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Aggiornato il  23-07-2007

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IL  FATTO

Ho letto per puro caso il memoriale di un mio corrispondente che desidera l'anonimato,  e subito mi sono incuriosito di quanto ha ricordato:

"...nell'estate dello stesso anno (1926), un breve periodo di villeggiatura trascorso a Bagnone, in pratica il primo soggiorno effettuato dalla mia famiglia al completo in quella località, dopo la mia nascita.

In precedenza, di Bagnone avevo senz'altro sentito genericamente parlare, ma ci fu un fatto, accaduto il 26 agosto 1925, il cui racconto, che sentii fare da parte dei miei, è rimasto indelebilmente impresso nella mia memoria. 

Si trattava dell'affondamento del sommergibile italiano "Vaniero", causato dallo speronamento da parte del piroscafo "Capena", accaduto nei pressi di Capo Passero (Sr), il punto più a sud della Sicilia. Nella sciagura era perito un bagnonese, il 2° Capo Torp. Ernesto Negrari, che mio nonno Luigi ben conosceva. 

Nel cimitero romano del Verano esiste un monumento che ricorda il fatto.

Il relitto del sommergibile, con tutto il suo carico di morte, è stato ritrovato nel giugno 1993.

LA RICERCA

Incuriosito dell'accaduto, ho iniziato la mia ricerca. Per prima cosa ho scritto al mio corrispondente per avere maggiori ragguagli e nello stesso tempo ho cercato su internet ed ho avuto la sorpresa di apprendere che l'avvenimento diventava d'attualità.  

In occasione dell'ottantesimo dell'affondamento, la giornalista Jada Mazzoli di Mare in Italy scrive: "....nel corso dell’Eudishow, il Salone europeo delle attività subacquee, che si svolgerà alla Fiera di Genova dall’11 al 14 marzo 2005, verrà proiettato, presso lo stand della PTA Europe, il documentario in due puntate “Relitti di Sicilia” realizzato dall’Ultradive PTA Explorer Team di Catania".

Dopo alcuni giorni ricevo anche l'attesa risposta da parte del mio informatore il quale con gentilezza e premura mi scrive: 

Per quanto riguarda l'affondamento del sommergibile Veniero, le riporto qui di seguito quanto mi è stato comunicato una quindicina di anni fa da un cappellano militare mio amico, che a sua volta ha fatto una ricerca presso l'archivio storico della Marina. Le aggiungo che sull'argomento sono state dedicate diverse pagine sulla rivista "Gente"
(nn. 26, 27, 28 e 29 del 1993), in occasione del ritrovamento del relitto del sommergibile.

          All'epoca si disse che non si sarebbe tentato di recuperare alcuna salma.

Ricorre quest'anno l'ottantesimo anniversario dell'affondamento del Sommergibile SEBASTIANO VENIERO, speronato al largo della Sicilia, il 26 Agosto 1925, dove trovò la morte tutto l'equipaggio; tra essi un nostro concittadino  ERNESTO NEGRARI - 2° Capo Torp.

Il 26 agosto 1925 il sommergibile "VENIERO", nel corso di esercitazioni, è stato speronato dal piroscafo "CAPENA" nelle acque di Capo Passero.
Non ci sono stati superstiti.
      
Elenco nominativo dei 48 membri dell'equipaggio periti nel naufragio:

Capitano di Fregata         Paolo Vandone
Tenente di Vascello         Goffredo Cionni
Capo Macchine                Alberto Lamaro
Asp. G.M.                         Primo Bianchini
Asp. S.T.Macch.               Rosario Accordi
Capo Tim. 3^ Cl.              Giuseppe Pillo
2° Capo R.T.                     Adolfo Mascolo
Capo Mecc. 1^ Cl.           Carmine Meluccio
Capo Mecc. 3^ Cl:           Giovanni Ghio
2° Capo Mecc.                  Alberto Salvi
Capo Torp. E.                    Enrico Pavone
2° Capo Torp. E.               Ernesto Negrari
2° Capo Torp. S.               Giuseppe Ricca
Capo Torp. S. 3^ Cl.         Pasquale De Rosa
Sottonocchiere                  Giuseppe Pecoraro
Marinaio                            Francesco Mancino
Marinaio                            Vittorio Cortiglia
Marinaio                            Giuseppe Bellemo
Marinaio                            Michele Di Meglio
Marinaio                            Sirio Gualdo
Marinaio                            Alfredo Marconi
Marinaio                            Manlio Trastullo
Marinaio                            Romeo D'Eustacchio
Marinaio      
                      Franco Crismancic
Cannoniere S.                    Pietro Parodi
Cannoniere                        Aldo Di Trapani
Allievo Cannoniere           Vincenzo Calatto
Sotto Capo R.T.                Nicola Rotella
Sotto Capo Meccanico 
    Giovanni Pailore
Sotto Capo Torp. E.          Ettore Ponte
Sotto Capo Torp. S.          Walter Cipolloni
Sotto Capo Torp. E.          Sebastiano Saraceno
Sotto Capo Torp. S.          Corrado Salomone
Sotto Capo Torp. S.          Umberto Cocchi
Torpediniere E.                Giuseppe Gallo
Torpediniere S.                Aldo Colonna
Torpediniere S.                Antonio Reitano
Allievo Torp. E.                Luigi Zoli
Allievo Torp. E.                Lorenzo Piana
Allievo Torp. E.                Giovanni Generario
Fuochista                          Leonardo Amoretti
Fochista                            Luigi Rolando
Fochista               
             Giacomo Ghiglione
Allievo Fuochista             Giacinto Capellini
Allievo Fuochista             Orlando Orlandini
Allievo Fuochista             Adolfo Savio
Allievo Fuochista             Vittorio Bovolenta
Allievo Fuochista             Luigi Saracino

 
 

Operazione “Sebastiano Veniero”

19 Gennaio 2005

Nei giorni 20, 21 e 22 gennaio 2005 i componenti dell’Ultradive Aicon Yacht Team di Catania si recheranno in visita al relitto del sommergibile della Marina Militare Italiana “Sebastiano Veniero” affondato nell’agosto del 1925 a circa sei miglia al largo di Porto Palo (Sr).

I subacquei dell’Ultradive Aicon Yacht Team renderanno omaggio ai caduti del Sommergibile “Sebastiano Veniero”, i cui corpi sono ancora custoditi all’interno del relitto, in occasione dell’ottantesimo anniversario dell’affondamento causato, nel corso di un addestramento, dallo speronamento da parte della nave mercantile Capena, che costò la vita ai 48 membri dell’equipaggio.

Il sommergibile non è nuovo a visite da parte di subacquei, ma l’occasione dell’ottantesimo anniversario, la profondità (circa 55 metri) e le condizioni meteomarine del periodo invernale, rendono unica quanto impegnativa l’operazione del team di subacquei catanesi, che verrà documentata in un videoclip che sarà presentato in anteprima sabato 12 marzo 2005 all’Acquario di Genova nel corso di una manifestazione organizzata dalla PTA Pure Tech Agency Europe, una tra le più moderne ed efficienti didattiche di subacquea tecnica.

Contemporaneamente, nel corso dell’Eudishow, il Salone europeo delle attività subacquee, che si svolgerà alla Fiera di Genova dall’11 al 14 marzo 2005, verrà proiettato, presso lo stand della PTA Europe, il documentario in due puntate “Relitti di Sicilia” realizzato dall’Ultradive PTA Explorer Team di Catania.

A cura di  Jada Mazzoli g.c.

   http://www.mareinitaly.it/notizie_v.php?id=1040

ALLA  MEMORIA

Nel Cimitero del Verano a Roma, nel 1927 è stato inaugurato un monumento in memoria ai caduti del sommergibile Sebastiano Veniero, più noto come Monumento al Marinaio, opera dello scultore Publio Morbiducci (1889 - 1963).

Sebastiano Veniero, settantacinquenne, Comandate della flotta veneziana alla battaglia di Lepanto (1571). 

86° Doge di Venezia (1577). 

Informazioni sul Sommergibile «Sebastiano Veniero». 

Costruito Nei Cantieri Navali di Monfalcone, anno di costruzione: 1919; Lunghezza: 67,0 metri; Larghezza: 5,90.

La bandiera della Marina Militare Italiana.

   Pubblicato il  27 febbraio 2005
 

Aggiornamento del 6 luglio 2007

Con molto ritardo dalla mia prima ricerca, su richiesta di una giornalista di RAI 1, e con l'intervento del locale Comando della stazione dei Carabinieri, si è sparsa la voce e sono arrivate nuove notizie. Sembra oggi più chiara la posizione anagrafica del defunto 2º Capo Torp. E. Ernesto Negrari, essere fratellastro dei defunti On. Andrea Negrari ed Enrico, e della vivente signora Maria Negrari in Rigoni,  madre dell'On. Rigoni, tutti originari di Treschietto di Bagnone ed oggi i viventi sono residenti a Marina di Massa.

La notizia è stata documentata da una copia dell'articolo apparso sul giornale "La Nazione" del 22 giugno 1993, che sino ad oggi, dei viventi nessuno conosceva e che non avevano mai avuto sapere dell'esistenza.

Nell'articolo si legge tra l'altro che il 2º Capo Ernesto Negrari era sposato ed un figlio, certo Armando Negrari era vivente all'epoca della pubblicazione dell'articolo sul giornale "La Nazione" e che aveva 68 anni.

Oggi, quattordici anni dopo, il figlio dovrebbe avere 84 anni e risiedere a La Spezia, da informazioni tendibili risulta oggi essere deceduto.

Ed ecco qui di seguito ricopiato l'articolo apparso sul giornale.

 a cura di Rugggio - 2007         

ARMANDO NEGRARI, FIGLIO DEL

CAPO-ELETTRICISTA DEL VENIERO

Il sommergibile andò a fondo quando lui aveva un anno

Quando suo padre è morto, "prigioniero" del sommergibile "Sebastiano Veniero" inabissatosi nel mar Jonio, Armando Negrari aveva appena un anno. Non aveva mai saputo da che parte guardare per mandargli il bacio della buona notte: i giornali dell'epoca e i racconti della madre (che morirà giovane dal dispiacere n.d.a.) lasciavano molto spazio alla fantasia già fervida di un fanciullo.

Adesso, dopo la localizzazione e il ritrovamento firmato Enzo Majorca, Armando Negrari sa dove è "sepolto" suo padre Ernesto. E vorrebbe rendergli visita, avvicinarsi a lui dopo 68 anni. Desidererebbe che la marina militare organizzasse un viaggio sul luogo della disgrazia. Non vedrebbe nulla, ma finalmente potrebbe dire di essersi recato alla tomba del genitore.

"Riportare il relitto a galla - dice Armando Negrari, spezzino, figlio del secondo capo elettricista Ernesto, il quale era fratellastro dell'onorevole Andrea Negrari di Bagnone - questo no, non mi sembra il caso. Meglio lasciarli riposare in pace. Tra l'altro non servirebbe a nulla. Non so cosa si potrebbe trovare, forse qualche osso, ma che senso avrebbe? Tirarli su dopo tanti anni, sarebbe come rivoltare una tomba. Piuttosto andrebbero sigillati tutti gli eventuali accessi per evitare che qualcuno possa andare lì a rovistare".

Armando Negrari è cresciuto e vissuto con l'ovvio rammarico di non aver più un padre. Ha fatto tanti mestieri, durante la guerra ha lavorato al genio marino per ultimo era dipendente di una ditta di costruzione per conto delle Ferrovie.

Adesso è in pensione.

"Vorrei la foto per fare in casa un altarino e poter pregare"

Nell'angolo più caro della sua casa della Spezia conserva gelosamente due fotografie del padre in divisa di sottufficiale.

Ha ancora il foglio di giornale, ingiallito dal tempo, che dava al mondo la notizia del "Veniero" scomparso e qualche splendida foto dei solenni funerali che si celebrarono a Bagnone "in memoria del caduto del mare Ernesto Negrari": era l'unico marinaio della zona e appositamente per rendergli omaggio organizzarono un funerale di Stato al quale parteciparono le più alte cariche dell'epoca.

"Vorrei esprimere un desiderio - ha detto il figlio Armando al nostro quotidiano - mi piacerebbe aggiungere un'altra fotografia alla mia collezione. Vorrei che la Marina facesse qualche scatto del sommergibile così come è adesso e ce ne consegnasse una copia". Una sorta di altarino sul quale piangere, davanti al quale poter posare un mazzo di fiori freschi.

"Mi è piaciuta tanto l'idea di Majorca - ha continuato - di quella campana in mezzo al mare come un monumento. Io sono andato in Arsenale alla Spezia dove c'è quello eretto a tutti i caduti del mare. Andai con mia moglie nel giorno stesso delle nozze. Portammo il bouchet da sposa e lo lasciammo ai piedi del cippo. Ma non ci consentirono di scattare delle fotografie. Ecco si potrebbe far galleggiare una zattera lì dove il sommergibile si è inabissato. Non sarebbe 'personale' quanto una tomba, ma sempre più di un monumento a tutti i caduti, sì".

da: "La Nazione" del 22-06-1993           

 
 

Recentemente, dell'avveniemento sembra si stia interessando la RAI, la quale tramite la Sig.ra FANELLI  Patrizia,  giornalista televisiva, mi ha contattato con una e-mail in data 6 luglio 2007, chiedendo la mia disponibilità e collaborazione per quanto concerne Bagnone ed il suo 2° Capo Torp. Elettricista - Ernesto Negrari membro dell'equipaggio, perito nell'affondamento del sommergibile nel 1925.

Ho telefonato oggi 9 luglio 2007 alla Sig.ra Fanelli, (335 290 259), la quale con tanto garbo e franchezza mi ha fatto capire che la ricerca è estremamente complicata dato il numero dell'equipaggio perito (48 membri), ed anche per il disinteresse dimostrato dalla Marina Militare la quale in questo momento non ha piacere a ridare notorietà ad un incidente ormai passato nel dimenticatoio.

Ma per la verità e per la storia, aggiungo quello che ho trovato nelle mie recenti ricerche per conservare le informazioni che ho raccolto a beneficio dei posteri.

Partendo da una ricerca anagrafica risulta:

NEGRARI Stefano (+)

 Prima moglie: ORSI Maria (+)  Seconda moglie: SARTESCHI Giuseppina
  - Primo Figlio:    vulgo Beppa (+)

  - EMILIO(+)

  - Secondo Figlio:
  - ERNESTO Angelo,  1893/1925

        - coniugato: Pittalunga Lorenzina

  - Terza figlia: SAVINA (+)
  - Quarta figlia: AMELIA (+)
  - Figli di Ernesto:
  - Armandino (+) - coniugato con Nives
  - Lidia - coniugata con Onorio

 

 - Figli:
 - ANDREA, deputato al parlamento (+)        - coniugato con Irlanda Ricci Armani.
 - ENRICO (+) - coniug. a Clelia Albericci
 - ANGIOLINO (+)

 - MARIA in Rigoni, madre del Senatore    

        Andrea RIGONI.

  - MARIA FRANCESCA (+)
 
 
 

LA SPEZIA - LA SOLENNE COMMEMORAZIONE

dei morti del "Veniero"

Da uno stralcio di giornale dell'epoca, ingiallito dal tempo, edito in provincia di Genova, ritrovato in un baule assieme a preziose fotografie ed altri documenti, copio qui di seguito l'articolo pubblicato da un ignoto cronista. (n.d.a.).

*******

Ieri per iniziativa del Comune e del Sindacato della Stampa, a cura del Comando Militare Marittimo, alle ore 10, innanzi alla caserma dei sommergibili, ebbe luogo una solenne cerimonia liturgica in memoria delle vaalorose vittime del sommergibile "Sebastiano Veniero".

Erano presenti tutte le autorità militari e civili, fasciste ed acclesiastiche, fra le quali notammo:

S. E. l' ammiraglio Molà, il sindaco Avv. Merani, l'on. Zancani, gli ammiragli Fiorese, Lodolo, Ruta, il prefetto comm. Egisto Terzi, il generale Coralli, il vice prefetto comm.  dott. Maroni, la Giunta comunale, il Consiglio provinciale e comunale al completo, il comm. Pontremoli, il comm. Gregoretti, il comm. Dilda, il comm. Allori, il col. Gabutti, il col. Esposito, il col. Mettino, il console cav. Guido Bosero, il comm. Danzi, il cav. uff. Tranchi, il comm. Albenga, il col. Rolla, il comm. Ratti, il cav. prof. Corio, il gand'uff. dott. Raspolini, il comm. Virgilio, il seniore Uccelli, il seniore Appiani, il comm. Caroanini, il comm. prof. Capellini, il questore cav. uff. Argentieri, il comissario cav. Cacioppo, il cav. avv. Benedetti, il cav. Zappi, il cav. avv. Agnese, il cav. rag. Montrucchio, Monsignor Accorsi, rev. prof. Colombo e molti altri dei quali ci sfuggono i nomi.

Erano presenti il gonfalone della città di La Spezia, le bandiere con le rappresentanze di tutte le Associazioni patriottiche e le rappresentanze delle scuole, pure con bandiera, fra le quali notammo: il Fascio, la Federazione provinciale fascista, i combattenti, i mutilati e invalidi, i volontari di guerra, gli arditi, gli ufficiali in congedo, la P. A., l'Orfanotrofio Garibaldi, , l'Ospizio Infanzia abbandonata, il R. Liceo, il R. Ginnasio, l'Istituto Tecnico, le Normali, le Complementari e le Elementari.

Il pubblico di Spezia che si sente legato con vincoli di affetto alla gloriosa Marina, è intervenuto in folla alla mesta cerimonia.

Ancora prima delle 9 una gran fiumana di popolo si assiepava innanzi al ponte della porta principale dell'Arsenale ed alle 9'15 quando il grande cancello aprì i battenti, fu una vera processione che sfilò per più di mezz'ora e con tutto ciò un gran numero di persone rimasero fuori e con loro sommo rammarico dovettero ritornare indietro.

Sulla facciata prospiciente il mare della caserma sommergibili, era stata murata una grande lapide di marmo portante scolpiti i nomi delle vittime facenti parte dell'equipaggio.

Prestavano servizio d'onore una compagnia di marinai e una centura della M. V. S. N. comandata dal centur. Steve ed erano presenti rappresentanze dell'Esercito, dell'Aeronautica e della Finanza.

Sul ponte degli incrociatori "Tigre, Leone, Pntera" ancorati alla Valeria e sul ponte dei sommergibili, i marinai erano tenuti in parata.

Alle ore 10 precise, al segnale della nave ammiraglia "Venezia" tutte le unità presenti in prima darsena hanno messo le bandiere a mezz'asta.

S. E. Monsignor Panizzardi, Vescovo Castrense, celebrò la messa in suffragio e all'elevazione la musica della R. Marina intonò la Marcia Reale.

L'Unione Corale della Spezia, che aveva preso posto a bordo di un pontone dietro l'altare cantò inni liturgici.

S. E. Mosignor Panizzardi pronunciò un magnifico discorso inneggiando alla valorosa Marina italiana e alla grandezza della Patria.

S. E. l'ammiraglio Molà, lanciò il grido alla voce "Viva il Re" al quale risposero, con voce commossa i presenti .

Alla fine della cerimonia, le autorità, le associazioni e il pubblico, sgombrarono con sollecitudine l'Arsenale e in tutti era una viva commozione per i fratelli che per la grandezza d'Italia morirono quando più bella arrideva loro la vita..

Foto del rito funebre celebrato a La Spezia

 
CHI CERCA TROVA!  RICERCA 2007

Da un archivio privato, mi sono stati concessi in visione ed in riproduzione, i preziosi documenti, in parte affetti di famiglia ed in parte ricordi, che sono stati conservati, e che oggi, a solo titolo personale mi sono stati messi a disposizione per il trionfo della verità a vantaggio dei posteri.

Ringrazio sentitamente l'amico e prendo atto della sua comprensione e della sua generosità.

 

Due immagini d'epoca del defunto:

ERNESTO ANGELO NEGRARI

Bagnone 1893 / Capo Passaro 1925

 

LA FAMIGLIA:

NEGRARI Stefano il padre;

ORSI Maria la madre (prima moglie);

EMILIO, ERNESTO Angelo, SAVINA e AMELIA.

Vedi più sopra i dati anagrafici.

 

Foto a sinistra:

Corone davanti alla lapide in onore dei caduti del Veniero nell'Arsenale Militare di La Spezia

Foto a destra:

Targa in bronzo, sotto la lapide di cui sopra.

"VENIERO" SIMBOLO DELLA STIRPE

 ODI NE RICORDANO IL MARTIRIO

REDUCI DEL MARE E CITTADINI DI FIRENZE, SETTEMBRE, MCMXXV

 

Corrispondenza di famiglia.

UN TELEGRAMMA DELLA SORELLA AMELIA DA PARIGI, CHE CHIEDE ALLA SORELLA SAVINA DI BAGNONE, NOTIZIE DEL FRATELLO ANGELO.

 
 

"DULCE ATQUE DECORUM EST PRO PATRIA MORI"

Opuscolo della libreria del Provveditorato Generale dello Stato - Roma, stampato dallo Stabilimento Poligrafico per l'Amministrazione dello Stato - Roma, in memoria dello Stato Maggiore ed Equipaggio del Sommergibile "Sebastiano Veniero" caduti a Capo Passaro - MCMXXV

 

PREGHIERA DEL MARINAIO

 
 

EDITORIALI

 

 

 

 

COMUNE DI  BAGNONE

Prov. Massa Carrara

Manifesto a lutto, esposto a cura del P.N.F. per le vie cittadine di Bagnone.

PATRIA  E  ONORE

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