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Aggiornato il  06-04-2007

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LE  ORME

"Le forme di vita del "Passato", e cioè, i documenti necessari per capire, sono costituite dai resti di organismi animali e vegetali, più o meno completi, o anche da semplici tracce di questi. Questi resti si chiamano fossili, e dei fossili si occupa la paleontologia.

Ossa fossili sono state rinvenute nei nostri comuni in tempi lontani, e anche recentemente da alcuni operai che lavoravano alla fornace di laterizi di Vallescura".   

(Dr. Piero Pierini, vedi "Lunigiana remota" )

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I monoliti nostrani, lavorati dall'uomo, con istoriazioni incise o scolpite ad alto o basso rilievo, sono i simboli del nostro trascorso, sono le tracce del passato che rimangono come "orme" di una vita vissuta tra la fine dell'età del bronzo e all'inizio dell'età del ferro.

Importante è la Venere di Treschietto, il menhir di sesso femminile, acefalo, ritrovato casualmente nel 1969 durante lavori di sbancamento in prossimità del Cimitero di Treschietto. 

È stato per noi un'importante ritrovamento, in 

una zona elevata, lontata dal fondovalle, è questo un importante testimone di una civiltà preistorica passata di gente dedita alle pratiche agricole e all'allevamento del bestiame. 

Le nostre montagne sono piene di segni lasciati dai nostri predecessori. Non possiamo dimenticare l'influsso celtico, tanti sono stati i ritrovamenti di segni importanti della loro presenza.

Non sapendo esattamente chi fossero, alcuni studiosi li considerano di razza indoeuropea, altri di razza mediterranea, il che è forse più accettabile, anche se ci basiamo sull'aspetto dell'odierno tipo liguri o sui pochi elementi linguistici rimasti. 

La storia della popolazione della bassa Lunigiana, con a capo Luni è nota ed è abbastanza ben documentata, mentre quella dell'alta Lunigiana lascia aperte discussioni a possibili e indubbie infiltrazioni di popoli Celti.

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A fianco riproduco alcune foto di pietre con una serie di segni di qualità fallica . Vi sono due braccia con tre rami tipo candelabro. Appaiono: un quadrato, un romboide, un cruciforme, il segno della I, il segno dell'asola. 

L'altra pietra porta inciso un segno fallico cruciforme. Sono resti di costruzioni pastorali sorte in posizione che consentono di esser baciate dal sole in tutti gli azimut.  

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È questa un'altra valida dimostrazione della vita fallica d'origine sicuramente celtica, che ha vissuto sul nostro Appennino e sul quale sono stati rinvenuti importanti siti.

Ciò che caratterizza questa nostro territorio, sono le incisioni rupestri preistoriche e più in generale le testimonianze dell'antropismo, subito dall'ambiente, negli ultimi 10 mila anni, con la creazione di aree sacre e luoghi sacrificali. Queste testimonianze ci arrivano attraverso gli elementi concreti di costruzione dell'habitat che l'uomo ha creato e lasciato in questi luoghi. Si tratta di nuclei abitativi, di capanne costruite con i detriti di falda o dell'abbondante pietra arenaria del luogo, di aree sacrali legate all'attività pastorizia e agricola, o ai fatti storici, sacri, leggendari. Sono queste delle zone di pascolo, zone boschive e agricole, tutte componenti di un ambiente abitato già nella preistoria.

Ho ricercato e preparato un documento su questo argomento "Il fallicismo" che invito a leggere per meglio comprenderne l'importanza.

Mano a mano che si avanza nel tempo, si trovano segni sempre più noti, come le Maestà, veri segni di devozione, oppure Monumenti commemorativi a ricordo di personaggi o di avvenimenti passati.

Ed è di questi importanti segni, tutti ubicati sul nostro territorio, e che di alcuni dei quali mi occupo e che raccolgo in questo volumetto.

I n d i c e