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Aggiornato il  28-05-2008

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Stemma di Parma

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Teatro Regio di Parma inaugurato nel 1879

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Il teatro oggi

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 Il teatro oggi

 

 

Torrigiani Luigi  librettista

Corniglio (PR), 1769 - Ozzano Taro (PR), 12 Dicembre 1837

 famiglia imparentata coi Finali di origini bagnonesi, 

da parte della moglie Caterina Finali,

zia di Finali Luigi. 

Torrigiani Luigi, sposato con Caterina Finali da Bagnone, avvocato, letterato, poeta considerato nell'ambito cittadino, musicista dilettante, critico musicale della G. Pr, revisore degli spettacoli del Ducato, fu a Parma il legale di Paganini. Esiste un'ode a stampa dedicata a lui (B.Pal.Pr, Fogli volanti, B 102).

Scrisse il testo dell'Ode per l'arrivo di Maria Luigia e il libretto per l'opera Il re Teodoro in Venezia, musicato da suo nipote Luigi Finali, vedi sopra, (Pr, Teatro Ducale, 1826). 

Designato per scrivere il libretto per l'opera di apertura del Nuovo Teatro Ducale (1879), dette a Bellini, Cesare in Egitto, che il musicista non volle musicare, scegliendo invece la Zaira. Il poco favore incontrato dallo spettacolo lirico, fu da molti attribuito all'ostilità che il Torrigiani seppe creare attorno all'opera medesima. Lo Jannelli in proposito riporta una lettera che il figlio del Torrigiani, Pietro, gli scrisse a questo riguardo: "Nel 1829, in occasione dell'apertura del nostro nuovo Teatro, ebbe l'incarico dal Governo di scrivere quello dell'opera che doveva musicare il celebre maestro parmigiano Ferdinando Paër già lodato ed allora a Parigi. Scelse il Torrigiani per argomento le disfatta fatta subire dai Parmigiani a Federico IIº  nel 1248; ma tale argomento era troppo patriottico, l'influenza allora austriaca, e non fu accettato". Il libretto del Cesare in Egitto non  non venne mai musicato. Comparve ancora una volta: e fu usato nel carnevale 1833-34 come arma contro Luigi Savi che gli aveva preferito Il Cid di Jacopo Ferretti.

 

Torrigiani Pietro  compositore
      Parma, 28 Febbraio 1812 - ivi, 9 Luglio 1885  

Figlio di Luigi, (vedi sopra), studiò musica con il cugino Luigi Finali e nel contempo studiò lettere, filosofia, fisica e matematica all'Università di Parma. Pare avesse preso parte da giovane ai moti liberali del 1831. Nel 1838 lo troviamo attivo come compositore, precipuamente nell'ambito dell'Accademia Filarmonica di Parma: il 21 Settembre 1838, in un'accademia al Teatro Ducale, fu eseguita da Emanuele Carità del Ducale Concerto una sua sonata per clarinetto Rimembranze dall'opera Lucia di Lammermoor. Il 10 Gennaio 1840 dedicò un'ode al violinista Vincenzo Bianchi, che si era esibito per la società (B.Pal.Pr, Fogli volanti, A 2) e nella stessa serata, presente la duchessa, fu eseguito un suo Inno in lode di Sua Maestà, per coro, su parole di Enrico Borra; in una riunione del successivo 15 Maggio fu la volta del suo Concerto di pensieri di Leidesdorf sulla Parisina, per 4 pianoforti a 4 mani e orchestra (lui fu uno degli 8 pianisti), seguito da una sua Sinfonia a tutta orchestra. "Studiosissimo sempre del prosperare della Società", scrisse la G.Pr, dal 1840 al 1843 fu vice direttore dell'Accademia Filarmonica, che era diretta da Giuseppe Alinovi, e successivamente, ne fu il direttore. Al Ridotto del Teatro Regio (il 30 mar. 1841, ripetuto il 17 mar. 1843) fu eseguito il suo Duetto per clarinetto e fagotto.
     La voce delle donne (anno I, n. 21, 15 ott. 1865) scriveva: "Pure fuvvi un istante che lasciossi rapire da un sogno fantastico e seducente. Le glorie di Cimarosa, di Paisiello, di Rossini, e la brillante aureola che circondava già i nascenti nomi di Bellini e di Donizetti gli turbarono la mente. Il nostro onorevole [del 1865] sognò di druidi, bardi, ninfe e vestali, e sedotta da avventure che gli spiegava tutte le delizie della vita di artista, volle percorrere l'aringo musicale. Nel 1840, lo troviamo a Napoli, ove scrisse un opera pel teatro del Fondo che dopo lietissimo successo fu portata alle maggiori scene del San Carlo". Nel 1841, infatti, mise in scena l'Ulrico d'Oxford. Continuava il giornale femminile: "Ma se le illusioni son molte, più numerosi son i disinganni in quella difficile carriera. Un tentativo posteriore riuscitogli infelicemente, lo persuase a ritirarsi dalle scene". Nel 1844 sposò la cantante francese Emilie Hallez, che stava ottenendo a Napoli un buon successo (deceduta a Ozzano Taro il 7 Novembre 1890, fu ricordata da un necrologio sulla GMM). Dalla G.Pr del 9 Ottobre 1844 risulta che era critico musicale; circa questa attività, Emanuele Muzio, in una lettera ad Antonio Barezzi del 22 Giugno 1846, insinuava: "Vi è una lega tra Sanelli, Torrigiani e Manna di Cremona di scrivere ciascuno dei bei articoli sopra le opere che fanno essi. Cioè avendo Torrigiani colla sua Isolda di Normandia fatto un decisissimo fiasco però Sanelli ne scrisse grandi cose; e adesso Torrigiani ha fatto lo stesso per Sanelli". Sempre attivo nell'ambito dell'Accademia Filarmonica, nel 1847 aveva condotto le pratiche per l'apertura di un Casino di Conversazione nell'ambito della società stessa, che divenne un centro di cultura, frequentato dalla nobiltà, dagli intellettuali e dagli artisti. Lo Schmidl scrive che fu autore del libretto de L'alloggio militare, musicato nel 1847 da Giovanni Antonio Speranza. Si ignora se quest'opera sia stata mai eseguita.
     Impegnato attivamente nei moti politici del 1848 - moti che portarono con la restaurazione alla chiusura dell'Accademia Filarmonica - abbandonò la musica. Nel 1859, alla fine del Ducato, fu nominato ministro dei Lavori Pubblici e professore di economia all'Università di Parma. Nel 1862 fu eletto deputato al parlamento per Borgotaro, nel 1871 fu trasferito all'Università di Pisa, e nel 1878 fu nominato senatore.
     Da politico, per la musica a Parma gli va riconosciouto un merito: quando nel 1864 iniziarono le smanie per le economie all'osso, per mantenere un esercito e una marina "degni di una grande potenza europea", sostenne alla Camera una vivace e vittoriosa lotta per salvare la Regia Scuola di musica della città che, ad ogni costo, il governo voleva abbandonare al Comune, come aveva fatto in tutta Italia con i Teatri di Corte e a Parma con il Teatro Regio.
     Compose le opere: Ulrico d'Oxford ossia Gli allegri compagni, 2 atti (Na, Teatro del Fondo, 11 ago. 1841); La sibilla, melodramma tragico in 3 quadri di Michele Cuciniello (Bo, Teatro Comunale, 22 Ottobre 1842); La sirena di Normandia, melodramma in 2 atti di Errico Carreglia e Pietro Martini (Na, Teatro di S. Carlo, 18 Gennaio 1846). Le partiture erano di proprietà della Casa Ricordi ed erano citate nei suoi cataloghi.
      Oltre alle composizioni sopra elencate, scrisse: 9 romanze, per v e pf; Pazzo io perché l'amo?, delirio per v e pf (Mi: Lucca); La cantica di Francesca da Rimini del divino Alighieri vestita di note musicali e dedicate al celebre Giacomo Tomasini, per v e pf (Mi: Ric); Sinfonia "appositamente scritta per l'accademia vocale ed istrumentale" data al Nuovo Teatro Ducale di Parma  il Iº Settembre 1837: Primi lavori, album ms con 4 canzoni per v e pf (L'amor tuo moribondo, La notte, La rimambranza, Elpin moriente sulle rive dell'Alfeo alla sua amica); Duetto per clarinetto e fagotto con orchestra (B.Cons.Pr, 1841, ms); Musica per fiati e 2 contrabbassi (eseguita la notte del 2 Agosto 1839 in occasione della serenata in onore a Domenico Cosselli); Messa di requiem in memoria del compositore Ferdinando Simonis ( 21/11/1773 - 13/03/1837), maestro concertista in Parma
; Kyrie a 4 reali con quartetto e organo, estratto da una sua Messa (Mi: Ric).

BIBLIOGRAFIA: Alcari; Ferrari; Fétis; Manferrari; Negri; Pelicelli; Schmidl; Stocchi; Vetro/Muzio.

Epistolario. Ge: Comune di Genova, 1982.

 
RICEVO QUESTE INFORMAZIONI OGGI 17-01-2008

L' avvocato Luigi Torrigiani, zio di Luigi Finali, da quanto riportato da Ludovico Gambara in "Le Ville Parmensi", risulta essere stato coniugato con  la N. D. Caterina Damiani di Pontremoli.

Le ville parmensi - Pagina 332

di Lodovico Gambara - Architecture, Domestic - 1966 - 546 pagine

Luigi Torrigiani (1769-1837) nacque pure a Corniglio e fu avvocato, coniugato alla ND Caterina Damiani di Pontremoli, morì nel 1837 e fu sepolto ad ...

Visualizzazione frammento - Informazioni su questo libro - Nella biblioteca personale [ Rimuovi ] - Ulteriori edizioni

Presuppongo quindi che Luigi Finali non possa essere altro che  il figlio di una sorella di Caterina Damiani , sorella che avrà sposato un Finali di Bagnone.

In effetti, normalmente, viene  trasmesso il cognome paterno ai figli e non quello materno.

Qualora avesse dati più precisi sui genitori del Finali, sarei interessata a conoscerli.

Grazie.

  Maria Emanuela Massari

TORRIGIANI LUIGI

Corniglio 1769-Ozzano Taro 12 dicembre 1837.

Nipote di Flaminio. Fu avvocato, discreto letterato e poeta appassionato di melodrammi, onde ricoprì la carica di Revisore degli Spettacoli del nuovo Teatro Ducale di Parma. Scrisse una raccolta di odi, sonetti e versi sciolti, tra cui un’ode, assai lodata, per l’avvento di Maria Luigia d’Austria a Parma. Scrisse i libretti d’opera Il Re Teodoro in Venezia, musicato da G. Finali (Parma, 1826) e Cesare in Egitto, che Vincenzo Bellini si rifiutò di musicare. Compose anche il libretto d’opera, rimasto inedito, Vittoria, scritto per la solenne inaugurazione del teatro Ducale di Parma (1829). Era stato ventilato per l’occasione il progetto di allestire un’opera tutta parmigiana: il soggetto (il famoso assedio di Parma del 1248 da parte di Federico II), con librettista, compositore, artisti di canto e strumentali parmigiani. Il progetto andò a monte per varie circostanze e, invece di Vittoria, andò in scena la Zaira di V. Bellini. 

Il Torrigiani fondò e presiedette il Collegio degli Avvocati di Parma. Durante i moti del 1831 fu sottoposto a sorveglianza perché liberalissimo e imprudente.

FONTI E BIBL.: G.B. Janelli, Dizionario biografico dei Parmigiani, 1877, 452; Gazzetta di Parma 28 giugno 1922, 3; C. Alcari, Parma nella musica, 1931, 190; O. Masnovo, Patrioti del 1831, in Archivio Storico per le Province Parmensi 1937, 211; U. Delsante, Dizionario Collecchiesi, in Gazzetta di Parma 21 marzo 1960, 3; Parma nell’Arte 1 1969, 125; Palazzi e casate di Parma, 1971, 453-454.

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RISPONDO ALLA SIGNORA MASSARI

Da: Giovanni Ruggeri
Data: 01/17/08 19:26:45
A: Maria Emanuela Massari
Oggetto: Re: Finali

Gentile Signora.
La ringrazio per l'invio delle importanti notizie.
Una cosa mi rimane difficile da capire: Come può Caterina Damiani essere la moglie di Torrigiani, quando sappiamo che la madre di Finali è una Caterina ... in Finali? È solo omonomia?...
Non sono riuscito ad entrare in "Le ville parmensi", forse non ho trovato il buon indirizzo....

Lei mi dice che:  ... qualcuno (?) fu sepolto ad ....  e non potendo leggere il libro non capisco chi è.
Se Torrigiani lei mi informa che è morto ad Ozzano Taro... Non si conoscono giorno e mese di nascita.
In ogni modo la ringrazio dell'interessamento.
Cordiali saluti.
Giovanni Ruggeri

 
AGGIUNGO QUESTE ALTRE INFORMAZIONI OGGI 25-05-2008

Gentile signor Ruggieri,
le scrivo molto tempo dopo rispetto a quanto le avevo promesso perchè solo ora ho avuto informazioni più precise su Caterina Damiani.

Nella tomba della famiglia Torrigiani ad Ozzano Taro sono sepolti Luigi Torrigiani con la  moglie Caterina Damiani, il figlio Pietro con la moglie Emilia Hallez  e i successivi discendenti dei rami maschili della famiglia.

Dovendomi rivolgere all' archivio storico comunale di Parma per  una serie di informazioni ,  in tale occasione ho chiesto se avevano l'atto di morte di Luigi Torrigiani e di Caterina Damiani.
Dall'atto di morte di Luigi si sarebbe potuto risalire ai suoi genitori (io penso il padre si chiamasse Pietro Antonio mentre della madre non ho idea).

Da queste informazioni si sarebbe poi potuto  risalire all'esistenza di eventuali sorelle o fratelli ( che al momento non ho ).
Mi hanno risposto in riferimento a  Luigi Torrigiani che occorre rivolgersi al Comune di Fornovo Taro per l' atto di decesso e probabilmente a Corniglio per l' atto di nascita.

Invece a Parma si trova  l'atto di morte di Caterina Damiani.
Essa inoltre risultava  vivere a Parma con il figlio Pietro quando il comune di Parma fece un censimento nell' anno  1857 .
In entrambi i  documenti il suo nome appare scritto come Catterina (con 2 t) Damiani.

Dal documento del censimento   Catterina Damiani risulta aver dichiarato  di avere 77 anni nel 1857. (ASC,Comune di Parma, Popolazione, 1857-1865, sestriere III, Parte I, volume 14).
Dall' atto di morte  risulta che Catterina Damiani nacque  a Pontremoli (non viene indicata la data di nascita) da Damiani Annibale e da Anna Pizzati  e che ella al momento della morte, avvenuta il 28 dicembre 1863 , aveva 85 anni. (ASC,Stato Civile 1863, Registro Morti, Atto n.2331).

(Stando al censimento si potrebbe collocare la data di nascita  nel 1880, stando all'atto di morte la data di nascita potrebbe venire anticipata al 1778).
Quest' ultimo documento conferma comunque la mia ipotesi. puramente
teorica  quando le scrissi, che Caterina Damiani potesse essere la sorella di Bernardo Damiani, studioso di violino,del quale avevo letto una biografia (scritta lui vivente) nel libro "Nuova teoria di musica ricavata dall'odierna pratica" di Carlo Gervasoni.

Per ora mi dispiace di non poterle dire di più.
Maria Emanuela Massari

Pubblicato il 23 Novembre 2003

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