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I
ruderi sul territorio
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Cercando
cercando, alcune cose tornano alla luce, e anche se questo argomento
è stato più volte trattato, torna spesso alla memoria. Il lavoro
che ho appena svolto e che volevo dedicare alla "tanto gentile" Arch. Mariella Zoppi
Assessore
Regionale alla Cultura nella legislazione 2002-2006, oggi lo passo
di diritto al
Presidente della Regione Toscana sig. Claudio Martini che nella
composizione della sua Giunta Regionale ha pensato bene di eliminare
l'Assessorato alla Cultura, mantenendo per se tutte le grane
conseguenti. |
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Bravo
Presidente! Prima avevo il piacere di essere ascoltato, solo
ascoltato, oggi non so più. Voglio provare ad inviarle questo elaborato
che troverà pubblicato anche su Internet, nel mio sito: www.bagnonemia.it\treschietto_ruderi.htm
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Questo documento
è portato oggi alla Sua conoscenza, in passato lo avevo già da molti anni
trasmesso all'attenzione dei precedenti
Assessori, perchè pensavo che si potesse salvare il salvabile. La Lunigiana non
è la sua terra sig. Presidente, come non era quella della sig.ra Zoppi, ma noi
in Lunigiana ci
siamo nati, come Lei lo è di Tunisi caro Presidente, quì dobbiamo
vivere e morire.
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Quello
che cerco di far comprendere con questa ricerca, lo faccio solo per il bene
dei nostri successori; vorrei tanto che si facesse una politica di
recupero, una vera politica che serva a salvaguardare la nostra storia.
Non sono i soldi che mancano caro Presidente! Non mi canti la
solita manfrina..., serve solo un po' di buona volontà politica,
solamente quella sarà capace di mettere in movimento |
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quel meccanismo che
permetta, poco alla volta, di effettuare i recuperi che da
secoli sono sepolti dalla vegetazione e che possano un giorno diventare
curiosità attrattiva, necessaria per lo sviluppo del turismo che, uniti alla nostra
buona cucina, potrebbero aiutare a far rinascere la disastrata
Regione di Lunigiana e con essa far vivere i pochi residenti che,
con accanimento continuano a risiedere e a mantenere le nostre tradizioni
culturali. |
Il
feudo di Treschietto
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È
necessario per il neofita, che gli parli del Feudo di Treschietto e
che gli spieghi un po' di storia. Questo feudo, occupava il lato ovest del territorio del Comune di Bagnone,
sulla sponda destra del torrente Bagnone sino al confine col feudo
di Filattiera; il borgo di Biglio era nel feudo di Treschietto. |
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Nello
stesso periodo Corlaga fa parte del feudo di Treschietto e ne subirà
le sorti sino alla morte di Giovanni Malaspina detto il Berretta o
Berrettazzo, avvenuta nel
1450. Poi tra
i fratelli Malaspina avvenne la divisione patrimoniale e si vede il
primogenito Leonardo diventare Marchese di Corlaga. |
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Il
Feudo di Treschietto si stringe ma conserva i borghi di Vico, di
Iera con quelli di Treschietto.
Si
conosce con certezza dalla
storia delle Pievi della Diocesi di Luni, che intorno al '200 la
parrocchia di Corlaga
era in piena efficienza, che dipendeva dalla Pieve di Filattiera,
mentre più tardi, verso il '450 la si trova nell’elenco della
Pieve di Bagnone. |
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