O Crux, ave spes unica!  Salve, o Croce, nostra unica speranza!

Sulla Croce si incontrano la miseria dell’uomo e la misericordia di Dio.

Aggiornato il 18-05-2008

 

RITROVAMENTI

Ho trovato tra le carte del Prof. Ugo Pagni, le immagini delle 14 cartoline in fotografia, le 14 Stazioni della Via Crucis,  del Prof. Mario Barberis, acquistate a Torino al prezzo di £ 5,00, forse nell'immediato dopoguerra.

Stampate in Italia dalla LICE - Roberto Berruti & C. - TORINO

Le mie ricerche su Mario Barberis, non hanno dato grandi risultati, sono riuscito a  conoscere solo l'anno della sua morte.

La Via Crucis che pubblico nel mio sito, è il frutto della conservazioni di alcuni appunti conservati da tanto tempo e di un'educazione che ho avuto durante la mia infanzia\giovinezza, oggi  ravvivata dalla ricerca che ho fatto su Barberis, per cui ho continuato aggiungendo alle mie reminiscenze storico\religiose, anche delle nuove riflessioni mie e di altre considerazioni a carattere personale.

RUGgGIO         

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Titolo immagini

Mario  Barberis

L' artista di origine piemontese é morto nel 1960, lavorò nella prima metà del novecento soprattutto a Roma, dove realizzò opere di carattere prevalentemente religioso. Testimonianze della sua arte sono custodite in numerose chiese d’Italia, che egli decorò con temi paesaggistici e con soggetti dedicati al mondo contadino. A Torino, per la Basilica di Santa Maria Ausiliatrice dipinse figure angeliche, poi realizzate dalla vetreria Janni, andate distrutte durante i bombardamenti del Secondo Conflitto Mondiale.

Di lui si ricordano anche le tante illustrazioni realizzate per testi sia sacri che profani; la sua attività di illustratore è colma di fede, egli si dedicò con devozione sincera alla rappresentazione di episodi religiosi.

  http://www.cartantica.it/pages/Barberis.asp

Reliquia

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La Croce di San Francesco, venerata e custodita nella Chiesa di Santa Maria a Bagnone.

 Cav. Dott. Mons. AURELIO FILIPPI - 1913 / 1973

Ero un bambino, quando Don Aurelio Filippi, allora ventinovenne, era stato nominato Prevosto della parrocchia di Bagnone, a sostituire Mons. Luigi Rosa, consacrato Vescovo e mandato a reggere la Curia di Bagnorégio (VT).

Don Aurelio Filippi era di Pozzo di Mulazzo, dove nacque il 9 Ottobre 1913, da Angelo e da Visconti Marianna.

Fece il suo solenne ingresso nella nuova parrocchia di Bagnone il primo novembre 1942, io vestito da chierichetto, facevo parte del gruppo parrocchiale che lo ha accolto all'entrata del paese, a San Rocco. 

Nella Chiesa Prepositurale di San Nicolò di Bagnone, fu presentato da Don Luigi Simonini, al popolo che gremiva il vasto tempio.

Il nuovo presule, rivolse il suo primo fervido saluto ai suoi nuovi figli spirituali e poi cantò e celebrò solennemente la S. Messa.

Dopo la Messa, fece la presa di possesso; fungevano da testimoni il Segretario Comunale Sig. Oppi Pietro e l'imprenditore edile Sig. Morandi Giuseppe.

Don Filippi, con una prima esperienza di Parroco acquisita in Valdantena, riuscì ben presto a farsi amico e apostolo cordiale di tutti. Noi bambini in quel periodo di guerra, numerosissimi a Bagnone a causa degli arrivi continui di sfollati, costituivamo un gruppo assai importante da gestire e da guidare. Don Aurelio seppe con il sorriso farsi nostro amico. Un poco attaccato alla moneta, aveva modificato in meno le mancie dei chierichetti, derivanti dalle offerte che derivavano dai matrimoni e dai battesimi. Questa innovazione non ci piacque perché cambiò di molto le remunerazioni del precedente parroco, e subito lo sopranominammo "Don Palanca", titolo che si porterà sino alla morte.

Con sacrificio riusci in breve a laurearsi in lettere, ottenendo così l'insegnamento nella scuole di avviamento professionale di Bagnone.

Era un ottimo oratore, preparava ogni suo intervento e se lo rileggeva sempre prima di iniziare la cerimonia religiosa. 

Io che la Sacrestia della parrocchia conoscevo meglio di casa mia, avevo imparato a prendere quei fogli che lui lasciava dietro uno sportellino del mobile che serviva a contenere gli arredi sacri, e dopo esseresi vestito dei Sacri paramenti, entrava in chiesa al suono della campanella, sicuro a celebrare.

Durante la predica io riuscivo a seguire rigo per rigo quello che lui diceva, sembrava che l'avesse imparato a memoria quel sermone, lo ripeteva identicamente a come lo aveva scritto, letto e riletto.

Così è stato per la Via Crucis della Pasqua del 1944, anni terribili, ed io ho potuto conservare sino ad oggi quegli appunti che ho riadattato nella maniera che leggerete in questa memoria;  l'unica mancaza del povero Don Aurelio, difetto che si notava ogni tanto e forse anche a causa del vocabolo che pronunciava, un leggero difetto labiale nella pronuncia della erre. 

Fu per Bagnone un grande parroco, un vero conservatore di tutti gli usi e costumi vigenti nella nostra comunità. Amato e seguito da tutti, riusci ad organizzare un grande Congresso Eucaristico Interdiocesano, dopo il quale avrebbe pensato di ottenere qualche riconoscimento Vaticano, invece fu una cosa che lo raffreddò. Fece la ristrutturazione della Chiesa Prepositurale di San Nicolò e quella del Castello di Bagnone.

Dopo circa un trent'ennio di attività apostolica, il Cav. Prof. Mons. Aurelio Filippi, a seguito di una lunga malattia é deceduto all'Ospedale di Massa il 15 Dicembre 1973, riposa, venerato da tutti i concittadini, nel cimitero di Bagnone. 

 
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Il  Crocifisso di Padre Mariano

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La Madonna Addolorata

I canti popolari

Lo Stabat Mater era cantato durante la messa e la processione dell'Addolorata del 15 settembre, ed era utilizzato nell'ufficio del venerdì della settimana di passione, alla Madonna dei sette dolori il venerdì precedente la Domenica delle Palme. 

Popolarissima, ed io ricordo di averla cantata con voce da primo tenore, nella tradizionale corale paesana, era soprattutto importante e caratteristica perché accompagnava la processione della Via Crucis e quella del Venerdì Santo cantata al seguito della Madonna Addolorata. 

Un canto appassionato, importanti erano le voci basse, che si era tramandato di generazione in generazione, e che vedeva la partecipazione di tutto il popolo.

Lo Stabat Mater e stato musicato con arie diverse da musicisti famosi: Scarlatti, Pergolesi e Rossini, ed altri.

 

Stabat Mater Dolorosa - di Jacopone da Todi - XIII sec.

Stabat mater dolorosa iuxta crucem lacrimosa, dum pendebat filius. 

Cuius animam gementem contristatam et dolentem pertransivit gladius.

O quam tristis et afflicta fuit illa benedicta Mater unigeniti!
Quae maerebat et dolebat, pia Mater, dum videbat nati poenas incliti!

Quis est homo, qui non fleret, Matrem Christi si videret in tanto supplicio?
Quis non posset contristari Christi (oder: piam) Matrem contemplari dolentem cum filio?

Pro peccatis suae gentis vidit Iesum in tormentis et flagellis subditum;
vidit suum dulcem natum moriendo desolatum, dum emisit spiritum.

Eia Mater, fons amoris, me sentire vim doloris fac, ut tecum lugeam!
Fac, ut ardeat cor meum in amando Christum deum, ut sibi complaceam!

Sancta Mater, istud agas, crucifixi fige plagas cordi meo valide!
Tui nati vulnerati tam dignati pro me pati poenas mecum divide!

Fac me vere tecum flere, crucifixo condolere, donec ego vixero!
Iuxta crucem tecum stare te libenter (oder: et me tibi) sociare in planctu desidero.

Virgo virginum praeclara, mihi iam non sis amara: fac me tecum plangere.
Fac, ut portem Christi mortem, passionis fac consortem. Et plagas recolere!

Fac me plagis vulnerari, cruce fac (oder: hac) inebriari (oder: fac me crucem inebriari) ob amorem filii! (oder: et cruore filii)
Inflammatus et accensus
(Oder: Flammis ne urar succensus), per te, Virgo, sim defensus in die iudicii!

Fac me cruce custodiri morte Christi praemuniri, confoveri gratia!

(Oder: Christe, cum sit hinc exire, da per matrem me venire ad palmam victoriae).
Quando corpus morietur, fac, ut animae donetur Paradisi gloria!
 

Amen! In sempiterna saecula. Amen.

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La corona di spine

Gesù è condannato a morte.

-  Adoramus Te, Christe, et benedicimus Tibi.

-  Quia per sanctam Crucem tuam redemisti mundum. 

-  Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. 

-  Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Mostrato alla folla il Cristo flagellato, coronato di spine e vestito di una tunica rossa, Pilato credendo di aver adempiuto al suo mandato, ha esclamato: "Ecce homo".  Ma la folla urlante ed i Sommi Sacerdoti chiesero la "crocifisione"!  Accettando tale richiesta, Pilato ha commesso un'azione disonorevole ed infamante. Pilato ha agito solo per il timore di non compiacere a Cesare, per la sola paura di crearsi delle complicazioni politiche e di contrariare la plebe ebraica, perché non ha avuto il coraggio di opporsi con fermezza ad una palese ingiustizia. 

Signore, quante volte anch'io ho imitato Pilato! 

Quante volte per il mio menefreghismo, per la situazione, per la mia carriera, per la mia vita, non ho reagito, mi  sono sottratto, non ho preso parte ed ho taciuto. 

Quante volte ho assistito a braccia incrociate, senza dire "no", ed oppormi a coloro che con prepotenza imperavano, per la paura di essere poi indicato diverso, contrario al sistema. La chiamiamo quieto vivere, ma è soltanto una vera ed ignobile posizione del debole.

Nel momento della condanna, tu Signore, hai sofferto per tutti i codardi, per i deboli, ed anche per me e questo tuo esempio di fortezza è stato un segno di perdono e di misericordia. Ti ringrazio per avermi temprato, per come hai sopportato l'impopolarità e affrontato la tua condanna.

- Raccoglimento....

- Un Pater, Ave, Gloria.

- (Cantando si passa alla stazione successiva) Santa Madre, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 
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La croce

Gesù è caricato del peso della Croce.

-  Adoramus Te, Christe, et benedicimus Tibi.

-  Quia per sanctam Crucem tuam redemisti mundum. 

-  Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. 

-  Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Inizia il lungo e tribolato tuo cammino verso il Calvario, il luogo del tuo martirio.  La volontà Divina non ha voluto una fine repentina, no! Ha voluto che tu soffra ancora di più, per la redenzione del genere umano. Ci hai insegnato come si affrontano i gravi problemi della vita, come si devono accettare le condanne, come si deve affrontare la morte.

Questa é la grande lezione di vita che mi hai lasciato attraverso questa tua passione. Quanta paura ho avuto di fronte al dolore, quante volte mi sono tirato indietro di fronte al dovere, poi accettato con molto affanno e preoccupazione tale da odiare colui che mi ha caricato di un tale pesante bagaglio.

Quante volte mi sono tirato indietro per non voler affrontare la prova, per paura del male che avrebbe potuto provocarmi. Quante volte ho mentito a ma stesso pensando che la rinuncia mi aiuta a non peccare, poi con una scrollata di le spalle, e metto da parte tutte le mie gravi responsabilità.

Perdonami o mio Gesù se mi sono lasciato prendere dalla lentezza arrivando sempre tardi, piaga questa che si è aperta nella mia anima con anni vissuti nella tranquillità interiore e nell'accettazione delle mie pavide azioni.

- Raccoglimento....

- Un Pater, Ave, Gloria.

- (Cantando si passa alla stazione successiva) Santa Madre, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

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 Prima caduta

Gesù cade per la prima volta.

-  Adoramus Te, Christe, et benedicimus Tibi.

-  Quia per sanctam Crucem tuam redemisti mundum. 

-  Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. 

-  Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Il pesante legno della Croce ti ha soppresso, tu che avresti potuto alleviarne il peso, aiutato degli Angeli.  Non avresti potuto variare e abbandonare il tuo destino, hai portato il peso della tua Croce sino all'esaurimento delle tue forze, facendoti schiacciare a terra.

Qui, Gesù, hai esaltato la mia meschinità, nonostante lo sforzo, ti sei rialzato e messo sotto il peso del tuo patibolo ed hai ripreso il cammino, mentre io ho sempre cercato di evitare ancora una volta tutte le mie responsabilità.

Costretto a lottare contro le insidie della vita laica, la vita del Cristiano oggi è tormentata, per riuscire a comportarsi in linea con i dettami della Chiesa e con i suoi Comandamenti. 

Non è facile essere Cristiani in un mondo ove prevale la volontà di vivere nella concupiscenza, nella fertilità, nell'abbondanza, ove tutto è basato sul progresso economico e sociale, e sul conseguente consumismo. Anche per noi la rinuncia è un peso che sentiamo sulle nostre spalle, un carico che ci fa ansimare in una corsa terrena per la sopravvivenza. 

Usiamo frasi imgannevoli per raggirare il problema, la nostra forza è limitata, siamo certi che Dio ne terrà conto, come lo ha già tenuto, permettendoci di ravvedere le nostre colpe con il precetto della Confessione e col ravvicinamento nella Comunione. 

Importante oggi é di vivere onestamente, di restare sempre fedeli e tradizionalmente abbracciati alla Croce, non come carico ma come sollievo spirituale, con la grazia Divina di potersi rialzare ogni qualvolta si cadrà nell'errore del peccato, durante il lungo percorso Calvarico della nostra vita.

  - Raccoglimento.... 

- Un Pater, Ave, Gloria.

- (Cantando si passa alla stazione successiva) Santa Madre, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

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Maria

Gesù incontra sua Madre.

-  Adoramus Te, Christe, et benedicimus Tibi.

-  Quia per sanctam Crucem tuam redemisti mundum. 

-  Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. 

-  Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Il pianto di una madre che vede il proprio figlio soffrire, non è dolore ma pianto che lo incoraggia e che lo sostiene nell'ardua prova. Dammi o Signore la grazia di poter piangere, prima della mia morte, con grande pentimento sincero e profondo per i miei peccati. 

Madre! Tu che hai sofferto con Gesù, dammi la forza e la speranza di poter soffrire anch'io per i miei cari. 

La compassione aiuta i mali dell'anima, l'essere vicino a qualcuno lo aiuta nella sofferenza. Invece Gesù è maltrattato al passaggio ed é accompagnato solo dalle ingiurie del popolo ammassato lungo il sentiero del suo Calvario; tutti, anche gli ingrati da lui aiutati, gridavano la sua crocifissione e la sua morte.

I dolori provocati dalla Croce sul corpo di Gesù sarebbero stati sopportabili se accanto avesse avuto tanti cuori compassionevoli. 

Il male più grande era il peccato, era l'offesa che questi uomini, con tutte quelle manifestazioni di ingratitudine, indirizzavano a Dio, originando un sommo peccato, l'offesa del Divino, il quale era disceso sulla terra per la redenzione del genere umano.

Ora al vostro cospetto mi chiedo qual'é stato il mio primo peccato e quale l'ultimo; e voi che mi accompagnate fate un esame di coscienza. 

Se avessi pensato al dolore che ti ho arrecato con l'offesa, non ti avrei sicuramente disobbedito, Signore! 

Alla Madre di Dio mi rivolgo fervente, affinche mi faccia apparire il volto martoriato di Gesù ogni volta che mi trovo in procinti di peccare, proprio come l'hai visto tu, o Madre Santa, sul sentiero del Calvario.

   - Raccoglimento....

- Un Pater, Ave, Gloria.

- (Cantando si passa alla stazione successiva) Santa Madre, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

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Cireneo

Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la Croce.

-  Adoramus Te, Christe, et benedicimus Tibi.

-  Quia per sanctam Crucem tuam redemisti mundum. 

-  Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. 

-  Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Il Cireneo, colui che viene da Cirene, antica città della Cirenaica che prese il nome dalla sua regina, una ninfa tessala, figlia di Ipseo, re dei Lapiti, amata da Apollo, madre del pastore Aristeo. Oggi rimane un piccolo centro carovaniero. 

Col nome di Cireneo é indicato negli Evangeli un uomo di nome Simone, colui che fu obbligato a portare sul Golgota la Croce di Cristo.

Quanti Cirenei ho conosciuto, che sono stati costretti o che hanno voluto portare il peso delle colpe altrui?

Ho appunto citato due tipi di Cireneo: quello del Calvario che venne preso a caso dalla folla e obbligato ad aiutare e sopportare la Croce in luogo di Gesù affaticato; e quello che si prosta con devozione ed aiuta di cuore il suo prossimo.

Due esempi che mi fanno riflettere. Il primo si trovava a passare da là, sospinto dalla calca di una folla curiosa e vociante, tutto avrebbe voluto ma non essere scelto ad aiutare Cristo, altro aveva per la testa di fare in quel momento. Il secondo invece lo troviamo nella storia, ed emerge come figura di un martire che compie il suo dovere di sua spontanea volontà.

Un Cireneo che si adatta al momento ed accetta burlescamente il suo incarico, l'altro invece che lo fa con l'intento di soffrire con il Signore, motivo questo perché il suo nome risuoni con amore e gratitudine.

Anch'io ho cercato di essere il Cireneo e nella vita ho cercato di essere d'aiuto a tanta povera gente ma, questa mia convinzione, sarà veramente accettata da te. Non distinguo il mio Cireneo, era il primo od il secondo? Nel caso non fosse quello giusto, per questo è difficile vivere onestamente, ti prego mio Dio, abbi pietà di me.

   - Raccoglimento....

- Un Pater, Ave, Gloria.

- (Cantando si passa alla stazione successiva) Santa Madre, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

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Veronica

La Veronica asciuga il volto di Gesù.

-  Adoramus Te, Christe, et benedicimus Tibi.

-  Quia per sanctam Crucem tuam redemisti mundum. 

-  Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. 

-  Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Oltre alla Madre che lo segue, una seconda donna si prostra a Gesù sulla strada del Golgota, è Veronica. Chi sia, il suo vero nome non è chiaro, solo conosciamo del nome una deformazione che stà per "vera icone" che si traduce in "vera immagine", con cui nell'alto Medioevo si indicavano i ritratti di Gesù Cristo ritenuti autentici.

Secondo la tradizione cristiana, Veronica era una pia donna ebrea che fornì a Gesù sulla strada del Calvario, un lenzuolino per asciugarsi il sudore e il sangue che gli colava dalla fronte. Su questo panno rimasero impressi i lineamenti del volto di Cristo, oggetto conservato dal 1300 a Roma in San Pietro, ove viene esposto durante la Settimana Santa.

A prima vista questo pezzo di stoffa rappresenta un simbolo che nessun condottiero ha potuto inneggiare in testa del suo esercito. La Chiesa invece ne possiede uno ed é fiera di averlo ricevuto in eredità come specchio che riflette il volto del divino Salvatore.

Noi tutti, che apparteniamo alla Chiesa, pensiamo di essere le cose vive che la compongono, siamo graziati di possedere la Veronica. Come dobbiamo essere grati di questo favore? Dobbiamo pensare come pensa la Chiesa, sentire come sente la Chiesa, agire come la Chiesa vuole che agiamo in tutte le circostanze della nostra vita. 

Sarò un vero cristiano! La riproduzione di Cristo si stamperà nella mia coscienza, e se la grazia che tu hai concesso a Veronica è grande, maggiore è il fervore che mi prometti, per cui ti chiedo di aiutarmi ad ottenerlo.

   - Raccoglimento....

- Un Pater, Ave, Gloria.

- (Cantando si passa alla stazione successiva) Santa Madre, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

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Seconda caduta

Gesù cade per la seconda volta.

-  Adoramus Te, Christe, et benedicimus Tibi.

-  Quia per sanctam Crucem tuam redemisti mundum. 

-  Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. 

-  Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Gli insulti, gli epiteti qualificativi, le ingiurie e le grida aumentavano ogni qualvolta ti trovavi in difficoltà. Sei caduto ancora, e dimostrare questa impotenza significava dare spazio alle calunnie, e questo tu l'hai voluto o Signore per magnificare la mia esistenza, mentre in quel momento gli uomini non hannno avuto compassione di te che stavi sotto il peso della Croce. 

Vivere la tua Passione, per salvare l'umanità tutta anche quella che ai bordi della strada ti vilipendia e ti fa soffrire, accrescendo il tuo grande dolore. 

Un buon cristiano deve continuare, anche quando tutto e tutti sono contro di lui, in particolare quando i ribelli sono quelli ai quali si vuol fare del bene.

Dovrò fare del bene seguendo i tuoi insegnamenti, dovrò continuare ad aiutare l'ingrato affinchè si ravveda e possa salvarsi, è quanto tu hai fatto nei confronti della gente furibonda, e con tutti coloro che ti hanno martorizzato il corpo rinnegandoti sino alla fine.

Questa tua pietà o mio Signore, si riversi anche su di me.

   - Raccoglimento....

- Un Pater, Ave, Gloria.

- (Cantando si passa alla stazione successiva) Santa Madre, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

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Pie donne

Gesù incontra le pie donne di Gerusalemme che piangono su di lui.

-  Adoramus Te, Christe, et benedicimus Tibi.

-  Quia per sanctam Crucem tuam redemisti mundum. 

-  Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. 

-  Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

A sollevarti dal dolore, non sono mancate le anime buone che hanno compreso il grave errore e la grandezza del peccato che, tra tanta confusione, si stava commettendo.  Abbiamo lasciato inascoltate le predizioni della Madonna, i nostri costumi che abbiamo tramandati nel tempo, dove sono finiti i dogmi, dove siamo finiti noi se non ci ricordiamo di aver abbracciato la Santa Croce? Dove sono finiti i veri uomini, coloro che sanno distinguere il benne dal male, coloro che possonno e devono opporsi alle ingiustizie terrene. 

Il Vicario di Cristo è disubbidito, abbandonato, tradito?  Non è vero, anche se si vuol far credere che le leggi, i costumi, le istituzioni sono sempre più contrarie a Gesù Cristo.  C'è per fortuna una realtà silenziosa, e la si vede durante le manifestazioni religiose, c'è ancora una forza capace di far fronte con la preghiera a tutto il peccato umano.

Ci sono ancora le pie donne, ci sono ancora i portatori della fede, ci sono ancora i penitenti, si, dobbiamo crederci.

Signore dammi la grazia di continuare a credere, in te e in tutti coloro che ti professano, in tutti coloro che ti amano come voglio amarti anch'io.

   - Raccoglimento....

- Un Pater, Ave, Gloria.

- (Cantando si passa alla stazione successiva) Santa Madre, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

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Terza caduta

Gesù cade per la terza volta.

-  Adoramus Te, Christe, et benedicimus Tibi.

-  Quia per sanctam Crucem tuam redemisti mundum. 

-  Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. 

-  Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

La ripida e faticosa ascesa al tuo patibolo, frastornato dalle bestemmie che ti giungono da ogni parte, con il corpo insanguinato pieno di piaghe, ddolori che non ti fanno frenare il cammino. La caduta è solo un attimo di sconforto, ma tu sei perseverante e riuscirai a rialzarti lentamente, sei dolorante ma riprenderai la via del tuo martirio. 

Sei caduto tre volte, e tre volte ti sei rialzato, sempre hai saputo trovare nuove forze e nuove energie per continuare.

Capisco che è difficile prendere la propria croce e partire, e tu questo esempio ce l'hai voluto dare ben tre volte. 

Noi nella vita abbiamo paura, un piccolo ostacolo ci fa indugiare, il più piccolo contrattempo ci arresta, uno sforzo se pur piccolo ci crea timore, maggiore è la paura se costa moneta e sacrificio.

Tutto si deve fare per servire nostro Signore, nel caso sia opportuno, si deve sacrificare tutto, la carriera, l'amicizia, la parentela, la vanità, le abitudini. In questo preciso momento del cammino della Croce, la Passione di Gesù mi fa capire che a Dio dobbiamo dare tutto, assolutamente tutto, e quando pensiamo di aver veramente dato tutto, dobbiamo ancora dare la nostra stessa vita e per questo deve essere vissuta in santità. 

   - Raccoglimento....

- Un Pater, Ave, Gloria.

- (Cantando si passa alla stazione successiva) Santa Madre, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

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Spogliatura

Gesù è spogliato delle vesti.

-  Adoramus Te, Christe, et benedicimus Tibi.

-  Quia per sanctam Crucem tuam redemisti mundum. 

-  Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. 

-  Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Gesù é stato spogliato al cospetto di tutti e per amore del Padre ha sofferto fino alla vergogna. La sua purezza è stata messa a confronto con gli impuri che lo hanno schernito ma lui ha resistito. 

Si sono fatti beffa di un sofferente, si sono fatti giuoco di un debole, si sono fatti celia di un uomo mandato a morire.

Come può il figlio di Dio resistere a tanti tormenti? Era necessaria questa lezione per dimostrare che anche il ridicolo può servire se affrontato a fine di bene?

Vorrei tanto Signore saper affrontare l'ora della mia ridicolaggine, per far riflettere quella che è stata la tua perseveranza, quando l'arma che desta riso, quando la satira, venne usata dagli empi per distruggere la maestà del tuo aspetto.  

   - Raccoglimento....

- Un Pater, Ave, Gloria.

- (Cantando si passa alla stazione successiva) Santa Madre, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

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Crocefissione

Gesù è inchiodato sulla Croce.

-  Adoramus Te, Christe, et benedicimus Tibi.

-  Quia per sanctam Crucem tuam redemisti mundum. 

-  Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. 

-  Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Ed ecco il suplizio di Gesù Cristo, la crocifissione. Come tema iconografico rappresenta l'estremo sacrificio di Cristo sulla Croce per la redenzione del genere umano.

Tutto tace, anche le grida dei presenti si sono affievolite col penetrare dei chiodi nella carne del condannato. 

Quanta miseria sul Goilgota si stà manifestando al cospetto dei suoi aguzzini. 

Gesù Cristo soffre.  Ha le membra già martoriate, ora si aggiungono le ferite delle mani e dei piedi, e tutte queste torture sono sopportate con ferma volontà. Lo si vorrebbe distruggere, cosa si dovrebbe fare di più per cancellarne la sua esistenza? Gli uomini non possono cambiare la volontà di Dio.

Ed io in questo preciso momento, memore del perdono ottenuto anche dai due Ladroni, chiedo a Gesù perdono per i miei peccati e per la vita che ho vissuto nelle tenebre e per la mia imperdonabile cecità di tutto ciò che si é tramato attorno a me.

   - Raccoglimento....

- Un Pater, Ave, Gloria.

- (Cantando si passa alla stazione successiva) Santa Madre, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

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Morte

Gesù muore sulla Croce.

-  Adoramus Te, Christe, et benedicimus Tibi.

-  Quia per sanctam Crucem tuam redemisti mundum. 

-  Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. 

-  Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Siamo alla fine dell'esistenza terrena, Cristo è errivato al termine dei suoi patimenti fisici, tutte le sofferenze materiali e morali stanno per finire.

Da lassù, sul Golgota, dall'alto della Croce, osserva tutta l'umanità, poi chiede gridando al Padre suo il perchè sia stato abbandonato. Dopo il silenzio il sole si è oscurato, poi il buio é illuminato dai lampi e dai fulmini, i tuoni e le nubi nere che si spingono lassù, la terra ha trenato, un senso di bluastra desolazione ha invaso la scena del Calvario. 

Tutto questo per la redenzione dell'umanità, per la vittoria del bene sul male, per la sconfitta del peccato, per dare infine all'uomo l'accesso alle porte del Cielo.

Il massimo della sofferenza, sarà quando la lancia trafiggerà il costato, e lo sgarbo  peggiore quando sarà dissetato con il fiele, e il massimo insulto è l'affissione di INRI sulla Croce. 

Stai morendo ma c'è chi ancora sa approfittare di te, dei tuoi beni, si sorteggia il possesso della tunica. Quel soldato a cui è toccata in sorte ne sarà rimasto contagiato?

Per tutti questi sacrifici che hai sofferto per salvare la mia anima, non c'è prezzo da pagare che possa soddisfare le tue sofferenze. Per tutto ciò che hai versato per noi, ti prego o Signore, con l'aiuto di Maria Santissima, fammi abbandonare tutte le persone che possono allontanarmi da te e dalla tua Chiesa.

   - Raccoglimento....

- Un Pater, Ave, Gloria.

- (Cantando si passa alla stazione successiva) Santa Madre, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

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Deposizione

Gesù è deposto dalla Croce e consegnato alla Madre.

-  Adoramus Te, Christe, et benedicimus Tibi.

-  Quia per sanctam Crucem tuam redemisti mundum. 

-  Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. 

-  Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Secondo il Vangelo, il distacco del corpo di Gesù Cristo dalla Croce, avviene per opera di Giuseppe di Arimatea, di Nicodemo e delle Pie donne. Il corpo del Compianto, trattato secondo i rituali dell'epoca, verrà deposto nel Santo Sepolcro che sarà chiuso con un pesante macigno.

Sono momenti di nostalgia, di ricordi e di rimpianti. 

Per il Signore spetterà la quiete ed il riposo del sepolcro, mentre per Maria che ha raccolto attorno a se i fedeli più cari, stanno tributandogli le onoranze funebri.  É un quadro triste perchè  tratta della morte di Gesù ma é nello stesso tempo ridente perché ridipinge Gesù in vita, nei suoi momenti più belli e importanti. 

Sogni questi, che preannunciano una serie di atti d'amore dell'umanità che, con la morte del Cristo si è redenta; atti che si perpetueranno per sempre, nel trionfo glorioso, sugli altari della Chiesa. 

Sono fiducioso che anch'io parteciperò alla gloria del Signore e che con la sua protezione possa essergli sempre fedele, presente nelle ricorrenze e venerare con la Chiesa la fedeltà dei buoni cristiani.

   - Raccoglimento....

- Un Pater, Ave, Gloria.

- (Cantando si passa alla stazione successiva) Santa Madre, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

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Sepoltura

Gesù è deposto nel sepolcro.

-  Adoramus Te, Christe, et benedicimus Tibi.

-  Quia per sanctam Crucem tuam redemisti mundum. 

-  Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. 

-  Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Il corpo di Cristo, avvolto nel lenzuolo (Sindone) è stato messo nel sarcofago, coperto da una lastra di pietra; ed anche il pesante macigno, la porta del Sepolcro, è stato incastrato nel suo pertugio.

Tutto sembra terminare invece è questo il momento in cui tutto ha inizio, è il momento in cui gli Apostoli si sono sbandati, si ritrovano sperduti, ma pronti a far rinascere le speranze, mentre attorno a loro c'è ancora l'odio dei nemici sempre in aguato.  La fede sostiene l'animo dei pochi rimasti, questi non hannno paura perché sanno che presto si avvererà la preannunciata Ressurezione del Cristo.

Signore, confortami quando arriverà la mia ora, dammi forza per affrontare questo grande momento ed abbi cura dell'anima mia. Fa che anche il mio trapasso assomigli al tuo, fatto come lo hai fatto tu, nella gloria dell'Eterno Signore.

   - Raccoglimento....

- Un Pater, Ave, Gloria.

- Eterno riposo dona loro o Signore e splenda ad essi la tua Luce perpetua. Riposino in pace. Così sia. 

- (Cantando si passa alla Benedizione Apostolica) Santa Madre, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

PREGHIAMO: "A Voi pertanto, in queste ore tristi della guerra, nella cui opera di fede sommamente confidiamo, imploriamo di tutto cuore la pienezza e pazienza di Dio, affinché in tanto periglio dei corpi e delle anime, per gli errori che da ogni banda s'infiltrano, scorgiate quel che far vi convenga e con ogni ardore e fortezza lo eseguiate.

Custodi v'impartiamo, diletti figli, la benedizione Apostolica"

- Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

- Amen.

O  CRUX,  AVE  SPES  UNICA !