Aggiornato il 08-01-2007

 

I  ruderi sul territorio

Cercando cercando, alcune cose tornano alla luce, e anche se questo argomento è stato più volte trattato, torna spesso alla memoria. Il lavoro che ho appena svolto e che volevo dedicare alla "tanto gentile" Arch. Mariella Zoppi Assessore Regionale alla Cultura nella legislazione 2002-2006, oggi lo passo di diritto al Presidente della Regione Toscana sig. Claudio Martini che nella composizione della sua Giunta Regionale ha pensato bene di eliminare l'Assessorato alla Cultura, mantenendo per se tutte le grane conseguenti.

Bravo Presidente! Prima avevo il piacere di essere ascoltato, solo ascoltato, oggi non so più. Voglio provare ad inviarle questo elaborato che troverà pubblicato anche su Internet, nel mio sito: www.bagnonemia.it\treschietto_ruderi.htm .

Questo documento è portato oggi alla Sua conoscenza, in passato lo avevo già da molti anni trasmesso all'attenzione dei precedenti Assessori, perchè pensavo che si potesse salvare il salvabile. La Lunigiana non è la sua terra sig. Presidente, come non era quella della sig.ra Zoppi, ma noi in Lunigiana ci siamo nati, come Lei lo è di Tunisi caro Presidente, quì dobbiamo vivere e morire.

Quello che cerco di far comprendere con questa ricerca, lo faccio solo per il bene dei nostri successori; vorrei tanto che si facesse una politica di recupero, una vera politica che serva a salvaguardare la nostra storia. Non sono i soldi che mancano caro Presidente!  Non mi canti la solita manfrina..., serve solo un po' di buona volontà politica, solamente quella sarà capace di mettere in movimento 

quel meccanismo che permetta, poco alla volta, di effettuare i recuperi che da secoli sono sepolti dalla vegetazione e che possano un giorno diventare curiosità attrattiva, necessaria per lo sviluppo del turismo che, uniti alla nostra buona cucina, potrebbero aiutare a far rinascere la disastrata Regione di Lunigiana e con essa far vivere i pochi residenti che, con accanimento continuano a risiedere e a mantenere le nostre tradizioni culturali.

Il feudo di Treschietto

È necessario per il neofita, che gli parli del Feudo di Treschietto e che gli spieghi un po' di storia. Questo feudo, occupava il lato ovest del territorio del Comune di Bagnone, sulla sponda destra del torrente Bagnone sino al confine col feudo di Filattiera; il borgo di Biglio era nel feudo di Treschietto. 

Nello stesso periodo Corlaga fa parte del feudo di Treschietto e ne subirà le sorti sino alla morte di Giovanni Malaspina detto il Berretta o Berrettazzo, avvenuta nel 1450. Poi tra i fratelli Malaspina avvenne la divisione patrimoniale e si vede il primogenito Leonardo diventare Marchese di Corlaga. 

Il Feudo di Treschietto si stringe ma conserva i borghi di Vico, di Iera con quelli di Treschietto.

Si conosce con certezza dalla storia delle Pievi della Diocesi di Luni, che intorno al '200 la parrocchia  di Corlaga era in piena efficienza, che dipendeva dalla Pieve di Filattiera, mentre più tardi, verso il '450 la si trova nell’elenco della Pieve di Bagnone. 

La popolazione in rivolta, contro la tirannia del Marchese, farà passare Corlaga ed il suo territorio, sotto la protezione ed il dominio del Granducato di Toscana.

Con questa ricerca ci occupiamo di ritrovare i ruderi che fecero parte del feudo di Treschietto o che hanno avuto un rapporto con esso, vedi il Castello di Iera. Questo brevemente, senza entrare nei particolari storici, è quello del feudo di Treschietto un riassunto valido a far comprendere l'importanza dei suoi ruderi, delle sue pietre trutte in arenaria, che hanno marcato un millennio di storia locale.

                        

La chiesetta del Castello di Treschietto

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In queste foto notiamo l'ing. Conti, il prof. Augusto Ambrosi, il prof. Germano Cavalli con gli altri membri della delegazione, non meglio identificati,  in visita al manufatto nel marzo 1973. Sono ruderi romanici di Treschietto, i resti della chiesetta del Castello, che pensiamo appartengano al secolo XII-XIII, oggi parzialmente interrati per le opere di terrazzamento eseguite dai contadini affamati, per creare terreni agricoli ove sono riusciti a coltivare la rinomata Cipolla di Treschietto.

 

I ruderi del Castello di Treschietto

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Sono il seguito delle fotografie, sopra mostrate, scattate nel marzo 1973 dalla Delegazione guidata dall'Ing. Conti, al fine di identificare e catalogare i più importati ruderi del castello di Treschietto. Opere in parte sotterrate dagli agricoltori per creare terreni orti e vigneti.

 

Oratorio di San Leonardo a Treschietto

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I  delegati Lato  Nord Lato  sud Fronte

Questa costruzione è detta l'oratorio di San Leonardo, sita in località Castello di Treschietto, fa angolo con la strada per Querceto. Ubicata in luogo di facile accesso, oggi è un locale adibito a stalla e a fienile.  Anche questa costruzione risale all'epoca del Castello e potrebbe essere facilmente recuperabile.

 

Ruderi di Iera

I ruderi di questo Castello, sorgono sulla sponda sinistra del torrente Bagnone, in territorio del feudo di Bagnone, importante perchè era una difesa dal nord, sulla via del sale, trafficata da banditi e contrabbandieri. Sulla destra del torrente Bagnone sorge il borgo di Iera importante per la sua casa marchionale, detta con le sue numerose epigrafi mai rilevate e studiate, che fa parte del feudo di Treschietto;  il torrente Bagnone divide infatti i due feudi.

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Ruderi del Castello di Iera di sommersi dalla vegetazione e dai terrazzamenti; è stato nel passato oggetto di furti vandalici.

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A Iera sulla facciata della casa marchionale detta "Cà d'Brunelli", ci sono tante epigrafi illeggibili mai studiate, due delle quali le riproduco nelle due foto a fianco.

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Sono Giovanni Ruggeri (RUGgGIO), titolare del Sito: www.bagnonemia.it, ex presidente, oggi membro attivo, del Centro di Cultura Bagnonese.

Pubblicato il 28 Novembre 2006