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LE
ORME
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"Le
forme di vita del "Passato", e cioè, i documenti
necessari per capire, sono costituite dai resti di organismi
animali e vegetali, più o meno completi, o anche da semplici
tracce di questi. Questi resti si chiamano fossili, e dei
fossili si occupa la paleontologia.
Ossa
fossili sono state rinvenute nei nostri comuni in tempi lontani,
e anche recentemente da alcuni operai che lavoravano alla
fornace di laterizi di Vallescura".
(Dr.
Piero Pierini, vedi "Lunigiana remota"
)
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I
monoliti nostrani, lavorati dall'uomo, con istoriazioni incise o
scolpite ad alto o basso rilievo, sono i simboli del nostro
trascorso, sono le tracce del passato che rimangono come "orme"
di una vita vissuta tra la fine dell'età del bronzo e
all'inizio dell'età del ferro.
Importante
è la Venere di Treschietto, il menhir di sesso femminile,
acefalo, ritrovato casualmente nel 1969 durante lavori di
sbancamento in prossimità del Cimitero di Treschietto.
È
stato per noi un'importante ritrovamento, in
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una
zona elevata, lontata dal fondovalle, è questo un importante
testimone di una civiltà preistorica passata
di gente dedita alle pratiche
agricole e all'allevamento del bestiame.
Le
nostre montagne sono piene di segni lasciati dai nostri
predecessori. Non possiamo dimenticare l'influsso celtico, tanti
sono stati i ritrovamenti di segni importanti della loro
presenza.
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Non sapendo esattamente chi
fossero, alcuni studiosi li considerano di razza indoeuropea, altri di
razza mediterranea, il che è forse più accettabile, anche se ci basiamo
sull'aspetto dell'odierno tipo liguri o sui pochi elementi linguistici
rimasti.
La storia della popolazione della bassa Lunigiana, con a capo Luni è nota
ed è abbastanza ben documentata, mentre quella dell'alta Lunigiana lascia
aperte discussioni a possibili e indubbie infiltrazioni di popoli Celti.
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A
fianco riproduco alcune foto di pietre
con una serie di segni di qualità fallica . Vi
sono due braccia con tre rami tipo candelabro. Appaiono: un
quadrato, un
romboide, un
cruciforme, il
segno della I, il
segno dell'asola.
L'altra
pietra porta inciso un segno fallico
cruciforme. Sono
resti
di costruzioni pastorali sorte
in posizione
che consentono di esser baciate dal sole in tutti gli azimut.
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È
questa un'altra valida dimostrazione della vita fallica d'origine
sicuramente celtica, che ha vissuto sul nostro Appennino e sul quale
sono stati rinvenuti importanti siti.
Ciò
che caratterizza questa nostro territorio, sono le incisioni rupestri preistoriche e
più in generale le testimonianze dell'antropismo, subito dall'ambiente,
negli ultimi 10 mila anni, con la creazione di aree sacre e luoghi
sacrificali. Queste testimonianze ci arrivano attraverso gli elementi
concreti di costruzione dell'habitat che l'uomo ha creato e lasciato in
questi luoghi. Si tratta di nuclei abitativi, di capanne costruite con i
detriti di falda o dell'abbondante pietra arenaria del luogo, di aree
sacrali legate all'attività pastorizia e agricola, o ai fatti storici,
sacri, leggendari. Sono queste delle zone di pascolo, zone boschive e
agricole, tutte componenti di un ambiente abitato già nella preistoria.
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Ho
ricercato e preparato un documento su questo argomento "Il
fallicismo" che invito a leggere per meglio comprenderne
l'importanza.
Mano
a mano che si avanza nel tempo, si trovano segni sempre più noti, come le
Maestà, veri segni di devozione, oppure Monumenti commemorativi a ricordo
di personaggi o di avvenimenti passati.
Ed
è di questi importanti segni, tutti ubicati sul nostro territorio, e che
di alcuni dei quali mi occupo e che raccolgo in questo volumetto.
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