoghi quando avevo vent'anni, ho scalato ed arrampicato tutte le alte cascate che esistono lungo i percorsi di pesca. Mi dispiace di non aver mai provveduto a fotografare questa decina di meraviglie, bellezze naturali, che sono visibili solo a chi ci va per pescare. Anche camminando sui sentieri tracciati lungo i torrenti, si odono i rumori delle cadute d'acqua, ma le cascate non si riescono a vedere; per ammirarle si deve essere sul greto del torrente. 

Come arrivare al torrente Bagnone: percorrendo l’autostrada A15 (Parma – La Spezia) se si proviene da Parma uscire a Pontremoli, mentre se si proviene da La Spezia o da Carrara uscire ad Aulla. Imboccare la SS.62 in direzione Villafranca in Lunigiana; raggiunto l’abitato di Villafranca seguire le indicazioni per Bagnone che raggiungiamo dopo 4,5 km di strada provinciale asfaltata.

Una volta entrati in paese, attraverso la caratteristica porta di San Rocco, attraversare tutto il borgo di Bagnone e dopo il primo ponte "dei Barsan" svoltare a sinistra sul Lungo Bagnone in direzione degli impianti sportivi. Parcheggiate nelle vicinanze del campo di calcio (proprio lungo il torrente) e buon divertimento.

 

 

 

 

 

 

 

Permessi di pesca: la sola licenza governativa in corso di validità. 

Attenzione ai divieti di pesca che periodicamente vengono introdotti in questo corso d’acqua, solitamente concentrati a cavallo dell’abitato di Bagnone, vedi più sotto la zona ZRF.

Dove alloggiare: Su prenotazione alcune camere sono disponibili presso la Locanda da Lina in piazza Marconi a Bagnone. Vedi: dove alloggiare e mangiare bene a Bagnone - Link.

Cosa visitare: al contrario di quanto si possa pensare, vi trovate in una zona ricca dal punto di vista turistico. La Lunigiana è una regione situata nella Toscana nordoccidentale, in provincia di Massa Carrara, che corrisponde all'alta e media valle del fiume Magra. Il suo nome deriva da uno dei più importanti siti archeologici dell'Italia: Luni, fondata nel 167 a.c. da etruschi e da liguri che l'abitarono.

Incuneata tra l'Appennino tosco-emiliano, a est, e quello ligure, a ovest, e una valle di transito tra la regione appenninica e il mar Ligure, attraverso i valici della Penna e del Rastrello, e con l'alta Italia coi passi del Brattello, passo della Cisa, del Cirone, del Lagastrello e del Cerreto. 

In epoca medievale fu per un certo periodo unita sotto la sovranità dei vescovi di Luni, costituendo una potente diocesi che coincideva con l'intera regione, attraversata dalla famosa via Francigena, la strada dei pellegrinaggi per Roma. Poi, a partire dal XIV secolo, fu ininterrotto oggetto di contese, frammentando spesso il suo territorio tra più dominatori (genovesi, pisani, milanesi, lucchesi, fiorentini ecc.). 

I centri da visitare sono senz’altro Aulla, Bagnone, Castiglione del Terziere, Filattiera, Malgrate, Mulazzo, Pontremoli, Villafranca in Lunigiana. 

Vedi:"I Castelli di Lunigiana" -  Link.

 

 

 

 

Il fiume Magra, nasce in Alta Lunigiana, a quota 1.200 m s.l.m., tra il Monte Borgognone (1.401 m s.l.m.) ed il Monte Tavola (1.504 m s.l.m.). 

Bagna le province di Massa-Carrara e la Spezia, il suo percorso é di circa 62 Km. lungo la Val di Magra. Infine, si riversa nel Mar Ligure, con un ampio estuario situato tra Bocca di Magra e Fiumaretta, nel comune di Ameglia.

Bocca di Magra

 

 

 

ZONE A REGOLAMENTO SPECIFICO - ZRS

Le Zone a regolamento specifico (ZRS) sono porzioni di corso d'acqua sottoposte a particolare disciplina ed al pagamento di una quota di accesso che viene reinvestita in ripopolamenti, vigilanza ecc., vedi l' elenco delle ZRS attualmente esistenti qui sotto elencate. 

Fiume Magra e alcuni suoi affluenti: 

Fiume Magra nei Comuni di Tresana, Licciana Nardi, Podenzana e Aulla (dalla confluenza  del Torrente Osca al ponte del casello autostradale di Aulla = Km 4 circa. 

Fiume Magra in Comune di Pontremoli: (dal ponte della S.S. n°62 di porta Parma inizio del borgo, al ponte della S.S. Annunziata alla fine del borgo della città di Pontremoli = Km 1,8 circa).

Torrente Bagnone Comune di Bagnone (dal ponte antico del mulino di marzo al ponte vecchio del centro abitato di Bagnone = Km 1,5 circa)

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CENTRO PER LA CONSERVAZIONE E LA DIVULGAZIONE DELLA BIODIVERSITÀ

L'impianto ittiogenico per l'allevamento e la produzione della trota autoctona di ceppo appenninico (Trota Fario), nella Valle dei Frignoli in Lunigiana.

Per la qualità e l’abbondanza di acque di sorgente, l'incubatorio di valle dei Frignoli é stato creato perché luogo ideale per la riproduzione e per l’allevamento di trote fario autoctone.
Questo importante impianto ittiogenico é stato voluto dalla Comunità Montana della Lunigiana, ed è costituito da un laghetto per la stabulazione permanente dei riproduttori, un locale chiuso destinato all’avannotteria per l’incubazione e la schiusa delle uova, due vasche per lo sviluppo delle larve e le prime fasi dell’accrescimento (fino allo stadio di trotella) e altre due vasche per l’allevamento e l’accrescimento delle trotelle (fino 1-2 anni di età).
Gli obiettivi principali di questo impianto sono la conservazione e l’incremento delle popolazioni indigene di Trote Fario appenniniche di "ceppo mediterraneo" la cui presenza nei nostri torrenti é purtroppo minacciata dalla pratica diffusa di semine e di ripopolament
i inadeguati.

A queste operazioni siamo ancora una volta costretti a dover dissentire categoricamente nei confronti di alcune Associazioni che, con il consenso degli Enti locali, organizzano gare di pesca con immissioni di pesce di allevamento inadeguato, in un ecosistema dai così fragili equilibri.

   http://www.lunigiana.ms.it/root/attivita/frignoli/vivaio.asp
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L'INCUBATORIO DI BAGNONE

Mi piace ricordare a questo proposito che ai tempi della FIPS, anni 1960-1970, con sede ad Aulla, presidente Bruno Guastalli, ed il sottoscritto era delegato di Bagnone, con l'aiuto di amici pescatori di Bagnone, Mario Spinetti, Andrea Bassignani, Luciano Ferdani ed altri, nel locale lavatoio del "Bodrigon", alimentato da una sorgente d'acqua naturale, e da un acquedotto realizzato da noi, con la partecipazione dell'Amministrazione Comunale, si attingeva direttamente l'acqua del Bagnone sopra la cascata. Avevamo allestito un incubatorio composto da 12 cassette metalliche, nella quali spremevamo le uova e il latte delle trote che noi stessi pescavamo nel torrente durante il periodo di chiusura.

Si riusciva così a produrre alcune migliaia di avanotti che venivano tenuti per tre mesi nelle esistenti vasche del lavatoio.

Gli avanotti venivano alimentati con sangue bollito che ci conservava Marietto del Frà dall'abbattimento degli animali da macello. Gli avanotti che rimanevano, divenute ormai trottelle, venivano trasportate con bidoni aerati da una pompa a mano ideata da Spinetti, a dorso d'asino, sino alle sorgenti dei nostri torrenti.

Era un'operazione che pochi volenterosi hanno mantenuto costante per un decennio, e che si è fermata con l'eliminazione della FIPS dalla zona.

Sono i miei bei ricordi, era una vera passione.

A fianco la foto del vecchio lavatoio sopra il "Bodrigon" trasformato ad incubatorio.

 

 

 

 

PER GLI AMANTI DELLA CANOA KAYAK

Ho preso notizie dal sito ufficiale del Canoa Club Grosseto, che traccia con competenza le linee fondamentali per la pratica della canoa nei torrenti appenninici: http://www.acquaviva.org/Toscana%20in%20canoa/toscanaincanoa2.htm.

Analizzando il torrente Bagnone, così scrivono: 

"Si tratta di un’altro gioiello che la Lunigiana riserva agli amanti dell’alto corso. Le difficoltà sono medio alte e si attestano tra il IV° ed il V° WW. é preferibile percorrerlo con livello alto altrimenti alcuni salti possono diventare pericolosi, per il loro ritorno".

Il primo tratto, dal paese di Iera, fino al ponte di Treschietto è quello più impegnativo e continuo, con salti e passaggi, sempre da visionare, a causa dei rami che spesso ostruiscono il letto del torrente. Si può interrompere la discesa al ponte di Treschietto, da qui in poi, se si esclude una difficile rapida con salto finale, trasbordabile, valutato di VI°WW, il fiume é meno continuo e mantiene difficoltà limitate fino a Bagnone, incontrando due sbarramenti artificiali.

Tratto Iera - Bagnone

imbarco: Per raggiungere l’imbarco dal paese di Bagnone si risale in direzione Treschietto, Iera; all’altezza della prima casa del paese di Iera parte un sentierino in mezzo a castagni secolari; Ci si imbarca sotto la confluenza di due rami, prima di un bel salto di 3 mt. circa.

sbarco: a monte del paese di "Bagnone" presso il vecchio "mulino di Marzo" ristrutturato c’é un  vecchio piccolo ponte e la strada è comunale. Gli attuali proprietari hannno chiuso con un cancello abusivo il passaggio. Volendo si può proseguire fino al campo sportivo nei pressi di "Bagnone" al ponte degli Alpini. Una alta stgruttura in cemento armato che attraversa il torrente.

lunghezza: percorso complessivo 5,5 km circa.

difficoltà: WW IV°-V° (VI°).

Possibilità di rami e tronchi; a valle del ponte di Treschietto, rapida ai limiti della fattibilità con salto finale molto pericoloso. Nella parte finale due sbarramenti artificiali per una centrale elettrica e per i mulini.

idrometro: sotto il ponte di "Bagnone" (Quale? nota d. a.), guardando a valle, se il sasso centrale é quasi coperto il livello é ideale.

periodo: dopo le piogge e i temporali, oppure in autunno, inverno e inizio primavera.

UN' ALTRO  GIOIELLO  DI  LUNIGIANA