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Figlio
di Luigi, (vedi sopra), studiò musica con il cugino Luigi
Finali e nel contempo studiò lettere, filosofia, fisica e
matematica all'Università di Parma. Pare avesse preso parte da
giovane ai moti liberali del 1831. Nel 1838 lo troviamo attivo
come compositore, precipuamente nell'ambito dell'Accademia
Filarmonica di Parma: il 21 Settembre 1838, in un'accademia al
Teatro Ducale, fu eseguita da Emanuele Carità del Ducale
Concerto una sua sonata per clarinetto Rimembranze dall'opera
Lucia di Lammermoor. Il 10 Gennaio 1840 dedicò un'ode al
violinista Vincenzo Bianchi, che si era esibito per la società
(B.Pal.Pr, Fogli volanti, A 2) e nella stessa serata,
presente la duchessa, fu eseguito un suo Inno in lode di Sua
Maestà, per coro, su parole di Enrico Borra; in una
riunione del successivo 15 Maggio fu la volta del suo Concerto
di pensieri di Leidesdorf sulla Parisina, per 4 pianoforti a
4 mani e orchestra (lui fu uno degli 8 pianisti), seguito da una
sua Sinfonia a tutta orchestra. "Studiosissimo
sempre del prosperare della Società", scrisse la G.Pr,
dal 1840 al 1843 fu vice direttore dell'Accademia Filarmonica,
che era diretta da Giuseppe Alinovi, e successivamente, ne fu il
direttore. Al Ridotto del Teatro Regio (il 30 mar. 1841,
ripetuto il 17 mar. 1843) fu eseguito il suo Duetto per
clarinetto e fagotto.
La voce delle donne (anno I, n.
21, 15 ott. 1865) scriveva: "Pure fuvvi un istante che
lasciossi rapire da un sogno fantastico e seducente. Le glorie
di Cimarosa, di Paisiello, di Rossini, e la brillante aureola
che circondava già i nascenti nomi di Bellini e di Donizetti
gli turbarono la mente. Il nostro onorevole [del 1865] sognò di
druidi, bardi, ninfe e vestali, e sedotta da avventure che gli
spiegava tutte le delizie della vita di artista, volle
percorrere l'aringo musicale. Nel 1840, lo troviamo a Napoli,
ove scrisse un opera pel teatro del Fondo che dopo lietissimo
successo fu portata alle maggiori scene del San Carlo". Nel
1841, infatti, mise in scena l'Ulrico d'Oxford. Continuava
il giornale femminile: "Ma se le illusioni son molte, più
numerosi son i disinganni in quella difficile carriera. Un
tentativo posteriore riuscitogli infelicemente, lo persuase a
ritirarsi dalle scene". Nel 1844 sposò la cantante
francese Emilie Hallez, che stava ottenendo a Napoli un buon
successo (deceduta a Ozzano Taro il 7 Novembre 1890, fu
ricordata da un necrologio sulla GMM). Dalla G.Pr
del 9 Ottobre 1844 risulta che era critico musicale; circa
questa attività, Emanuele Muzio, in una lettera ad Antonio
Barezzi del 22 Giugno 1846, insinuava: "Vi è una lega tra
Sanelli, Torrigiani e Manna di Cremona di scrivere ciascuno dei
bei articoli sopra le opere che fanno essi. Cioè avendo
Torrigiani colla sua Isolda di Normandia fatto un
decisissimo fiasco però Sanelli ne scrisse grandi cose; e
adesso Torrigiani ha fatto lo stesso per Sanelli". Sempre
attivo nell'ambito dell'Accademia Filarmonica, nel 1847 aveva
condotto le pratiche per l'apertura di un Casino di
Conversazione nell'ambito della società stessa, che divenne un
centro di cultura, frequentato dalla nobiltà, dagli
intellettuali e dagli artisti. Lo Schmidl scrive che fu autore
del libretto de L'alloggio militare, musicato nel 1847 da
Giovanni Antonio Speranza. Si ignora se quest'opera sia stata
mai eseguita.
Impegnato attivamente nei moti politici
del 1848 - moti che portarono con la restaurazione alla chiusura
dell'Accademia Filarmonica - abbandonò la musica. Nel 1859,
alla fine del Ducato, fu nominato ministro dei Lavori Pubblici e
professore di economia all'Università di Parma. Nel 1862 fu
eletto deputato al parlamento per Borgotaro, nel 1871 fu
trasferito all'Università di Pisa, e nel 1878 fu nominato
senatore.
Da politico, per la musica a Parma gli
va riconosciouto un merito: quando nel 1864 iniziarono le smanie
per le economie all'osso, per mantenere un esercito e una marina
"degni di una grande potenza europea", sostenne alla
Camera una vivace e vittoriosa lotta per salvare la Regia Scuola
di musica della città che, ad ogni costo, il governo voleva
abbandonare al Comune, come aveva fatto in tutta Italia con i
Teatri di Corte e a Parma con il Teatro Regio.
Compose le opere: Ulrico d'Oxford
ossia Gli allegri compagni, 2 atti (Na, Teatro del Fondo, 11
ago. 1841); La sibilla, melodramma tragico in 3 quadri di
Michele Cuciniello (Bo, Teatro Comunale, 22 Ottobre 1842); La
sirena di Normandia, melodramma in 2 atti di Errico
Carreglia e Pietro Martini (Na, Teatro di S. Carlo, 18 Gennaio
1846). Le partiture erano di proprietà della Casa Ricordi ed
erano citate nei suoi cataloghi.
Oltre alle composizioni sopra
elencate, scrisse: 9 romanze, per v e pf; Pazzo io
perché l'amo?, delirio per v e pf (Mi: Lucca); La
cantica di Francesca da Rimini del divino Alighieri vestita di
note musicali e dedicate al celebre Giacomo Tomasini, per v
e pf (Mi: Ric); Sinfonia "appositamente scritta per
l'accademia vocale ed istrumentale" data al Nuovo Teatro
Ducale di Parma il Iº Settembre 1837: Primi lavori,
album ms con 4 canzoni per v e pf (L'amor tuo
moribondo, La notte, La rimambranza, Elpin
moriente sulle rive dell'Alfeo alla sua amica); Duetto
per clarinetto e fagotto con orchestra (B.Cons.Pr, 1841, ms);
Musica per fiati e 2 contrabbassi (eseguita la notte del
2 Agosto 1839 in occasione della serenata in onore a Domenico
Cosselli); Messa di requiem in memoria del compositore Ferdinando
Simonis ( 21/11/1773 - 13/03/1837), maestro concertista
in Parma; Kyrie a 4 reali con quartetto e
organo, estratto da una sua Messa (Mi: Ric).
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